Reflection

Il film ucraino sulla guerra nel Donbass passato a Venezia 78

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Reflection
di Valentyn Vasyanovych
con Roman Lutskyi, Andriy Rymaruk, Dmitriy Sova, Vasiliy Kukharskiy, Nadiya Levchenko

È il film ucraino  passato a Venezia 78 in cui appariva, tra le altre cose,  un crematorio portatile russo utilizzato durante la guerra nell’oblast di Donetsk del 2014.  Riproponiamo la recensione fatta dal festival di Venezia  del settembre 2021.

I nudi fatti sono esposti in quadri estremamente curati che sfiorano la fissità con una costruzione per simmetrie e messe in scena di cura maniacale . Il protagonista, medico chirurgo ucraino, separato dalla moglie e dalla figlia che vivono con un altro medico, sembra muoversi e ripetere gesti su moduli di alcuni minuti: pulire un disco tot minuti, guardare la figlia che gioca alla guerra coi softair mentre deve decidere se andare in guerra tot minuti, andare in guerra lui ucraino contro i russi tot minuti, essere preso e malmenato tot minuti, assistere a torture orribili tot minuti e via così: addetto a valutare se i torturati sono morti o no, bruciarli, venire scambiato con prigionieri russi, tornare a casa e rischiare di essere divorato da una branco di cani randagi mentre fa jogging. Il regista Valentyn Vasyanovych sostiene che tutto ciò è nato da una scena che si vede nel film: un piccione ingannato dal riflesso del cielo nel vetro si schianta contro la finestra della casa del chirurgo e lascia un segno che sembra una variazione matta del dipinto Le retour di Magritte. Lui dice che da lì è nata l’idea di raccontare a un bambino la durezza della vita e l’accettazione della morte. Dev’essere così, ma lo spettatore è ancora scosso dalle nefandezze fatte sui corpi. Valentyn Vasyanovych è il regista di Atlantis (passato a Venezia 76) ambientato nell’Est Ucraina del 2025 (“dopo la vittoria sulla Russia” dice il trailer)  ed è il produttore di The Tribe di Myroslav Slaboshpytskyi, passato a Cannes nel 2014: muto, estetico e violentissimo su una banda/tribù di sordomuti criminali.

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