Tre viaggi musicali: La Scapigliatura, Cordio e i Garbino – live report

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la scapigliatura coolturale

Tre viaggi musicali, tre atmosfere che, e non è scontato, hanno raccontato perfettamente le anime degli artisti che si sono esibiti il 28 gennaio all’Arci Bellezza di Milano: La Scapigliatura, Cordio e i Garbino.

I primi a salire sul palco sono stati i Garbino, il duo formato da Elisabetta Del Ferro (viola da gamba, voce) e Iago Baldassarri (chitarra e voce) accompagnati dai loro rispettivi strumenti. Un accostamento non scontato e interessante quello dei due cordofoni, unendo due mondi ed ere musicali che non sono così diverse, ma che, a dispetto di quanto si creda, comunicano bene, delineando sonorità che nascono dalle atmosfere punk di Iago e la formazione barocca di Elisabetta, come ci ha raccontato dopo l’esibizione: “Perché la viola da gamba? Ho studiato questo strumento per 14 anni, e l’ho scelto per il mio percorso di laurea”.

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Foto di Irma Ciccarelli, Arci Bellezza, Milano

Il live continua con Cordio, giovane promessa di casa Mescal, che include in scaletta anche l’ultimo singolo, pubblicato il 19 gennaio, con la produzione di Lorenzo Vizzini, dal titolo Cose che si dicono che anticipa quello che potremmo aspettarci dal suo prossimo album, come ha dichiarato durante una nostra intervista: “Sì, ci stiamo lavorando. Usciranno un po’ di singoli prima, quelli saranno gli “spoiler” del nuovo album… Intanto è stata una scelta corale, mia e dei miei discografici. Poi perché ci sembrava un buon collante tra quello che ho fatto prima, i duetti e le vecchie canzoni, e l’album che verrà”.

Con Cordio, riviviamo i nostri momenti romantici, tra tormenti pensando se sia o no la persona giusta, gli infiniti lasciarsi e riprendersi tra il resistere perché ci si crede e mollare per sempre: fotografia dell’amore giovanile, con timide, ma eterne promesse.

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Foto di Irma Ciccarelli, Arci Bellezza, Milano

L’atmosfera cambia totalmente con La Scapigliatura, progetto musicale dei fratelli Jacopo e Niccolò Bodini, intervistati qualche tempo fa in occasione dell’uscita dell’album Coolturale, pubblicato lo scorso 26 novembre. Con loro,  sono diverse le città musicali a cui si fa visita, partendo da Milano, passando per Berlino, Parigi, Mykonos e il Nordeuropa. Viaggi in cui le tappe sono sospensioni, pause riempite da riflessioni strumentali dove pensieri, idee, emozioni, dall’amore alla politica, dagli amici a se stessi, dalla filosofia al pop, si sentono liberi di esistere e fermarsi.

Fermarsi e chiudere gli occhi per ascoltare tutto quello che hanno da dire in questa sospensione musicale fatta anche di riferimenti importanti che no, non riguardano solo il cantautorato, la musica francese, ma anche il presente, come ci hanno spiegato durante la precedente intervista:

“Ci sentiamo di appartenere a quest’epoca come post-moderni, invece che come contemporanei ed è difficile affermare questo presente alla luce di un passato così grande che c’è stato: pensare di fare canzoni più belle di David Bowie fa ridere nel 2021… Ma allo stesso modo, all’epoca, non potevi ascoltare due cose diverse tra loro, essere sia Comunista che Cattolico: c’era bisogno di coerenza molto forte e questa richiedeva l’abnegazione dell’opposto. Oggi, invece, possiamo utilizzare gli elementi di due culture, per esempio citare Moravia e fare una canzone con Arisa”.

In tutti e tre i live, il pubblico in sala era partecipe, attento, coinvolto, ovviamente in modo diverso proprio perché erano contesti artistici differenti, ma, uniti dalla voglia di essere lì e parlare con chi aveva pagato un biglietto, era uscito di casa per sedersi e ascoltare, sentire tutto quello che solo la musica dal vivo può dare.

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Foto di Irma Ciccarelli, Arci Bellezza, Milano

Di seguito, i brani eseguiti dagli artisti.

Garbino: Dream machine, Autodistruzione, Pandammetano, Pesaro, Rottami, Bradipo

Cordio: Ritratti post diploma, Davanti al mare, Angoli e spigoli, Quella giusta, Orso, Quei giorni limpidi di leggerezza, Vernice, Altro che artista, Bedda, Cose che si dicono, Mezza mela.

La Scapigliatura: Rincontrarsi un giorno a Milano, L’insostenibile leggerezza dell’indie, Berlino, Sonja, Ios Mykonos, Summer on a solitary beach, Gli indifferenti, Appassimento, L’ultimo metrò, Dall’altra parte di noi due, L’amour et la violence.

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Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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