L’uomo dell’isola e dei giardini, un nuovo libro su Battiato

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Battiato e Sgalambro, prove al concerto di Barcellona 2002. ©Giordano Casiraghi

All’avvicinarsi del primo anniversario dalla scomparsa arriva un altro libro su Franco Battiato. A scriverlo è Guido Guerrera, dal titolo «Franco Battiato – L’uomo dell’isola dei giardini» (Minerva, pagg. 304 – 20€) . Non è il primo su Battiato del giornalista toscano, già esperto di Hemingway, ma stavolta anziché occuparsi di simboli esoterici e tarocchi, l’autore ha scelto di far parlare alcuni personaggi che hanno condiviso tanti momenti con Battiato. Abbiamo raggiunto Guerrera per farci raccontare  di Battiato e del suo nuovo libro che verrà presentato il 7 maggio al Politeama Pratese e Biblioteca, mentre il 27 maggio sempre a Prato Guerrera sarà alla Biblioteca Lazzerini.  

Quando inizia l’interesse per l’artista Battiato?

Ho incontrato Franco Battiato al Teatro Verdi di Firenze nel 1991 e da allora ho mantenuto contatti ravvicinati. Era il periodo dopo Fisiognomica e poi di Caffé de la Paix, quello che ho sempre considerato come la migliore espressione artistica di Battiato. Argomenti che ho incluso nel mio primo libro «Franco Battiato, un sufi e la sua musica».

Eravamo negli anni Novanta e a oggi i libri che hai pubblicato su Franco Battiato sono diventati quattro. Un record. Come si differenziano tra loro?

Il secondo conteneva interviste a Battiato con domande legate ai tarocchi arcani, mentre quello che è uscito l’anno scorso propone una lettura simbolico esoterica dei suoi testi. Con l’ultimo invece ho voluto far parlare le persone che hanno incontrato e lavorato con Battiato.

Nel tuo punto di vista nel raccontare le gesta artistiche non mancano alcune riflessioni critiche nel procedere artistico di Battiato. Come mai valuti non proficue le incursione ai testi di Sgalambro?

Ritengo che Battiato, essendo esoterista e percorrendo sentieri della interreligiosità con tematiche di misticismo non aveva bisogno di adattarsi alla filosofia. A mio giudizio il sapere esoterico già comprende l’aspetto filosofico. Questa perplessità non l’ho nascosta a Battiato, anzi ne ho discusso, ma devo ammettere che da un altro punto di vista la presenza ai testi di Sgalambro gli ha permesso di percorrere altre strade e fuggire da un’immagine da profeta che gli stava stretta. Sempre attorno a Sgalambro ho ospitato nel libro l’intervento di Alessio Cantarella che ben lo frequentava e seguiva il suo sito internet.

Diverso il parere su un album come «Apriti sesamo», sempre scritto con Sgalambro. Lo hai apprezzato?

Sì, trovo che sia un album importante e meglio riuscito di quelli firmati con Sgalambro. Ricordo che quando l’ha terminato me l’ha inviato in anteprima e appena l’ho sentito mi ha subito convinto.

È stato facile come giornalista rimanere in contatto con uno degli artisti italiani più importanti?

Battiato mi ha concesso amicizia, da persona amabile, ma essendo anche un personaggio pubblico e famoso mi metteva anche in agitazione, dovevo usare certe accortezze e dimenticare di essere giornalista per non urtare la sua sensibilità. 

Veniamo agli interventi del libro, chi sono i partecipanti?

Da Umberto Broccoli (me l’ha presentato proprio Battiato), a Antonio Ballista che mi ha raccontato straordinari episodi che lo hanno visto partecipe di alcune tappe importanti. Poi c’è Filippo Destrieri, il suo storico tastierista, come anche Fabio Cinti e Giovanni Caccamo che appartengono a una generazione più giovane, a riprova che Battiato non ha mai abbandonato la voglia di misurarsi con i propri limiti e confrontarsi in continuazione con altri artisti, tanto spesso aiutandoli. 

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (Officina di Hank, 2022).

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