Un libro e un disco per Viola con l’aiuto di zio Gianni Nocenzi

0

Ci ha preso la mano Viola Nocenzi che, dopo aver pubblicato un disco in piena pandemia, ha subito replicato con un libro dal titolo Pensiero Viola (pagg.125 – 20€ Compagnia Nuove Indye) firmato assieme al giornalista, scrittore e critico musicale Leonardo Lodato. Un libro particolare dove i due scelgono la formula epistolare scrivendosi via whatsapp spaziando sui più vari argomenti. A firmare la prefazione Pamela Villoresi, protagonista del teatro italiano.

Il libro risulta essere un perfetto e utile compendio per capire il mondo in cui si è mossa Viola Nocenzi e questo offre una visione allargata a quello che avevamo già cominciato a capire dalle sue canzoni. Per esempio viene detto che è insegnante di canto e che ha seguito vari organici vocali, tra cui la Roma Electric Orchestra, si parla dell’apporto al disco da parte dello zio Gianni Nocenzi, ma questo lo chiederemo a lei stesse nelle domande che gli stiamo per fare.

Si dice che ha conosciuto artisti e personaggi come Battiato e Alda Merini, frequentandola nella casa sui navigli, ha condiviso il palco con Morricone, Morgan, Finardi, Tiromancino, Agricantus e via scorrendo. Dal padre Vittorio ha imparato ad affrontare le sfide del mettersi in campo privilegiando l’autenticità. Certo che si parla del Bando del Mutuo Soccorso, del brano Non mi rompete ma anche dell’ultimo disco Transiberiana.

A stimolarla nel racconto Leonardo Lodato, capo cultura del quotidiano La Sicilia, è lui stesso un personaggio particolare che sa trattare la musica Jazz, quella che Arrigo Polillo ha ben descritto nei suoi testi, ma confessa di essere perdutamente fans dei Motorhead. Si parla di un carillon ricevuto in regalo che suona Let it be, passione per i Beatles condivisa con il padre Vittorio. E poi della musica che ha fatto breccia nei suoi ascolti quotidiani, da Roger Waters a Bjork e Jeff Buckley, ma soprattutto la voce di Tori Amos. Delle letture, da Così parlò Zarathustra a Heidegger. Ed è così che nascono canzoni come Bellezza contenute nell’album omonimo di Viola Nocenzi. Un album che inizia con Viola, a seguire Lettera da Marte, Colui che ami, Entanglement, Itaca e l’orizzonte degli eventi. Canzoni dove la voce di Viola è dominante, usata in maniera originale e mai banale, con proiezioni melodiche che lasciano spazio a ricerche fonetiche. Pensiero Viola, contiene inoltre una colonna sonora, ascoltabile tramite un QRCode, che racchiude brani che i due autori citano tra le pagine.

Leonardo Lodato, coautore del libro Pensiero viola

Viola quanto è stato importante essere figlia di un importante musicista del Prog Rock italiano per intraprendere il percorso di artista?
È stato certamente importante, ma non determinante perché avverto da sempre un legame stretto con la musica, voglio dire che a quel mondo ci sarei comunque arrivata. Ho dei ricordi che mi legano a un certo tipo di musica, ancora bambina vedo il giradischi di mio padre dove gira spesso il disco Sgt Pepper’s, e a fianco la copertina di un disco di Ravel. Insomma, sì, la strada era segnata.
A proposito di Beatles e di quell’album ricordo che sul settimanale Ciao 2001 quelli del Banco lo avevano indicato in coro come il preferito in assoluto. Te l’ha mai detto Vittorio?
Come no, certo che lo so, anzi mio papà mi aveva anche detto che quel disco è stato fondamentale per la messa a punto del sound del Banco. Così come non si è meravigliato quando una sera di poche settimane fa l’ho chiamato per comunicargli la mia ennesima sorpresa all’ascolto di un album dei favolosi quattro.
Arriviamo al libro che è stato messo in circolazione, come mai la scelta della formula epistolare?
Non è stato pensato in questo modo, ma poi con il coautore Leonardo Lodato abbiamo scelto questa formula perché ci è sembrata la più immediata e anche leggera da leggere.
Tutto nasce dal disco che hai pubblicato, con i testi di Alessio Pracanica e gli arrangiamenti di Gianni Nocenzi. Come si è svolto il lavoro di registrazione?
È stato registrato allo studio Lo Zoo di Berlino da cui arrivano i musicisti che vi suonano. Mio zio Gianni si è prodigato nel trovare suoni nuovi, nella scelta delle frequenze, per creare uno stile originale alle mie musiche. È stato fatto un lavoro super raffinato sotto il profilo tecnico, un vero e proprio regalo da parte di zio Gianni che ha curato il processo di masterizzazione applicando metodi diversi a seconda del formato che andava a definire. Concluso l’album l’ho riascoltato in Mp3, ma poi ho avuto l’opportunità di riascoltarlo su un impianto adeguato e mi si è aperto un mondo. Solo allora ho capito il grande lavoro che era stato operato sui suoni. Intanto, per la registrazione della voce e per trovare la giusta collocazione dei microfoni, abbiamo impiegato due giornate, finché ho cantato tutto in quattro ore filate con un microfono frontale insieme ad altri panoramici. 
A questo punto saresti pronta per portare tutto in dimensione live?
Spero tanto di poterlo fare, aspettando che tutto rientri nella normalità dei concerti. È una dimensione che conosco e che ho frequentato, come quella volta che ho partecipato al concerto per il trentennale del Banco da cui è stato ricavato il disco No palco. C’erano ospiti come Morgan Mauro Pagani, Avion Travel, Agricantus e Tiromancino e io ero l’unica donna ospite. Un primo brano l’ho cantato con l’accompagnamento di Rodolfo Maltese e gli Indaco, poi a metà concerto ero in scena con mio padre, in acustico, per il brano Passo a due. Per me stare su un palco è una sensazione molto forte che avverto e che trasmetto. Ho imparato a stare in scena da Renato Zero che frequentava casa. Un giorno, quando ero ancora piccina, mi ha mostrato come si deve affrontare il palco e il pubblico. Sul palco che era stato allestito a casa mia, lui davanti e io dietro lo imitavo. Una «lezione» che non ho dimenticato.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (Officina di Hank, 2022).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome