Federico Baroni: “Chilometri” è la lettera che non ho mai scritto al mio amico Michele Merlo

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È uscito lo scorso primo marzo il nuovo singolo di Federico Baroni, intitolato Chilometri. Un brano particolarmente delicato e personale perchè si tratta della dedica in musica che questo giovane artista originario di Rimini ha voluto fare a Michele Merlo, suo grande amico scomparso la scorsa estate. Anche la data di uscita del brano, infatti, non è casuale: il primo marzo Michele avrebbe compiuto 29 anni.

Chilometri è una canzone profonda, senza fronzoli, che attraverso la metafora del viaggio racconta un legame sincero e leale: l’amicizia di questi due artisti molto diversi ma accomunati dal grande amore per la musica. Abbiamo intervistato Federico per farci raccontare com’è nato il brano e come il ricordo di “Miky” (così lo chiamava lui) è rimasto per lui indelebile, tanto da volergli cantare: “Attraverso i chilometri ti sento qui con me”.

Da cosa è arrivata l’ispirazione per scrivere questo brano? Quando il dolore per la perdita di un amico è diventato spinta creativa?

La spinta è arrivata nei mesi successivi alla scomparsa di Miky. Sapere che se n’è andato è stata una cosa inaspettata che ci ha colti impreparati perché non era una cosa che potevamo minimamente pensare o immaginare accadesse. Io avevo un legame fortissimo con lui, era come un fratello, uno dei miei migliori amici. Negli ultimi mesi ero a lavoro sul mio progetto e lui era tornato a Bassano del Grappa, quindi era da un po’ che non ci vedevamo e la sua scomparsa è stata per me una cosa ancora più forte. È come se non fossi riuscito a salutarlo e a dirgli tante cose che avrei voluto. Quello dopo la sua scomparsa è stato un periodo molto difficile per me, perché è venuta anche a mancare mia nonna per il Covid e mi sono ritrovato a rivalutare cose e situazioni della mia vita, anche rapporti e amicizie. Da questo caos che avevo in mente un giorno è arrivata la scintilla:  ho visto in studio Riccardo Scirè, il mio produttore, e Raige che è una penna incredibile e una persona che stimo molto e con cui vado parecchio d’accordo. Ho detto che volevo scrivere un pezzo sulla musica, su Michele e già quel giorno è nato quasi per intero, nel giro di un pomeriggio. Ho registrato la versione che doveva essere una bozza ma poi è diventata quella definitiva, perché la sentivo così “mia”, vera e dedicata a lui. Interpretata – secondo me – con un’espressività così forte, che ho deciso di lasciare quelle voci e “fissare” quel momento.

Chilometri come hai spiegato in un post su IG è un metafora del viaggio artistico che stavate intraprendendo tu e Michele in maniera parallela…

Si, ho voluto un pezzo che parlasse del mio stato d’animo dopo l’addio a Michele, ripercorrendo quello che la musica era per noi e l’ho accostato all’idea di un viaggio. Forse l’ho fatto in maniera anche velata: chi non sa cosa c’è dietro potrebbe scambiare la canzone per una dedica romantica a una ragazza. Avevo da mesi una serie di cose che volevo dire, avevo l’esigenza di esprimere quello che avevo dentro e questo pezzo è nato di getto. Sono contento di aver avuto la possibilità di far uscire il brano in una giornata come quella del compleanno di Miky, il primo marzo. È una sorta di dedica e confessione che faccio a un amico con parole che non sono mai riuscito a dirgli. Da veri grandi amici quali eravamo, a volte avevamo anche un rapporto conflittuale e la nostra amicizia era talmente sincera e vera che ci dicevamo anche le cose brutte in faccia ma difficilmente quelle belle. Lui era molto più riflessivo, introverso e io invece sono più espansivo e impulsivo, due caratteri opposti. Questa è la cosa che forse ci ha legato di più, completato e dato forza reciproca. Ha reso speciale la nostra amicizia. L’unica cosa che davvero avevamo in comune era la musica ma anche il viaggio musicale lo intraprendevamo sempre in maniera diversa. Lui aveva paura dell’aereo, del treno o addirittura dell’ascensore quindi faceva soprattutto viaggi mentali, sognava tanto e pensava. Quando chiudeva gli occhi e ascoltava una canzone immaginava i posti che avrebbe voluto vedere. Io invece ero e sono sempre alla ricerca di nuove esperienze, cose da scoprire, luoghi in cui andare da vedere e visitare, aerei da prendere all’ultimo secondo. Quando ci vedevamo lui mi raccontava dei suoi sogni e io invece di quello che avevo fatto e visto e a volte insieme trovavamo l’ispirazione musicale. Per lui la musica era tutto: quando vivevamo insieme parlavamo di musica e scrivevamo fino alle 3 di notte. Era una vera esigenza. Credo che per questa ragione, per me, questo pezzo è e sarà uno dei più importanti che ho scritto e che scriverò. Perdere una persona così cara a quest’età sapendo che è piena di sogni e ambizioni e ha un sogno condiviso con te è una cosa che toccherebbe in maniera  importante chiunque.

