Lodo Guenzi convince ed emoziona con il suo monologo divertentissimo (che non finisce con un suicidio)

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È partita da Sant’Agata Bolognese la nuova tournèe di Uno spettacolo divertentissimo che non finisce con un suicidio  il monologo che Lodo Guenzi ha portato in scena per tutto il 2021 e che lo vedrà percorrere tanti teatri italiani nella primavera del 2022.

Uno spettacolo divertentissimo che non finisce con un suicidio è uno spettacolo incentrato sulla vita di Lodo Guenzi, ma non solo. Lodo infatti “usa” il suo trascorso, il suo personaggio, il suo essere famoso (giocando più volte con questa parola) per parlare di altri e per dar luce a chi viene dimenticato, a chi viene fagocitato dal tritacarne mediatico, a chi mette in gioco tutto se stesso, ma non ce la fa. E lo fa giocando su se stesso, sulle sue fragilità e insicurezze, in una messa in scena che è un dialogo continuo con il pubblico.

Lodo si muove sul palco con incredibile naturalezza, alternando momenti allegri ad altri semi-seri, toccando anche alcuni momenti drammatici. Il tema che racchiude tutto lo spettacolo può essere sintetizzato nell’incapacità del protagonista nel diventare adulto, un argomento che anche nelle sue canzoni emerge spesso (Niente di speciale e L’unica cosa che non so fare sono due chiari esempi).

Nei 90 minuti di questo monologo non ci si annoia nemmeno per un secondo. Lodo, una volta lasciata a casa la chitarra, riesce a raccontarsi mettendosi a nudo ed emozionando l’intero pubblico: fa riflettere, commuovere, a volte ridere. Non è facile riuscire a toccare certe corde intime, ma Lodo in questo ci riesce benissimo, per un motivo estremamente semplice: non è mai banale, ma risulta sempre sincero.

E allora pazienza se durante la serata c’è qualche buco di sceneggiatura (racconta di essere stato giudice ai Boot Camp di X Factor, quando in realtà è entrato nel programma a partire dai live), quello che conta è il messaggio che arriva. Non strappa un applauso facile o una risata genuina, anzi, è proprio l’opposto, la risata arriva sì, ma è amara, consapevole, intima, molto più difficile da raggiungere, ma che resta più a lungo e lascia un segno.

In mezzo un pianoforte, Io che amo solo te di Sergio Endrigo e un monologo che tanto avrebbe voluto recitare, ma che non è mai stato in grado di fare.

Queste le prossime repliche (consigliatissime) di “Uno spettacolo divertentissimo che non finisce con un suicidio” (biglietti su Vivaticket):
3 marzo – Gorizia
25 marzo – Trevi (PG)
26 marzo – Spello (PG)
27 marzo – Panigale (PG)
1 aprile – Francavilla Fontana (BR)
2 aprile – Corato (BA)
3 aprile – Cerignola (FG)
5 aprile – Maranello (MO)
6 aprile – Monte San Savino (AR)
21, 22, 23, 24 aprile – Roma

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