The Batman

Reboot, quinta versione dell'uomo pipistrello. Batman è Kurt Cobain

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The Batman
di Matt Reeves
con Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Paul Dano, Jeffrey Wright, John Turturro

Ha scritto un certo E.M.  più di un anno fa su YouTube sotto un video col testo di Something in the Way:
Me, a Nirvana fan and a Batman fan: when worlds collide
Io, un fan dei Nirvana e un fan di Batman: quando i mondi si scontrano. Era una predizione su questo film quando si diceva che sotto la maschera di Batman ci fosse (come ispirazione) Kurt Cobain.
Fa ridere dirlo, ma questo The Batman è figlio del Joker di Todd Phillips, delle sue psicopatie, delle rivolte urbane e, sì, della rivolta grunge dei Nirvana. E naturalmente anche di Twilight,  dove Pattinson esibiva i turbamenti del giovane vampiro. E tra vampiri e pipistrelli…  È un Batman residuale, sporco, meravigliosamente buio e troppo lungo: ricorda l’espediente della videocam ritrovata di Cloverfield: qui la videocam  è sull’occhio di Batman. Infatti il regista è Matt Reeves. E parla di una rivolta in un mondo in rivolta sempre avvolto dalle tenebre e fradicio di pioggia.
Nella sua quinta variazione cinematografica il personaggio di Bob Kane è sempre figlio del miliardario Wayne ucciso davanti a lui bambino, è un giovane emo tristissimo che vive in una casa gotica, esce dal consueto rifugio pieno di pipistrelli, ha sempre il maggiordomo factotum che gli fa da padre (stavolta Alfred ha trascorsi nello spionaggio), si avvale di qualche tecnologia superiore e quando entra in azione richiamato dal faro col simbolo del pipistrello usa la maschera, la tuta e il mantello. È al suo secondo anno di giustiziere e francamente, mentre lo si segue in questa indagine di tre ore che sembra uno scavo psicoanalitico nella sua infanzia, ci si chiede se questo noir (perché è un noir) che si svolge all’inferno tra Gotham City e Seven ha davvero bisogno di un tipo che va in giro vestito da Batman. Qualcuno uccide e sputtana corrotti e lascia enigmi per The Batman, qualcuno che vuole costringerlo a scendere con lui in un ricordo terribile. Quando si evidenzia come l’Enigmista ci riporta al fumetto, ma quando diventa personaggio da fumetto anche lui è quasi superfluo. Questo The Batman avvolto dalla musica di Michael Giacchino e dei Nirvana (due volte Something in the Way)  per cominciare soffre come un orfano (ricco), poi in seconda battuta è anche un vigilante vestito da pipistrello alle prese con l’enigma di una frase in spagnolo che parla di qualcosa di alato (topo? pipistrello? falcone?). Il bello del fumetto è che è uscito dal fumetto per entrare in una spettacolare malinconia. Continua. Ovvio.

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