Dargen d’Amico: dopo Sanremo un nuovo album, “Nei sogni nessuno è monogamo”

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Dargen d’Amico si dice particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto dalla classifica provvisoria delle prime due serate del Festival che lo inseriscono con la sua Dove si balla, appena sotto il podio, al quarto posto: “So che probabilmente nei prossimi giorni si ribalterà tutto, ma questo per me è un gran risultato. E non solo per soddisfazione personale, anzi. A Sanremo siamo abituati a dare importanza all’artista che si vede sul palco ma dietro ciascuno di noi c’è un grande gruppo: da chi ci supporta nella musica fino a chi ci aiuta nelle scelte di cosa indossare e spesso fino a tarda notte lavora per adattare al nostro corpo gli abiti di scena. Quel quarto posto mi fa felice anche per tutti loro, ma non penso alla classifica finale: l’intensità di fare il Festival è la cosa veramente importante, vivere il momento”.

E infatti quella di Sanremo è un’esperienza che il cantautorap – così lo definiscono – sta cercando di assaporare appieno. “La prima volta che ho messo piede all’Ariston ero talmente preso dall’emozione di risalire su un palco dopo due anni, che forse non ho realizzato nemmeno che fosse quello di Sanremo. Penso che stasera lo rivivrò, quindi, come un esordio”.

Il brano che ha scelto di portare in gara si fa ascoltare con piacere: può contare su un ritmo incalzante che resta nelle menti e su un testo per niente banale, degno di un paroliere contemporaneo come lui. “Il pezzo è nato tra fine ottobre e inizio novembre. Nomina le mascherine e in tanti ci hanno letto un riferimento all’attualità. C’è anche quello, ma questo brano è soprattutto un invito che faccio a me stesso e agli altri: quello di abbandonare ogni tipo di limitazione e in particolare quelle mentali che a volte ci imponiamo anche per paura”.

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E sui luoghi fisici dove si balla, le discoteche, ha le idee chiare: “L’apertura deve essere reale, anche supportata da basi scientifiche. Lasciare che alcuni locali riaprano e pensare, poi, di poterli eventualmente chiudere ancora, rischia di fare più male che bene soprattutto alle realtà piccole“.

La canzone Sanremese, ci racconta, è stata anche il mezzo utilizzato per ricominciare a fare ciò che più gli mancava: “Quando l’ho scritta ho messo giù qualcosa che mi ha riportato al mio progetto musicale personale che in questi due anni ho un po’ messo da parte. Ho scritto per altri e ne sono felice ma ho accantonato la scrittura e la produzione per me, perchè la mia dimensione artistica è molto legata all’ambito live e quello è mancato”.

E continua: “Scrivere per gli altri è un lavoro di squadra. Quando scrivo per me, invece, mi aggrappo a parole, ricordi, sensazioni. Mi sento proprio una persona diversa”. Una persona che ha ritrovato la spinta creativa e ha, quidni, in programma l’uscita di un album per il prossimo 4 marzo.

Il titolo è provocatorio al punto giusto: Nei sogni nessuno è monogamo e si tratta di un lavoro realizzato senza alcuna collaborazione. “Sentivo l’esigenza di raccontare il mio modo di fare musica e di prendermi le responsabilità della mia arte”, la stessa motivazione che lo ha spinto a non volere ospiti sul palco di Sanremo nella serata delle cover in cui si esibirà in un famosissimo brano di Patty Pravo: La bambola. Una canzone che, ci spiega, sarà trasportata dagli anni ’60 al 2022 anche grazie all’aggiunta di una strofa (scritta dopo aver chiesto l’autorizzazione ad autori e compositori).

Sul togliere le lenti scure per far guadagnare punti a chi lo ha messo in squadra al FantaSanremo e si vede penalizzato dal malus occhiali, nessuna speranza, ma promette: “Mi prodigherò a fare altro, mi ha divertito molto sapere di questo gioco!”.

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