Due volumi raccontano chi era Paolo Castaldi

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Paolo Castaldi
©Roberto Masotti

Lo scorso febbraio, ormai oltre i novant’anni, è mancato agli affetti terreni il compositore Paolo Castaldi, nato a Milano nel 1930. Si era diplomato in composizione e direzione d’orchestra, ma i suoi interessi spaziavano su più fronti, al punto che si era iscritto perfino al Politecnico per seguire corsi di ingegneria. Ai cultori di musica Pop il suo nome viene alla mente per essere stato a fianco di Franco Battiato in alcuni concerti tra il 1975 e 1976. I due si dividevano il concerto in parti distinte, generalmente Battiato armeggiava in solitario sui suoi sintetizzatori, mentre Castaldi, più spesso coadiuvato dalla pianista Fausta Cianti proponeva composizioni come Notturno, Left, Esercizio e Solfeggio parlante. L’intenzione di Battiato di avvicinarsi e superare la musica contemporanea aveva fatto scaturire l’interesse per Castaldi da parte di un pubblico occasionale che certamente non frequentava Conservatori o Teatri dove passava esclusivamente musica classica e contemporanea. Al punto che Paolo Castaldi viene inserito nella collana di album Nova Musicha che la Cramps ha editato nella seconda metà degli anni Settanta. Il suo titolo Finale è stato pubblicato nel 1975 insieme a titoli di John Cage, Juan Hidalgo, Walter Marchetti, Robert Ashley e altri ancora. Al pianoforte, nel disco e in varie occasioni dal vivo, c’è Giancarlo Cardini, esecutore che si è guadagnato una certa fama in quegli anni. Particolarmente significativa la sua partecipazione a Il Concerto per Demetrio Stratos davanti a oltre 50 mila giovani che nel giugno 1979 hanno affollato l’Arena Civica di Milano. Quella volta Cardini, in impeccabile frac, ha eseguito proprio il «temerario» Solfeggio parlante di Castaldi scatenando pronti reazioni del pubblico che tra una canzone di Guccini e una di Branduardi non si aspettava un brano di sola voce. Che poi quello sarebbe stato il brano più vicino a quello che andava cantando Demetrio Stratos. Insomma, Castaldi per un breve periodo è diventato un nome conosciuto anche tra i giovani che ascoltavano prevalentemente pop. Battiato, in un numero della rivista Muzak, ha scritto un testo a lui dedicato, ma con l’arrivo degli anni Ottanta il nome di Castaldi è tornato ad abitare sfere di musica contemporanea e non si è più manifestato al pubblico del pop.  

Intanto però, per chi volesse approfondire, la Fondazione Mudima con le sue edizioni ha pubblicato due volumi prestigiosi con la classica copertina rossa cartonata, come quelli che ha dedicato a John Cage e Gianni Sassi.

Lo stesso Castaldi si qualifica come musicologo nonché autore di questi due volumi. Il primo, Nuovi testi e variazioni senza tema (311 pagg. 40€) raccoglie numerosi scritti. Si parte con un capitolo dove l’autore ricorda John Cage, nello specifico di quella volta che nel dicembre 1977 arrivò a Milano per un happening. Castaldi rivela poi come sia arrivato a considerare il pianoforte come suo strumento più amato, da quella volta che ancora piccolo assistette all’esecuzione integrale di Etudes di Chopin al Teatro alla Scala. Un capitolo del libro, non a caso, ha per titolo Il timbro del pianoforte, a seguire, tra gli altri capitoli Castaldi si sofferma a considerare la Scuola di Darmstadt che lui stesso ha frequentato e indica in Edgar Varèse il vero precursore: è in Varèse che l’acustica viene per la prima volta chiamata in causa con esplicite funzioni di strumento compositivo. In Architettura per musica Castaldi spiega come ha affrontato una lezione seminario alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, quindi Castaldi che risponde a cinque domande poste da Daniele Lombardi, egli stesso compositore e pianista. Ampio il capitolo che ha per titolo Il pianismo di Messiaen, mentre risulta curioso il capitolo che racconta di sedici itinerari per altrettante gite in motocicletta da Milano, mentre buona parte del libro viene dedicato a molte delle sue composizioni e partiture. 

Altro libro, sempre edito da Mudima è A viva voce – Conversazioni con i miei allevi (383 pagg. 30€). Qui tantissimi argomenti, per raccontare tra l’altro di Chopin, Haendel, Goethe, Mussorgski, Walt Whitman, Borges, Schumann. Testo molto tecnico, adatto certamente ad allievi, ma non solo, perché Castaldi sa essere preciso, profondo e anche ironico nel procedere. Alla fine, per decine di pagine, si trovano come allegati alcuni testi, figure e tavole. Tra gli argomenti: L’Inghilterra nel contrappunto, Le scuole polifoniche fiamminghe, Armonici naturali degli archi, Gesti di movimento dei tempi.  

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (Officina di Hank, 2022).

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