Springsteen 2021-2022: cosa abbiamo visto, cosa aspettarsi

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E’ stato un anno lungo, difficile e per molti di noi duro. Il virus continua a ripresentarsi e a dettare le regole delle nostre vite, e nonostante siamo ormai arrivati all’ultimo giorno dell’anno, ancora non sappiamo se il tanto atteso tour di Bruce  ci sarà, non ci sarà, ci sarà solo negli USA. Non ho mai fatto previsioni azzardate né scritto di cose meno che certe per due motivi fondamentali: deontologia professionale, il primo, e perché so quanto si possa rimanere delusi di fronte a un’anticipazione che si rivela falsa, ad una promessa non mantenuta. Quindi, non scriverò date di probabili o possibili concerti, né di luoghi o di città dove potrebbero – semmai – svolgersi. Scrivo piuttosto di quello che ho visto negli ultimi mesi del 2021.

Ho visto Bruce suonare, visibilmente commosso, alle 9.04 dell’11 settembre, nel ventesimo anniversario dell’attentato alle Twin Towers, subito dopo il minuto di raccoglimento decretato dal sindaco di New York Bill De Blasio a Ground Zero. E cantare una struggente versione di “I’ll See You In My Dreams”.

L’ho visto esibirsi – come fa ogni anno – allo Stand Up For Heroes il 9 novembre, sempre a New York, presentando un set di 15 minuti con quatro brani: “I’ll Work For Your Love”, “Letter To You”, “Hungry Heart” e “Dancing In The Dark”.

L’ho visto vendere per 500 milioni di dollari, ad oggi una cifra record, il suo straordinario catalogo musicale e le edizioni dei suoi brani alla Sony Music, che oggi è proprietaria della Columbia. E ho sentito – a dispetto di tutte le polemiche suscitate da questa sua scelta – ciò che ha detto in proposito:

“Sono un artista che può  davvero  dire che quando ho firmato con la Columbia Records nel 1972 sono venuto nel posto giusto. Durante gli ultimi 50 anni, gli uomini e le donne della Sony Music mi hanno trattato con il massimo rispetto come artista e come persona, sono entusiasta del fatto che la mia eredità artistica continuerà ad essere curata dall’azienda e dalle persone che conosco e di cui mi fido”.

L’ho visto partecipare il 13 dicembre,  insieme a Steve Earle,  al John Henry’s Friends benfit, un concerto organizzato per raccogliere fondi per i bambini autistici alla Town Hall di New York.

E ancora l’ho visto – con i suoi capelli finalmente brizzolati – in giro per il Jersey Shore, infilarsi nei bar che conosce a memoria per bersi una birra in tranquillità o suonare un pezzo al volo salendo sul palco di qualcuno.

E adesso?

Oggi festeggerà i trent’anni della sua splendida figlia, e poi si preparerà per salutare il 2021 e prepararsi al nuovo anno. Già cosa farà Bruce Springsteen nel 2022? L’unica notizia, certa, è che dal 7 al 17 gennaio ad Asbury Park si terrà il consueto appuntamento con il Light of Day Winterfest, un appuntamento che porta sul Jersey Shore i nomi più importanti della scena musicale locale, e non solo. Il Light of Day è un’organizzazione benefica che si muova su vari fronti in particolare nell’aiuto ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie. E la mamma di Bruce, da più di dieci anni lotta con questa malattia. Per l’edizione 2022 del Festival ci saranno più di cento artisti che suoneranno in 14 location diverse. Tra i nomi sicuri ci saranno: Joe Grushecky & The Houserockers, Willie Nile,  Max Weinberg,  The Weeklings,  Guy Davis e Linda Chorney, The Ronstadt Brothers.

A questi nomi potrebbero aggiungersi anche quelli di Bruce e Patti che più di una volta sono comparsi a sorpresa al Wonder Bar o allo Stone Pony. Chissà…

L’unico augurio che mi sento di darvi (e di darmi) è quello di un anno che possa restituirci la nostra “normalità”, quella fatta di musica suonata, ascoltata e soprattutto vissuta live.

Buon 2022!

Questa la mia playlist per ballare insieme a Bruce:

Growin’ Up – Rosalita – Born To Run – She’s The One – Candy’s Room – The Ties That Bind  Sherry Darling – Out In The Street – Cadillac Ranch – Reason To Believe – Dancing In The Dark – Glory Days – Bobby Jean – Tougher Than The Rest – One Step Up – Be True – All Or Nothing At All – Human Touch – Better Days – Hunfgry Heart – Loose Ends – Let’s Be Friends – Mary’s Place – Living In The Future – Working On A Dream – Surprise, Surprise – American Land – Sleepy Joe’s Cafè – My Love Won’t Let You Down – Pink Cadillac – Janey Don’t You Loose Heart – Ghosts.

p.s. La foto in evidenza è presa da Internet

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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