I 40 anni di “Vado al massimo”, un album che va sempre a gonfie vele

0
Vado al massimo

Dalla sua prima partecipazione al Festival di Sanremo alla pubblicazione del suo album successivo Vasco Rossi lasciò passare circa due mesi e mezzo. Un’attesa ben ripagata perché Vado al massimo, che oggi compie 40 anni essendo stato pubblicato il 13 aprile 1982, è unanimemente considerato uno dei dischi più riusciti del Blasco.

L’album si apre con Sono ancora in coma, canzone che presenta «un muro di chitarre alla Van Halen», come ebbe modo di dire anni dopo Maurizio Solieri, e continua con Cosa ti fai. Le canzoni che già i fan conoscevano erano due: Vado al massimo e Ogni volta. La prima era stata presentata al Festival di Sanremo e la seconda era stata inserita nel lato B del 45 giri.

Vasco aveva già cantato Ogni volta il precedente 19 gennaio al Marabù di Reggio Emilia, la sera in cui vinse come rivelazione il Premio Nazionale del Paroliere. Quella fu la prima occasione  in cui il pubblico ebbe la possibilità di ascoltare il brano per intero. Qualche frammento, invece, Vasco lo aveva già regalato ai fan in precedenza. In occasione del concerto di Forlì del 20 luglio 1981, subito dopo Brava, Rossi attaccò: «Ogni volta che mi sveglio, ogni volta che mi sbaglio, ogni volta che sono convinto, ogni volta che mi sembra solo, ogni volta che non guardo in faccia niente, ogni volta che dopo piango, ogni volta che mi sveglio…». Quindi, disse al tastierista Mimmo Camporeale che lo stava accompagnando: «Mimmo questa non la conoscono mica…». «E allora facciamo quell’altra», fu la risposta di Camporeale e a quel punto partì un accenno di Anima fragile, seguito da Albachiara.

Credi davvero entrò nella scaletta del tour del 1987 e fu poi scelta come canzone d’apertura dei tre concerti di San Siro del 2003. Amore!?! la si ricorda invece soprattutto per il “giallo” legato al titolo: nella raccolta della Fonit Cetra Voglio proprio esagerare, uscita nel 1992, la canzone compare come Amore aiuto, titolo poi confermato anche nelle ristampe successive di Vado al massimo. Questo, peraltro, è anche il titolo con il quale oggi il brano risultato depositato alla Siae.

Nel disco fanno il loro esordio come autori Tullio Ferro (che firma Splendida giornata e La noia) e Maurizio Solieri, accreditato come compositore della musica di Canzone. Nella sua autobiografia Questa sera rock’n’roll scrisse Solieri: «Nasceva da un tema musicale vagamente ispirato al mondo sonoro di Wonderful Tonight di Eric Clapton. Lo avevo scritto a casa di Daria, una ragazza di cui ero molto innamorato…».

Scrisse invece Vasco su Facebook nel 2011: «Credo fosse la prima volta che Solieri aveva composto una musica. Una armonia senza melodia… Mentre stavamo andando ad  un concerto in macchina Guido mette su questa cassetta dicendomi: “questa è una idea di Solieri”.  Si trattava di una di quelle menate alla James Taylor. Ripetitiva e monotona , molto elegante ma per me odiosa.  Mi misi a scherzare. Sarebbe divertente, pensavo, sconvolgere completamente le sue divisioni e i suoi regolari giri musicali. Partire a cantare da un punto improbabile..poi, con una divisione ritmica completamente diversa e indipendente dalla sua, inventare una melodia all’italiana che non avesse niente a che fare con questa menata di giro armonico.  Metterci dentro delle frasi estremamente  orecchiabili, melodiche e struggenti. Le più popolari possibili, secondo i nostri canoni latini tanto da creare un contrasto pazzesco e vedere cosa ne veniva fuori… Pensavo a mio padre mentre la scrivevo. Era morto da poco e nell’aria c’era ancora il suo odore. Poi il discorso lo avevo dirottato sul ricordo di una donna. Non volevo parlare di mio padre. Ma la profondità e l’intensità dell’emozione veniva da li».

Vado al massimo fu un disco di prime volte. Fu il primo album, infatti, ad essere inciso per la Carosello e fu il primo dal quale venne anche prodotto un remix: la canzone prescelta era Splendida giornata ed il remix fu pubblicato nel mese di novembre da Mario Boncaldo.

Per la registrazione di Vado al massimo Vasco precettò tutta la Steve Rogers Band e collaboratori abituali come Gaetano Curreri. Parteciparono anche  Pier Michelatti (storico bassista di Fabrizio De André), Rossana Casale come corista e Mauro Pagani, chiamato a suonare gli archi di Ogni volta. All’epoca si disse che il disco avesse venduto circa 200.000 copie. Secondo quanto riporta il sito hitparadeitalia, fu il 51esimo disco più venduto dell’anno, raggiungendo come migliore posizione in classifica l’undicesimo posto.

Pubblicato il disco, Vasco tornò anche a suonare dal vivo, attività che di fatto in quel periodo non veniva praticamente mai sospesa. Il 16 aprile, durante un concerto in Svizzera, si ruppe due costole. Nonostante l’infortunio, un paio di giorni dopo si presentò puntuale alla discoteca Milleluci di Torino. Scrisse il 21 aprile di quel concerto Ivano Barbero su Stampa Sera: «Suona reggae-rock, new wave e hard-rock con una foga e un’intensità che alla fine di ogni esibizione lo riducono nelle stesse condizioni di un pugile alla fine del match».

Il tour toccò anche Zocca e fece conoscere Vasco a un sempre maggior numero di persone. Vado al massimo aveva fatto del Blasco un artista di successo su scala nazionale. E l’anno dopo, con Vita spericolata e Bollicine, sarebbe arrivata anche la consacrazione definitiva.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome