Michele Bravi: «Voglio raccontare i legami umani»

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Renata Roattino @jhonninaphoto

È la seconda partecipazione al Festival di Sanremo per Michele Bravi, quest’anno in gara con Inverno dei fiori, una ballad romantica che nasconde un significato molto più profondo: «Inverno dei fiori è una canzone nata con la volontà di fare una dichiarazione d’amore dei tempi moderni. Ho scoperto che esistono anche i fiori invernali, io ho trovato nell’immagine dei fiori che riescono a spezzare la neve e raccontare i loro colori al mondo una grandissima metafora del senso dell’amore. Ho provato a raccontare come un gesto di gentilezza sia il seme della ripartenza. Io sono un sognatore, che ancora crede nella forza delle parole e delle canzoni.Io credo che le canzoni possano cambiare il mondo. E se con le mie canzoni io riesco a raccontare la forza dell’ascolto, dell’empatia e della gentilezza, lo faccio ben volentieri. Mi sto vivendo questo Sanremo come un’opportunità per raccontare i legami umani attraverso la musica».

Bravi ci ha tenuto sottolineare come il festival sia un’occasione molto importante per  lanciare un segnale di partenza vera per il mondo dello spettacolo e della musica live: «Quest’anno ha un significato doppio: Sanremo è il palco più importante d’Italia e mi dà la possibilità di creare  un momento professionale di crescita e far ascoltare la propria musica al pubblico più trasversale possibile. Dall’altra parte io mi sento molto onorato, perché lo sappiamo tutti, il mondo dello spettacolo è stato quello più colpito in questi due anni di pandemia, e queste 25 canzoni in gara sono un po’ un segnale di ripartenza per la musica dal vivo, ancor più dello scorso anno. Dietro ogni artista, ci sono tante persone che mettono le proprie professionalità a servizio dell’arte  e che in un certo senso si esprimono attraverso me». 

Per la prima volta, Michele si è confrontato con la regia, curando quella del videoclip ufficiale del singolo sanremese: «Con questo video io volevo raccontare, con un linguaggio che fosse completamente identitario a partire dalla sceneggiatura per arrivare al linguaggio cromatico un modo di vivere la solitudine attraverso le stagioni. È ambientato in un teatro e racconta effettivamente il legame floreale che la musica in maniera silenziosa riesce sempre a creare e poi questa metamorfosi finale proprio dei fiori che arrivano e invadono la scena racconta effettivamente una piccola richiesta d’aiuto: sentiamo tutti quanti il bisogno di rifiorire in qualche modo e che qualcuno possa fiorire vicino a noi».

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Nella serata delle cover, Bravi ha scelto di confrontarsi con Lucio Battisti e canterà il brano Io vorrei. non vorrei. ma se vuoi: «La domanda artistica che mi sono fatto, a cui proverò a dare una risposta a mio modo sul palco, è stata: ‘Cosa se succederebbe Danny Elfman incontrasse Battisti?’ Questa è stata un po’ la rilettura che ho voluto dare e che proverò a dare sul palco al capolavoro di Mogol e Battisti».

Bravi è anche uno dei cantanti che più si sta impegnando nel Fantasanremo, il gioco virtuale che coinvolge gli artisti del Festival: «Prima di essere nominato nel big in gara non sapevo cosa fosse, per me è stata scoperta di un mondo perché è utile per qualche modo per togliere questa demonizzazione che c’è rispetto alle classifiche e ai numeri. Ed è una cosa super aggregante, che ascolta la musica e nel frattempo trova dell’intrattenimento. Mi diverte molto». 

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