Stile e ricerca, il grande cinema di Max Ophüls

Dal 19 aprile al 15 maggio 2022 alla Cineteca Milano Meet, la retrospettiva dedicata al grande regista tedesco che comprende 9 tra i suoi film più celebri

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Lettera da una sconosciuta

Un appuntamento imperdibile per riscoprire indimenticabili personaggi femminili

Nato in Germania a Saarbrücken il 9 maggio 1902, Max Ophüls è un vero cittadino del mondo. Dopo aver tentato la carriera giornalistica, recita in teatro e nel 1923 è direttore del Burgtheater di Vienna. Quando arriva il cinema sonoro, diventa aiuto regista e in breve tempo si mette in luce per il suo talento.  Firma Liebelei – Amanti folli (1933), interpretato da Magda Schneider, madre della celebre Romy. Dopo l’ascesa del Partito nazista, Ophüls, di origini ebree, è costretto a fuggire dalla Germania, rifugiandosi in Francia e in Italia. Qui, grazie al produttore Angelo Rizzoli, gira il film La signora di tutti (1934), sorta di predecessore di È nata una stella, interpretato dalla diva Isa Miranda. Il regista poi si trasferisce a Hollywood, dove firma lo splendido Letter from an Unknown Woman (Lettera da una sconosciuta, 1948), storia di un amore impossibile che si apre con l’incipit strappalacrime “Quando leggerai questa lettera forse sarò morta”. Sempre negli Stati Uniti, Ophüls racconta relazioni malate e soffocate dalla tensione nei noir Caught (Presi nella morsa, 1949) e The Reckless Moment (Sgomento, 1949). È nella Francia degli anni Cinquanta che però vive uno dei periodi più felici della sua carriera. Adattando Adattando un testo teatrale di Arthur Schnitzler, Ophüls realizza un poetico e meta-cinematografico girotondo sentimentale in La Ronde (Il piacere e l’amore, 1950), mentre, a partire da alcuni racconti di Guy de Maupassant analizza la vacuità del piacere e l’impossibilità di essere felici in Le Plaisir (Il piacere, 1950). Questi due film sono candidati all’Oscar come migliore sceneggiatura (La Ronde) e migliore scenografia (Le Plaisir), a testimonianza della poliedricità del suo genio.  Dopo la coproduzione italo-francese, Madame De… (I gioielli di Madame De…, 1953), interpretato anche dal nostro Vittorio De Sica, il regista chiude la sua prestigiosa carriera con Lola Montès (1955), storia di un ex ballerina, diventata l’attrazione di un circo, che ripercorre le sue avventure sentimentali. Max Ophüls muore ad Amburgo il 25 marzo 1957.  Le pellicole in programma, tranne La signora è di tutti (versione italiana), sono in lingua originale con sottotitoli italiani.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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