Licht: KARLHEINZ crea techno partendo dalla luce

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Quanti nuovi strumenti si sono avvicendati nel corso della storia della musica occidentale?

Limitandosi solo a quella, che è già parecchio complicata, viene in mente il clavicembalo superato all’istante dal pianoforte (in realtà ci volle un bel po’ e bisognò passare dal fortepiano, etc) o il mitico violino surclassato per qualche decennio dalla chitarra elettrica stile Hendrix… e oggi, la strato è molto meno usata dell’affare che ho sotto le dita in questo momento per darvi questa notizia (parlo ovviamente del computer)…
Tutto questo per dirvi che, in fondo, inventarsi un nuovo strumento musicale non è una cosa in fondo così importante.
L’unica cosa che conterebbe, nella musica, sarebbe fare musica che resti per sempre o quasi, tipo quella di Bach, che va bene anche quando la suoni al pianoforte, strumento che ai suoi tempi mica c’era…
Siccome viviamo però tempi musicalmente un po’ poveri e difficili, viene voglia di segnalare il Licht, nuovo strumento creato dal romano Francesco Manu AKA KARLHEINZ  (già piuttosto conosciuto da chi ama la techno e in particolare la techno fusion, il suo sound) come una gran bella cosa a prescindere.
Perché non tutto può passare dal pc, accidenti… E invece nei dischi sentiamo, almeno per il 99% delle volte, passa proprio tutto da lì, da The Weeknd passando per Drake, per il pop e le cose di ricerca, mica solo l’elettronica da ballo, l’ambito musicale di KARLHEINZ, che è un tipo parecchio strano, visto che fa anche l’imprenditore con un certo successo.
Gli strumenti sono stati, negli ultimi decenni, un po’ dimenticati. Anche perché per imparare a suonarli in modo decente ci vogliono anni. Figurati a inventarsi uno strumento musicale che abbia senso suonare e che prima non c’era…

Ma che roba è questo Licht? 

Il suo sistema sonoro digitale (rieccoci col computer, accidenti!) è composto da elementi che generano suoni in modo interattivo e costante. Lavora ad alta frequenza di campionamento: in pratica, prende informazioni da sensori laser di grado industriale ed li elabora per comandare strumenti MIDI che emettono suoni. Ovvero, permette all’artista di fare musica partendo dalla luce.
Per adesso, KARLHEINZ, non commercializzerà il suo Licht, ma lo userà esclusivamente per le sue performance, performance che si spera saranno tantissime… il che vorrà dire che si potrà ballare di nuovo. Come vedete dalla foto e senza voler fare paragoni col genio musicale, pure lui come un certo Prince è piuttosto ossessionato dal colore viola…

E che dice Francesco / KARLHEINZ del suo strumento? 

“Più o meno cento anni fa, nel 1919, mentre il suo paese si trovava nel mezzo della guerra civile, il fisico ed inventore russo Léon Theremin, creò un nuovo strumento musicale a cui dette il suo nome. Io, nel mezzo di una guerra di “vita”, per il mio Licht ho fatto un po’ lo stesso”
“Licht significa “Luce” e trae piena ispirazione dall’omonima opera del 2003, del Maestro Stockhausen (scomparso nel 2007, Karl Heinz Stockhausen è considerato uno dei più importanti compositori del XX secolo. Il nome artistico KARLHEINZ è ovviamente anch’esso un omaggio al compositore tedesco, NDR)”
“Nel caso di Theremin, la ‘scoperta’ del nuovo strumento fu in qualche modo casuale: mentre lo scienziato lavorava su dispositivi atti a misurare la densità dei gas nel vuoto, si accorse che queste apparecchiature in determinate condizioni producevano dei fischi. Questi fischi variavano di frequenza all’avvicinare ed allontanare le mani dai circuiti… Vedere le mani che si muovono nell’aria, senza mai toccare lo strumento direttamente, producendo suoni, è pura magia”.
“Ho iniziato questa avventura studiando il Theremin nel dettaglio. Subito però mi sono reso conto, che nel buio dei club, si sarebbe visto ben poco. Ecco quindi la mia idea: e se invece che trasdurre suoni per “prossimità fisica”,  si potesse realizzare una conversione di interpolazione luminosa?”
“Sono riuscito a rispondere concretamente a questa domanda, dopo oltre un anno di analisi, laboratorio e vari chip bruciati in collaborazione con HALDO e Studio Chirale… realizzando il Licht. Ora, l’idea è diventata realtà. Esiste, lo suono e mi diverte tantissimo” 

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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