Matteo Romano: “Virale”, l’Ariston e un sogno realizzato (INTERVISTA)

0
Matteo Romano

Matteo Romano, tra i più giovani artisti in gara quest’anno (QUI il nostro Speciale Sanremo 2022), salirà sul palco del Teatro Ariston conVirale, brano scritto dallo stesso Matteo, Dario “Dardust” Faini, Alessandro La Cava e Federico Rossi (Edizioni Universal Music Publishing Ricordi SRL, Senza Dubbi S.A.S di Venturelli Gianluca & C, Ventidigiallo SRL).

Sarà il Maestro Valeriano Chiaravalle a dirigere l’orchestra sia durante la gara che durante la serata di venerdì 4 febbraio dedicata alle cover. Durante questa serata speciale, ad accompagnare Matteo sulle note del successo del 1970 di Elton John Your song ci sarà una delle cantautrici e voci più amate e apprezzate del panorama italiano, Malika Ayane: «Sono contenta di accompagnare Matteo sul palco di Sanremo e in particolare di avere la generazione zeta che conta su di me. Matteo è un ragazzo in gamba, ma ciò non significa né che sia di randa giovane né che sia la rivoluzione. Forse la rivoluzione sta nel fatto di essere competente, studioso e impegnato in tutto quello che fa, dall’uso della voce allo studio del testo della lingua inglese, a come si muove sul palco e a come si guarda attorno e dentro di sé. Il fatto che ci sia un ritorno alla voglia di essere competenti è più rivoluzionario rispetto a qualcosa di eclatante ma disordinato. Matteo in questo senso è bravo, bello, educato, gentile e si impegna molto», ha dichiarato Malika.

A partire dal 25 febbraio, Virale sarà disponibile in tutti i negozi tradizionali in formato 7 pollici: mentre il lato A conterrà il brano in gara, il lato B conterrà Testa e croce, che ha regalato a Matteo la vittoria di Sanremo Giovani. 

Viraleracconta di una storia d’amore (o meglio, di un litigio dopo l’amore e dell’amore dopo un litigio), argomento classicamente sanremese, ma lo fa in modo inedito, con un linguaggio fresco tipico della generazione di Matteo (19 anni), come si capisce dal ritornello “va in tendenza e risale e diventa virale”. La modernità non è chiaramente solo nel testo, ma si ritrova anche nella produzione curata da Dario Faini: una ballad pop che ben si addice al pubblico sanremese ma assolutamente in grado di rispecchiare i gusti del pubblico di oggi, ascolti prima di tutto di Matteo, il quale, a un background legato ai grandi classici della canzone italiana e internazionale (da Franco Battiato, Fabrizio De André, Claudio Baglioni, Luigi Tenco a Sting, Depeche Mode, Whitney Houston) ha affiancato artisti come Levante, Madame, Alessia Cara, Tate Mcrae, Finneas, Billie Eilish e Mahmood.

Primo di tre gemelli, Matteo, nato e cresciuto a Cuneo (dove ha frequentato il Liceo Classico) si è appena trasferito a Milano per cominciare gli studi universitari in comunicazione e marketing. Ha iniziato ad ascoltare musica precocemente condividendo le eterogenee passioni dei genitori, che spaziano dal pop al rock al cantautorato italiano.

Sin da bambino Matteo ha messo in mostra la sua vena creativa, prima con lo studio delle percussioni e della chitarra, poi con il canto (che capisce immediatamente essere la sua vera vocazione) e il pianoforte. Nel 2018 e 2019 partecipa al concorso “Next Talent” che si tiene nella sua città e vince in entrambe le occasioni il premio come miglior interprete.

Durante il primo lockdown, nel marzo 2020, Matteo inizia a pubblicare cover sui social network e sulla piattaforma di intrattenimento TikTok. Oltre alle cover pubblica anche un pezzo di Concedimi, brano che diventerà il suo primo inedito, riscuotendo enorme successo: nel giro di un anno, infatti, Concedimi  conquista prima un disco d’Oro, poi un platino, fino ad arrivare alla certificazione doppio platino.

Nel marzo 2021 matteo pubblica Casa di specchi, il primo brano inedito di un artista italiano a essere disponibile in Dolby Atmos (il nuovo formato audio innovativo), e firma con Friends & Partners per l’organizzazione dei suoi live.

Nella odierna conferenza stampa ci ha raccontato aspettative, paure e speranze alla vigilia di questo importantissimo esordio, e ci ha aperto una finestra sul suo mondo musicale, nonché sui progetti per l’immediato futuro.

LE DICHIARAZIONI DELL’ARTISTA:

Matteo Romano

LE EMOZIONI IN GIOCO E COSA RAPPRESENTA SANREMO:

Ho sempre sperato di approdare qui, era il mio sogno sin da piccolo. Il Festival è un’istituzione, per me rappresenta un po’ “famiglia”, e negli ultimi anni ha avuto modo di rinnovarsi, di reinventarsi, quindi penso sia il contesto giusto per me. Le emozioni sono fortissime, c’è anche paura, inutile negarlo: sento forte la responsabilità di salire su quel palco dal quale sono passati i più grandi rappresentanti della musica italiana. Dall’altra parte, sono felicissimo e “gasato”, e non vedo l’ora di esibirmi. 

Dei Sanremo che ho seguito, gli anni che mi hanno più segnato sono stati il 2012 e il 2013, quindi come artisti Emma e Mengoni: ero piccolo, ma ne rimasi affascinato, e a tutti i karaole che facevo cantavo le canzoni di Sanremo. Mi hanno ispirato e incentivato. 

COM’È NATA VIRALE

Il brano che porto è nato da una session con Dardust, col quale avevo già lavorato in precedenza, La Cava e Federico Rossi, e racconta di una esperienza personale, una emozione talmente forte e veloce nel trasmutarsi, che sa essere quasi totalizzante. Nel momento nel quale l’ho scritta, ho pensato al termine “heartworm”, una specie di parassita del cuore, una sensazione che non esce più dal tuo animo. Come una canzone che, diventando virale, non ti esce più dalla testa. 

COM’È AVVENUTO L’INCONTRO CON MALIKA AYANE E PERCHÉ È STATA SCELTA COME COVER YOUR SONG:

Il brano l’ho scelto perché ho sempre avuto una forte propensione per la lingua inglese, sin da piccolo, e pensavo che cimentarmi con un brano internazionale nel contesto che per eccellenza è dedicato alla musica italiana fosse una buona idea, che potesse spiccare di più. Ho scelto Elton John perché, pur senza assolutamente paragonarmi, mi rispecchio molto in lui, e mi ci rivedo nel suo metodo di scrittura, molto realistico e semplice sebbene di forte impatto. Malika Ayane è, secondo me, una delle voci più belle del panorama italiano, e i colori delle nostre voci si sposano molto bene: ho provato a proporle questa collaborazione e lei è stata fin da subito molto disponibile nell’accettare la richiesta. Cantare con un’artista del genere, inoltre, è uno stimolo a dare il meglio di me. Lei è stata molto confortante e ha dimostrato il suo essere propensa ad aprire la strada ai giovani come noi.

COME SI PUÒ EMERGERE IN UN CONTESTO NEL QUALE SI GAREGGIA CON DEI BIG:

Non mi fa paura, più che altro perché sono già contento di ciò che sto facendo e considero Sanremo solo come una vetrina: voglio mostrare il meglio di me, ma non per il solo apparire, bensì per far vedere ciò che sono e ciò che ho da raccontare. Non temo di essere fagocitato perché ritengo, nel mio piccolo, di avere il carisma giusto e l’attitudine giusta per catturare l’attenzione anche sul palco.

L’esibizione sarà semplice ma d’impatto, il brano è molto forte, la cover sarà molto emotiva, molto personale, e credo possa assolutamente spiccare. E questo nuovo modo di scrivere, giovane, sono sicuro potrà essere notato. Voglio mostrarmi nella mia autenticità, credo di essere un buon cantante e un bravo scrittore, e voglio farmi conoscere. Quel che sarà, sarà. Sono pronto a tutto, perché so che quel che faccio mi fa star bene.

COME CAMBIA L’APPROCCIO DA UNA COSTRUZIONE “PIANO-VOCE” A UN’ORCHESTRA:

Fa molto effetto partire da un pianoforte in camera mia e arrivare all’orchestra di Sanremo, ma prendo tutto questo come una forma di ispirazione, di stimolo a crescere. Ovviamente, il mio impianto principale resta intimo, solo la mia voce e il pianoforte, ma sono pronto a sperimentare, come è già accaduto in questo ultimo anno nelle sessions con diversi produttori. Sono molto curioso di questa commistione, e sono certo che l’orchestra, nella giusta chiave, possa perfettamente rispecchiare quell’intimismo. 

A QUALE FASCIA DI PUBBLICO È DIRETTA LA SUA CANZONE:

Secondo me, il pezzo può arrivare a chiunque. Ovviamente, il linguaggio e l’impostazione del brano sono molto “giovanili”, quindi sicuramente sarà molto immediato l’arrivo alla mia generazione, ma sono convinto possa essere apprezzato anche dalle generazioni più adulte, perché racconto di un sentimento forte, totalizzante e universale. I termini sono giovani, ma il mio cantato può arrivare a più persone anche se non ci si rispecchia dal punto di vista anagrafico. 

QUALORA CI FOSSE UN’ACCUSA DI FURBIZIA PER LA SCELTA DEL TITOLO DEL BRANO: 

Non c’è nessun collegamento tra il titolo e la situazione attuale, e nessuno può dirmi il contrario: il riferimento è esclusivamente a una canzone che va intendenza e diventa virale, e non voglio assolutamente diventare il “ragazzo che paragona l’amore alla pandemia”. Quando abbiamo scritto il pezzo, ci siamo soffermati a pensare a quale fosse il modo più giusto per mettere quella frase perché non fosse equivoca, e mi sento abbastanza al sicuro da questo punto di vista!

PER CHI FA IL TIFO TRA I COLLEGHI IN GARA:

Emma, Elisa, il duo Mahmood-Blanco. Sono i tre sui quali punto e che per me hanno molte possibilità. Per ora ho ascoltato solo la canzone di Emma, sugli altri mi sono arrivate voci e punto su di loro da fan. 

COSA PENSA DEI TALENT:

Da quando sono piccolo, l’idea era sempre quella di partecipare a un talent per diventare cantante. Crescendo, la consapevolezza è cambiata e mi sono reso conto che forse questi contesti non erano tanto giusti per me, anche perché io sono una persona competitiva, e chiuso per diversi mesi in un ambiente non tirerei fuori il meglio di me: sono un po’ timido, e preferisco che sia la mia musica a parlare, e non altro. TikTok mi ha permesso di arrivare ugualmente a tantissime persone, e quindi quel percorso non l’ho più preso in considerazione, pur consapevole della potenza e dei vantaggi offerti dai talent. Poi in futuro, chissà.

IL SUO SGUARDO SUL MONDO DELLA MUSICA ATTUALE: 

In generale, sono molto contento di questo mondo discografico perché, secondo me, si sta di nuovo passando a una fase nella quale si sta dando tanta importanza al cantautorato sia maschile che femminile, rispetto a qualche anno fa quando la trap era dominante. Per quanto io non faccia parte del contesto rap o trap, mi rendo conto dell’appeal che ha sui giovani, ma sento che la musica sta di nuovo cambiando, con un pop differente e una nuova consapevolezza, forse anche figlia di questo particolare momento socioculturale. Personalmente, ritrovo qualcosa che mi piace in artisti appartenenti a ogni genere, per cui non parlerei più tanto di “generi”, appunto, ma di sensibilità e di intenzioni da ricercare nelle canzoni. E questo per me è molto bello.

COSA SI ASPETTA E QUALI SONO LE PAROLE CHIAVE DELLA SUA MUSICA:

Mi aspetto di godermi appieno questo Festival: sono qui per dimostrare ciò che sono e ciò che ho preparato in un anno e mezzo, e mi auguro che arrivino a tutti la mia semplicità e la mia spontaneità. Sarà una vetrina di lancio importantissima per la mia carriera, sebbene io sia già instradato.

Le parole chiave per me sono semplicità, autoanalisi e potenza: la musica deve avere un impatto forte.

IL FUTURO DISCOGRAFICO:

Ci sarà Un EP o un disco, già in preparazione, che permetterà di creare un progetto più organico e completo rispetto ai singoli precedenti, una sorta di concept. Spero ci sarà modo di collaborare ancora con Federico Rossi, perché con Dardust e La Cava ho già collaborato in precedenza, mentre con lui l’esperienza di collaborazione è stata molto limitata. L’obiettivo, inoltre, è di fare un tour estivo, ma per il momento è ancora solo un’idea. 

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

QUESTO è il sito ufficiale del giovane cantautore. 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome