Enrico Nigiotti in concerto: «Essere qua stasera è aver voglia di vivere»

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Enrico Nigiotti teatro dal verme
@Danilo D'Auria

“Essere qua stasera non è solo voglia di andare a vedere un concerto, ma è molto di più. In questo momento è aver voglia di vivere. Grazie per essere qua”. Con queste parole, Enrico Nigiotti saluta il pubblico del Teatro dal Verme di Milano, una dette tappe del suo tour teatrale.

Una voglia di vivere confermata dai posti tutti pieni, dagli sguardi emozionati della gente e tutti, anche per chi ormai quell’età è passata da un po’, sembravano adolescenti al loro primo live.

Occhi e mani pieni di attesa, esplosa quando l’artista è salito sul palco e ha aperto il concerto con il brano Bomba dopo bomba, procedendo poi con la romantica Baciami adesso. Sì, decisamente un pubblico emozionato con cui il Nigio ha scambiato idee, racconti, come la storia di Corso Garibaldi.

“Ho cambiato il testo all’ultimo e non c’è mai stata una canzone a cui ho modificato una parola, con questa, invece, proprio argomento… Non avevo molta voglia di stare in camera, in mutande, a guardare la televisione. Così sono sceso e ho iniziato a camminare, come se fossi un turista, in questa via importantissima di Milano, che è un corso. C’erano un sacco di cose strane per me che vengo da un paese come Livorno e non mi sentivo di essere in Lombardia, ma a New York perché guardavo in alto, le vetrine… Credo che anche voi che siete qua, anche studenti che si sono trasferiti, abbiamo avuto la stessa sensazione”.

Canzone dopo canzone, Nigiotti ripercorre fasi importanti della sua vita, come con il brano Complici che vanta della collaborazione di una delle più grandi artiste italiane, Gianna Nannini, e aspetti del suo carattere, del suo modo di essere e vivere anche giù da un palco con la canzone Il Provinciale.

“Questa canzone l’ho scritta per quelli come me che preferiscono la comodità all’eleganza, che starebbero tutto l’anno con gli infradito, pantaloncino corto e la canotta, per quelli che l’ultimo modello appena uscito è uguale al primo perché tanto non ci capiscono nulla comunque. Questa canzone si chiama Il Provinciale”.

Tra le caratteristiche più apprezzate del Nigio, c’è sicuramente il fatto di esser rimasto se stesso e di non aver perso il modo di raccontarsi come farebbe qualsiasi ragazzo ad un bar con i propri amici. Condividere consigli, esperienze, e sì, anche quelle cavolate che tutti, prima o poi, facciamo per amore, o per la nostalgia di quello che non potrà mai essere. Nigiotti lo racconta nel brano Campari Soda.

“Il testo di questa canzone nasce da un messaggio che veramente ho mandato, molti anni fa, di quelli delle due e mezza di notte… Ero molto ‘festeggiato’… Ti guardi intorno e qualsiasi rumore è silenzio perché c’è un pensiero fisso che fa ‘pum pum pum’ ed è lì. Hai il cellulare in mano e pensi “lo fo o non lo fo’ e l’ho mandato. È uno di quei messaggi che, magari, pensi che qualcuno dei tuoi amici ti fermi, e invece erano più ‘festeggiati’ di me, quindi sei solo in quel momento. È quel messaggio che, quando ti svegli la mattina, pensi a che cavolo hai scritto… C’è sempre quella persona lì, anche quando la vita va avanti, e non credo che sia nostalgia per quello che c’è stato. Secondo me, si dovrebbe inventare una parola per definire la nostalgia di quello che non potrà mai essere”.

L’emozioni proseguono con i brani dedicati alle persone che, oramai, non ci sono più: raccontano le loro anime, i momenti passati insieme e Nonno Hollywood, presentato anche al Festival di Sanremo, ha fissato un punto fermo nel cuore del pubblico. Malinconia e felicità del ricordo del nonno si sono mescolate e anche nel canto si sono fatte sentire quelle umane e vere imprecisioni che fanno capire quanto sia vero quel momento, quell’istante, sul palco.

Siamo ormai alla fine, a gran cuore il pubblico del Nigio chiede il bis che arriva, generosamente e senza risparmiarsi, con i brani Nel silenzio di mille parole, Devo Prendere il sole  e L’amore è (credimi sempre).

Enrico Nigiotti, Teatro dal Verme: scaletta

  • Bomba dopo bomba
  • Baciami adesso
  • Corso Garibaldi
  • E sarà
  • Highlander
  • Notti di luna
  • Complici
  • Il provinciale
  • Lettera da uno zio antipatico
  • Buonanotte
  • L’ora dei tramonti
  • L’amore è
  • Para el sol
  • Campari soda
  • La ragazza che raccoglieva il vento
  • Nonno Hollywood
  • Vito
  • Notturna
  • Tuo Per sempre

BIS:

  • Nel silenzio di mille parole
  • Devo Prendere il sole
  • L’amore è (credimi sempre)

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Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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