Enrico Maria Papes, uno de I Giganti, racconta la propria storia

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Uno dei Giganti è tornato con un libro dove racconta la sua storia. Si tratta di Enrico Maria Papes che con «È per l’amore che si canta – Una vita da Gigante» (Arcana, 17,50€) mette nero su bianco quella che è stata la sua vita in musica. Il libro ha una doppia storia, quella che viene raccontata come Sergio Papes e quella raccontata come Enrico Maria Papes. Due tronconi dove si inizia dall’infanzia trascorsa a Milano, nato all’ombra del grattacielo Pirelli, allora il più alto di Milano. Siamo nel 1941 e oggi l’artista ha ormai superato la soglia degli Ottanta, ma nel libro ricorrono anche ricordi familiari, con le foto del padre con in mano un bandoneon e una tromba. Nonno ungherese Papes nasce con la musica nel sangue e il suo esordio arriva quando avanza il primo rock in Italia, prima è con Clem Sacco e poi con Guidone del Clan Celentano con il quale affronta anche una tournée in Grecia. Al ritorno forma un trio con i fratelli Mino Di Martino e Sergio Di Martino per dare corso a quella che sarà la storia più importante, quella de I Giganti. Giusto in quel primo periodo, mentre i Giganti preparano l’esordio, accompagnano Ghigo Agosti nei vari spettacoli. Siamo nel 1964, l’esuberante creatività del cantante di «Coccinella» vede per un periodo I Giganti come gruppo di accompagnamento, finché Checco Marsella si unisce al trio che nel giro di un paio d’anni si guadagna un posto di primo piano nel nascente beat italiano. Il primo fragoroso successo è «Tema» a cui segue l’anno dopo «Proposta», quella di «mettete dei fiori nei vostri cannoni». 

Tante storie, tante soddisfazioni, ma anche qualche contraccolpo che li porta a inizio dei Settanta a gettare la spugna come gruppo. Del libro e della storia de I Giganti ne abbiamo parlato con lo stesso Papes.

Una domanda che resta sospesa, come mai non siete andati avanti come gruppo I Giganti?

Ci sono stati almeno due episodi che hanno determinato la fine del gruppo. Il primo quando al Cantagiro ci hanno censurato la canzone «Il presidente» che noi presentevamo quell’estate. Non ci hanno mai passato né in radio né in televisione. Negli anni quel motivo è stato rivalutato e a ogni tornata elettorale per il nuovo presidente qualche radio la trasmette, perché il testo auspicava semplicemente che un comune cittadino potesse diventare il presidente della repubblica. In qualche modo ha ispirato il film «Benevenuto presidente!» con Bisio protagonista.

Nel libro si parla anche del vostro ultimo importante capitolo discografico che è stato «Terra in bocca», un album che cavalca lo stile Progressive. Come è maturata questa svolta?

Abbiamo incontrato Piero De Rossi che ci ha presentato alcuni testi sulla impossibilità di sfuggire alle regole imposte dalla mafia. Anche questo capitolo discografico è stato censurato e poco si è sentito in radio. A questo disco Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini vi hanno dedicato un intero libro aggiungendo il relativo album in cd. Gli stessi che mi hanno dato una mano nei capitoli dove parlo de I Giganti.

Un disco che ha avuto un successo postumo. Lo avete mai rappresentato dal vivo?

In due occasioni, la prima in maniera parziale al Teatro Lirico di Milano nel 1993 per commemorare Gianni Sassi che aveva ideato la copertina del disco. In quell’occasione c’eravamo tutti, anche Sergio Di Martino che sarebbe scomparso tre anni dopo. Come anche sono intervenuti Ares Tavolazzi, Ellade Bandini e Vince Tempera che avevano suonato nel disco. Altra occasione dal vivo l’abbiamo avuta a Pavia in una scuola che ha allestito l’intero spettacolo e noi abbiamo partecipato insieme a coristi e musicisti locali.

Voi eravate al Festival di Sanremo 1967 con «Proposta», avete conosciuto Luigi Tenco? 

Lo conosceva bene Giorgio Gaber di cui eravamo amici. Proprio Gaber chiese a Tenco cosa ne pensasse di noi. E Tenco risposte che avevamo le pistole ma sparavamo cioccolatini.

Come è andata avanti la carriera di artista dopo lo scioglimento del gruppo?

Io e Checco Marsella abbiamo suonato insieme per altri anni, tra l’altro proprio quest’anno lui ha fatto uscire un album di nuove canzoni. Per parte mia ho canzoni pronte per un album. Chissà…

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (Officina di Hank, 2022).

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