Rettore e Ditonellapiaga: siamo la coppia più esplosiva di Sanremo!

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Accomunate dall’ironia e dal fare un po’ ribelle: sono Rettore e Ditonellapiaga che gareggeranno insieme al 72esimo Festival di Sanremo. Il loro brano è Chimica un pezzo sfacciato, irriverente che entrambe definiscono come un concentrato di allegria e libertà.

“A Sanremo andiamo a portare lo spettacolo – dice Donatella Rettore – il nostro è un messaggio accattivante, ma vogliamo anche trasmettere un po’ di allegria, soprattutto alle ragazze e ai ragazzi. Dopo due anni in cui sono stati privati di tutto e, quindi, anche dell’entusiasmo tipico della giovinezza, vogliamo regalargli un guizzo!”.

Le fa eco la sua metà, Ditonellapiaga (all’anagrafe Margherita Carducci): “Quello che vogliamo portare sul palco è una botta di energia e Chimica è il pezzo giusto per farlo”.

Lei, Margherita, è anche autrice del brano in gara: “Il pezzo è nato quest’estate da una sessione in studio. È stato scritto proprio seguendo un immaginario che mi ha portato ad attingere in qualche modo da un’artista come Donatella. Lei mi ha sempre ispirata, soprattutto nel piglio provocatorio e ironico, ma non avevo idea di poter cantare insieme una mia canzone. Non mi sembra ancora vero – aggiunge – perché ho scritto rifacendomi a delle sonorità vintage che un po’ ricordano i suoi pezzi e quando l’ho incontrata e ha accettato di cantarlo con me, il brano è diventato ovviamente diverso e ancora più speciale”.

Un album appena uscito per questa giovanissima artista: Camouflage, uno in arrivo in primavera per Rettore, che torna a Sanremo dopo 28 anni di assenza: “Non ho più partecipato perché i miei più grandi successi li ho avuto lontani dal Festival, non ne ho sentito la necessità. L’anno scorso però sono tornata come ospite per un duetto con La Rappresentante di Lista. E, a proposito, se non vinciamo noi io tifo per loro!”.

All’Ariston la coppia esplosiva di cantautrici sarà diretta dal Maestro Fabio Gurian “un Direttore capace di far suonare tutta l’orchestra. Anche in maniera rock!” dice Rettore. Un po’ di mistero – come le regole del Festival richiedono – c’è invece ancora sulla cover che definiscono come una canzone che è un po’ un’antenata di Chimica. Le due però hanno svelato che non ci sarà nessun ospite ad accompagnarle sul palco per il duetto. Perchè, in fondo, loro sono già un insolito duo.

Quello che le ha viste coinvolte è un incontro fortunato: tra due artiste, due cantautrici ma soprattutto due generazioni. Raccontano, però, di non notare la differenza. In particolare Donatella, che è sempre stata un’avanguardista, spiega: “Ho bisogno di qualcuno a cui potermi appoggiare che mi dica se sto andando oltre e mi eviti i miei scivoloni (sorride ndr). Credo che Margherita sia la persona giusta. Può dare più consigli a me di quanti io ne possa dare a lei”.

La giovanissima Carducci sorride e racconta: “A volte i ruoli sembrano invertiti, è Donatella la ventiquattrenne!”. E poi continua: “La sua è un’eredità che raccolgo volentieri. È stata un’apripista. Il suo modo di fare è stato sempre visto come una trasgressione ma in realtà è umorismo, un gioco e forse finalmente oggi questo lato ironico si percepisce meglio. In questo caso venire da generazioni diverse ha il suo peso, perchè penso di essere stata più fortunata. Rispetto a quella di Donatella, la mia generazione è molto più paritaria e fa meno scandalo che una donna canti certi temi. Dobbiamo ancora lottare ma mi piace che stiamo lottando tutte insieme. Le giovani cantautrici emergenti non si scontrano per guadagnare un posto al sole, ma si uniscono perché c’è abbastanza spazio per tutte. E forse tra un po’ non ci sentiremo più chiedere ‘come ti senti a essere una cantautrice donna?’ come se fossimo una minoranza, ma soltanto ‘come ti senti a essere una cantautrice?’. Donatella anche in questo è stata una pioniera”.

Ed è proprio la pioniera del punk a concludere: “Il pezzo che portiamo a Sanremo è un inno alla libertà. Io a volte sono libera in una maniera che può dar fastidio alle persone, anche per il mio abbigliamento : metto i pantaloncini, le scollature, faccio un po’ come mi va. Ma sono questa e chi mi ama lo sa. La cosa che mi spiace è che spesso gli artisti e anche il pubblico arrivino a comprendere e a vivere concetti come quello della libertà, prima della politica che invece resta indietro, lenta e intrappolata nella burocrazia. Anche le polemiche su Drusilla Foer, che senso hanno? Drusilla è una grande e in un Festival così non poteva non esserci. È stata un colpo di genio di Amadeus!”.

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