L’Elfo: in “Milord” rendo visibile a tutti la mia estrema sensibilità

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Esce oggi Milord, il nuovo EP de L’ELFO, artista rap e urban  catanese che all’anagrafe risponde al nome di Rosario Luca Trischitta. Sette pezzi in cui il giovanissimo (classe 1990) si mette totalmente a nudo e racconta debolezze e “cadute”, sperimentando anche diversi stili e nuove sonorità.

Un progetto discografico del tutto nuovo. reso possibile dalla collaborazione con Angio e ERRE che hanno prodotto parte dei pezzi. E anche dalle nuovissime modalità con cui L’Elfo ha presentato singolarmente ogni singolo brano. A cadenza bisettimanale, infatti, i pezziche compongono Milord sono stati pubblicati assieme a un video-episodio su YouTube che ne “spiegava” la storia.

Abbiamo intervistato L’ELFO per farci raccontare qualcosa di più sul suo EP e sui progetti futuri.

Come mai la scelta di Milord, personaggio di un anime, come titolo dell’EP?

Ho voluto giocare un po’ con il titolo, sia perché Milord è sinonimo di galantuomo, e io spesso non lo sono o lo sono a modo mio, e sia perché il progetto parla soprattutto dei miei rapporti con le ragazze. E questo inevitabilmente mi ha ricordato il personaggio di Milord, che nella storia di Sailor Moon viene in soccorso della protagonista nel momento del bisogno.

L’ultimo singolo estratto è Origami uscito l’11 febbraio, e anche questo titolo ha a che fare con l’Oriente, hai un legame speciale con la cultura orientale?

Sono molto affascinato, in realtà, da quello che riguarda i “miti”. Quando ero piccolo ero molto interessato alla mitologia greca. E poi crescendo anche quella giapponese mi ha veramente dato qualcosa: delle vibes che mi hanno colpito molto. Quindi direi di sì, sicuramente nella mia arte c’è anche tanta curiosità verso l’Oriente. Ho anche dei tatuaggi dedicati al Giappone o, comunque, in stile giapponese.

Ognuno dei brani che compongono l’EP è stato già pubblicato (eccetto Social che uè uscito oggi 25 febbraio con l’intero EP) e hai deciso di presentare ogni singolo pezzo anche con un video-episodio su YouTube, come mai questa scelta?

Non nego che ho sempre avuto un interesse per il cinema e per le serie tv. Mi piacciono, quindi mi ci sono ispirato un po’. Ho finto che l’Ep fosse come una serie Netflix. Per questo è diviso in puntate e ogni puntata richiama sempre quella precedente. Per me era un’idea carina.

Tutti i pezzi che hai scritto sono autobiografici e il filo conduttore è l’amore trattato da diverse angolature. Anche raccontando, come hai anticipato, diverse storie (e ragazze). Ma in quasi tutti i brani, affronti soprattutto le tue debolezze. È stato complesso metterti così a nudo in musica e perché lo hai fatto?

In realtà mettermi a nudo è una cosa che ho sempre fatto. Ci sono pezzi di tanti anni fa in cui penso di averlo fatto molto più di così. Questo progetto, probabilmente, ha dato nell’occhio perché è la prima volta in assoluto in cui, attraverso dei sound ricercati e molto sperimentali, tratto solo le mie debolezze. Ho creato un progetto dedicato solo a Luca, non a L’Elfo. E no, non è stato difficile farlo, perché sono dell’idea che ogni persona non abbia motivo di nascondersi dietro delle armature. Sì, tutti ne abbiamo una per sopravvivere al mondo, ma parliamo di arte. L’arte è bella anche per questo: perché puoi appunto metterti a nudo e attraverso la tua sensibilità puoi fare cose assurde.

Saturno, in particolare, è un brano abbastanza complesso in cui la relazione raccontata diventa dipendenza. E si trasforma quindi, in una relazione tossica. Trasferire una sensazione vissuta nella musica ti ha aiutato a uscirne?

Mi sono sempre domandato, nella mia vita, ad esempio quando ero fidanzato, se il problema fossi sempre io. Oppure se ero io che attiravo altre persone problematiche. Le relazioni tossiche esistono, tanti ragazzi e tante persone vivono in questo tipo di relazione. Il problema è che spesso non si ha la lucidità per capirlo. Magari lo si comprende dopo certi episodi, è come se ti scattasse una scintilla. Sono cose che capitano, e qui parliamo del mio vissuto, quindi… una vita matta.

Nel tuo EP (e soprattutto negli ultimi tre brani) hai anche sperimentato musicalmente diversi stili. Uscire dalla tua comfort zone è stata una sfida con te stesso?

Sì, le produzioni sono molto innovative e soprattutto originali! Cosa a cui tengo moltissimo. Milord non ha nulla a che fare con la musica che va oggi ma va bene così. Non è stato difficile uscire dalla mia comfort zone perché sono sempre stato un artista, un rapper che ha sperimentato, anche in tempi lontani e non sospetti. È che la gente ancora non lo sa, ma sono molto più di quello che voi immaginate in questo universo! (ride)

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa per quanto riguarda gli appuntamenti live?

I miei progetti futuri sono sempre quelli. Il mio scopo è fare musica, perché è l’unica cosa che mi rende vivo e mi fa distaccare dalle cose orribili che la vita ci propone. Sì, è una visione un po’ pessimista, me ne rendo conto ma Luca è anche questo. I prossimi appuntamenti live sono ancora da definire ma il mio primo live da sopravvissuto sarà il 27 al Palaghiaccio di Catania per un evento dedicato ai Fighter. E sono molto onorato di partecipare.

La tracklist di Milord:

  • Insonnia
  • Fragili
  • Scuola
  • Saturno
  • Uzi
  • Origami
  • Social

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Classe 1991, calabrese, testarda e abitudinaria. Ho conseguito un master in giornalismo politico, economico e di informazione multimediale alla Business school del Sole24Ore. Amo il mare, soprattutto quello di casa mia. Le grandi passioni della mia vita però sono soprattutto tre: la politica, la scrittura e Luciano Ligabue. Ho così tanti sogni nel cassetto che non so più dove mettere i vestiti!

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