Questo brano però, anche grazie a un video che hai realizzato con l’associazione Romantico Ribelle presieduta dai suoi genitori diventa anche un ricordo del Michele ragazzo, non solo artista…

Assolutamente si e questo è esattamente quello che volevo far arrivare. Michele artista è quello che tutti i suoi fan hanno avuto modo di conoscere attraverso canzoni, live e momenti in cui l’hanno incontrato. Lui però era anche tanto altro, con i suoi amici stretti e le persone di cui si fidava si apriva in maniera incredibile e diventava un altro. In questi mesi grazie all’aiuto di Romantico Ribelle, dei genitori di Miky, dei suoi amici storici e anche dei fan volevo proprio arrivare a trasmettere questa sua altra faccia che non mostrava a tutti e che poi era quella che più sarebbe piaciuta. Era il Michele più vero, senza paranoie, ostacoli e barriere. Si costruiva mille castelli per la sua paura di non riuscire ad arrivare alle persone con la musica e si frenava da solo ma era un ragazzo che viveva di amicizie, cercava spensieratezza e provava a vivere tutto con la massima leggerezza. Sono convinto che tramite questo video molte persone scoprire un lato di Miky che non avevano mai visto e che mi piacerebbe si ricordasse.

Come mai come cover simbolo di questo pezzo hai scelto una musicassetta su sfondo azzurro, visto che ormai non se ne vedono più?

In realtà la copertina è legata al progetto che sta dietro l’intero disco.. Per ora sono usciti solo alcuni singoli e altri ne usciranno ma l’album è un concept con un forte riferimento agli anni 80, alle sonorità di quel periodo e al concetto della musica di quegli anni. In quel periodo le canzoni sono arrivate a tutti anche tramite il walkman che ha portato la musica fuori dalle case e l’ha resa condivisibile. Alla base del mio album c’è la possibilità di condivisione, perché una canzone non è solo nostra, non eve ritrovarcisi dentro solo chi la scrive ma deve essere condivisa da tanti altri. Ogni singolo quindi sarà rappresentato da musicassette ma con uno sfondo di colore diverso. Jackpot – il primo singolo – era un pezzo estivo quindi lo sfondo scelto era giallo, Pur di stare con lei, il singolo successivo, è un brano spensierato e lo sfondo è arancione. Lo sfondo scelto per la cassetta di Chilometri è blu perché ricorda la canzone preferita di Miky, Mare, ma anche perchè questo è il colore che rappresenta il lato emotivo e profondo di ognuno di noi. Nelle altre copertine, peerò, la cassetta era contornata da elementi disegnati in stile cartoon, per questo singolo invece ho voluto togliere tute le sovrastrutture. Sia per evidenziare il fatto che il pezzo fosse diverso dagli altri ma anche perché non volevo condizionare il pubblico, ognuno si deve sentire libero di interpretarlo a proprio modo e di associare a quelle frasi determinate immagini che ricorda di Michele.

Ci sono state diverse polemiche sul mancato ricordo di Michele a Sanremo o sul fatto che secondo alcuni neppure Amici gli ha dedicato il giusto spazio. So che non è una bella domanda da fare a un amico, ma tu cosa ne pensi?

Per quanto riguarda Sanremo non penso si potesse fare, nel 2021 sono venute a mancare diverse figure  musicali e forse se ci fosse stato un tributo o un ricordo per Michele ma non per altri artisti, la polemica sarebbe arrivata lo stesso per quella mancanza. Sicuramente però all’interno dello spazio dei giovani poteva essere fatto qualcosa visto che Miky aveva provato a fare Sanremo Giovani e non era stato preso. Su Amici capisco che ci si aspettava qualcosa di più perchè Michele è uscito da lì e ha fatto un percorso molto lungo. Forse la dedica con il suo pezzo nella prima puntata non è stata considerata abbastanza per ciò che ha dato al programma. Con questo però non voglio essere polemico, perché in ogni trasmissione ci sono delle dinamiche che magari noi non conosciamo e – per quel poco che ho avuto modo di conoscere Maria De Filippi – credo e spero che questo ricordo possa essere fatto al serale. Il pomeridiano è più che altro seguito dai fan di Amici, il serale invece può arrivare a tutti. Maria è una persona intelligente che sa come comportarsi, aveva un bel legame con Michele e non credo non avrebbe piacere a ricordarlo. In ogni caso con il video a lui dedicato e le cose che stiamo pensando di fare con Romantico Ribelle io proverò a dare a Michele un po’ di visibilità che merita, perché in generale di lui si è parlato troppo poco.

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