Licorice Pizza

Gli anni Settanta in una cavalcata lisergica di Paul Thomas Anderson

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Licorice Pizza
di Paul Thomas Anderson
con Alana Haim, Cooper Hoffman, Sean Penn, Tom Waits, Bradley Cooper

Licorice Pizza era una catena di negozi di dischi, era il modo in cui venivano chiamati i 33 giri di vinile, perché sembravano grandi pizze di liquirizia. Il vinile è la materia di base dei materassi ad acqua. I materassi ad acqua sono una delle tante imprese in cui si getta il quindicenne Gary (Cooper Hoffman, figlio di Philip Seymour Hoffman) innamorato della venticinquenne Alana (Alana Haim) che gli fa notare che se c’è la crisi petrolifera (siamo ai tempi del Vietnam e di Nixon), ne risentiranno anche i materassi ad acqua.
Il mondo di Licorice Pizza è l’America che cambia dal vecchio al nuovo colta in una specie di cavalcata psichedelica molto privata: un amore strambo, impossibile e trattato con leggerezza lisergica, alla maniera dei film di Altman del tempo che fu con un mucchio di citazioni di Hollywood (siamo nell’area di Los Angeles) in cui vengono tirati dentro i fantasmi di Lucille Ball  (Appuntamento sotto il letto) e William Holden (incrociato con Steve McQueen e Evel Knievel) quando girò per John Huston Breezy , qualcuno dice di Scorsese (Mean Streets o Taxi Driver?) e tante belle canzoni, una specie di compilation di meraviglie, quando uno accendeva la radio e si sentivano i Doors. È bello Licorice Pizza? È del Paul Thomas Anderson versante Magnolia, Boogie Nights, Vizio di forma . Noi preferiamo Il petroliere, The Master, Il filo nascosto. Licorice è  un trip. A un certo punto va da qualche parte che non sappiamo, tra la nostalgia e l’incertezza.

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