Highsnob e Hu: Siamo gli outsider di Sanremo? Per noi è una fortuna!

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È Purezza  la parola chiave di Abbi cura di te, il brano con cui Highsnob e Hu parteciperanno al 72esimo Festival di Sanremo. A riassumerlo con questo termine sono gli stessi artisti che, a partire dal prossimo 2 febbraio, la presenteranno sul palco dell’Ariston.

Scritta da Michele – Mike Matera (Highsnob) e ispirata a tratti autobiografici di una relazione tossica ormai giunta al termine, la canzone – spiegano i due – non è nata appositamente per Sanremo: “L’ho scritta nel 2020 – racconta l’artista che ne è autore – e dietro c’è tanta sofferenza. Vuole portare un messaggio di amore universale ma, di base, nasce dalla fine di una relazione, che poi è quella che si racconta: una chiusura che mi ha fatto tanto star male. La ragazza che me l’ha ispirata mi ha addirittura detto, lasciandomi, che almeno avrei potuto scrivere un pezzo di successo dopo la nostra chiusura, perché in fondo m’interessa solo questo. In verità quelle parole mi hanno ferito parecchio”.

“Ho letto e ascoltato la prima bozza – dice Federica Ferracuti (Hu) – e l’ho subito trovata emozionante e molto vicina a me. Ci sono due chiavi di lettura nel testo: il messaggio principale, della relazione finita, ma anche un sottotesto. Ci sono una serie di stati d’animo descritti che sono quelli che ognuno può provare e che tutti noi viviamo quotidianamente in qualsiasi rapporto. Rappresenta l’augurio di un bene universale, rivolto a chiunque di voglia. Per lo meno per me è stato così”.

La parte strumentale avrà un ruolo fondamentale per la riuscita del pezzo, ma su chi li dirigerà all’Ariston restano vaghi, si lasciano solo scappare che si tratta di un compositore incredibile che capisce quando uscire dal virtuosismo per entrare nella parte emotiva.

“In Abbi cura di te ci sono archi che piano piano si aprono e soprattutto, prima della chiusura, c’è una parte che atipicamente ha un’apertura orchestrale. – continua Hu – Il brano ha un climax emotivo che sale e, in quel frangente, abbiamo deciso di non cantare per lasciare spazio alla musica e, quindi, all’orchestra.  È per questo che abbiamo pensato al Festival, per l’importante sfera musicale della canzone. In questo pezzo, però, ci credevamo a prescindere, non è stato preconfezionato ad hoc”.

Eppure a Sanremo questi due artisti dagli stili molto diversi (lui rap, trap e urban; lei con studi jazz alle spalle e una visione più pop) ci sono arrivati, insieme: “Ognuno di noi ha alle spalle un percorso artistico differente – spiega Hu – veniamo da mondi diversi, generazioni diverse, ma ci siamo trovati in sintonia per il nostro modo di essere, siamo simili umanamente.  Ci ha fatto tanto piacere che Amadeus, parlando della selezione, abbia detto che il nostro è stato l’ultimo brano che ha ascoltato ma il primo che ha scelto. È stato bello sapere di aver colpito lui e speriamo di poter colpire anche il pubblico”.

La scoperta di essere tra i 25 big in gara all’Ariston è avvenuta a sorpresa,  in conferenza stampa, quando il direttore artistico ha rivelato i nomi degli artisti selezionati. E anche per questo ha lasciato i due abbastanza stupiti sul da farsi nel dopo-Sanremo. A chi gli chiede se dopo il Festival ci saranno un album o un tour in comune rispondono, infatti, che stanno vivendo il momento e accolgono ciò che arriverà e sarà, senza farsi troppe domande.

Un palco, quello della città dei fiori, che emoziona chiunque: “Ogni artista che vive di musica lo ha sognato almeno una volta, inutile negarlo” ripete la Ferracuti. E aggiunge: “Ci hanno definiti gli outsider di questa edizione, ma per noi è una fortuna: non c’è aspettativa, non assomigliamo a niente che ci sia già stato o ci sia. Non c’è un termine di paragone”.

“Questa definizione l’abbiamo vissuta bene: in questo caso specifico essere otusider è un gran vantaggio. – continua Highsnob – Penso che tanti vedendoci e conoscendo i nostri percorsi da solisti, abbiano un’idea di come potrebbe essere il brano e poi, quando lo ascolteranno, capiranno che in realtà portiamo un’altra cosa. Diverso dalle aspettative degli altri ma molto coerente con ciò che sentiamo noi. Stare su quel palco con queste vibrazioni è un bene. Siamo tranquilli, non dico comodi perché, insomma, è il Festival della canzone italiana e a Sanremo si da il massimo, ma viviamo le cose in maniera semplice e serena”.

E sul pezzo che porteranno nella serata delle cover, Mike Matera commenta: “Non possiamo svelare molto su ciò che canteremo, ma posso dire che non c’è stata storia. Di ritorno dal casinò di Sanremo abbiamo canticchiato, in 4 ore di viaggio, una sola canzone e poi ci siamo confessati a vicenda che quel brano ci emoziona. Non volevamo escludere niente dalle nostre possibilità quindi ne abbiamo provati anche altri ma, alla fine, siamo tornati al punto di partenza. È stata una scelta istintiva e fuori dalla nostra comfort zone. Posso dire – e sorride – che io non userò l’autotune e non farò la strofa rappata come ci si aspetterebbe e come, forse, sarebbe stato più semplice fare. Mi metto in gioco e canto sul serio!”.

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