Il male non esiste

Che pena, la pena di morte. Orso d'oro a Berlino 2020

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Il male non esiste
di Mohammad Rasoulof
con Darya Moghbeli, Mohammad Valizadegan, Ehsan Mirhosseini, Shaghayegh Shoorian

All’inizio vediamo Hesmat padre di famiglia iraniano mentre sbriga delle commissioni e poi va al lavoro. Il suo lavoro dopo molti controlli consiste nel premere un bottone.  Non diciamo quale. Poi vediamo il soldato Pouya che ha seri problemi ad accettare un incarico. Avete già visto il primo episodio quindi intuite che incarico è. Poi seguiamo Javad che cerca di raggiungere la fidanzata durante una licenza dalla caserma e si porta dentro un rimorso e alla fine incontriamo il medico Bahram, che lavora in un posto sperduto e incontra dopo anni una parente: e lì tutti i frammenti si ricongiungono. La misura del tempo adottata dal regista può trarvi in inganno: a volte sembra che attenda un evento, a volte sembra che cerchi un senso, poi all’improvviso arriva una rivelazione. Tutti gli episodi sono legati a un tema comune e anche se non sembra a un tempo comune. E si chiedono se ha senso che un uomo dia la morte a un altro uomo su richiesta dell’autorità. Insomma è un film sulla pena di morte che non parte da astratti  e nobili principi di rigetto, ma da una lenta percezione del lavoro di morte che viene effettuato anche su chi è solo uno strumento. È dare la morte anche convincere a uccidere. A sorpresa la musica che torna è quella che per noi è la canzone resistenziale Bella ciao. Il regista Mohammad Rasoulof  è accusato di propaganda contro il governo islamico. Non si sa che fine farà il film in patria. A Berlino nel 2020 ha avuto l’Orso d’oro.

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