Tra introspezione psicologica e ricerca della felicità, arriva il nuovo album di Francesco Gabbani

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Dopo due anni di scrittura e riflessione, Francesco Gabbani torna finalmente con un nuovo album, Volevamo solo essere felici, che sarà pubblicato il prossimo 22 aprile da BMG. Il disco arriva dopo un precedente lavoro, Viceversa, in cui il cantautore di Carrara si metteva in gioco esplorando se stesso attraverso la relazione con la collettività in cui viviamo. Un’esplorazione che continua anche in questo nuovo capitolo, con connotazioni differenti.

Gabbani ci tiene subito a puntualizzare questo passaggio tra i due album, che porta la propria analisi dall’esterno all’interno: «Questo disco è una naturale evoluzione del mio percorso personale e professionale: sono strettamente connessi, in quanto la mia musica è l’espressione di chi sono e del mio approccio alla vita.  Mentre “Viceversa” provava ad interpretare il rapporto con gli altri, a capire se stessi attraverso la relazione con chi ci sta intorno, “Volevamo solo essere felici” è il frutto di un’analisi più interiore e personale, derivante anche da tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni».

Il titolo del disco parla di felicità: «Attenzione, però: con questo titolo non ho la presunzione di definire la felicità in quanto tale, in quanto si tratta di un concetto estremamente soggettivo, differente per ciascuno di noi. Quello che però ci accomuna tutti è il fatto che la felicità sia una costante, quasi una “giustificazione” che è dietro a tutto quello che facciamo».
Ma che cos’è la felicità per Francesco Gabbani, e in cosa la cerca? «Per me la felicità significa soprattutto serenità. Sembra banale dirlo, ma la cerco nelle piccole cose, nell’attimo, nel momento, nel qui ed ora. Non la cerco pensando a qualcosa che deve ancora accadere, in quanto, se questo qualcosa non dovesse corrispondere alle mie aspettative, genererebbe sofferenza, non felicità».

Ma torniamo all’album e alle caratteristiche dei brani. Uno dei marchi di fabbrica del cantautore toscano è sempre stato l’alternanza, all’interno dei suoi lavori, tra canzoni dai toni più spensierati e “ballerini” e pezzi più introspettivi. Anche i primi, però, hanno sempre un sottotesto o spunto di riflessione, come Tossico indipendente, che con un travolgente arrangiamento anni Ottanta racconta la lotta di coloro che vogliono liberarsi di qualsiasi forma di dipendenza (da quelle più classiche come le sostanze tossiche ma non solo, si pensi alla tossicità di certi rapporti personali); un altro esempio è Sangue darwiniano, quasi una canzone/gioco che mira a ricostruire le tessere di un puzzle, quelle che rappresentano le molteplici facce di ciascuno di noi: «Tuttavia – prosegue Francesco – nonostante il mio lato più ironico e scanzonato non manchi, direi che l’asticella di questo disco pende più verso l’intimismo. Anche dal punto di vista della composizione musicale, ci sono diversi brani che hanno una dimensione più cantautorale». Un esempio calzante è La mira, una delle canzoni più intense dell’album, che con un arrangiamento elegante di pianoforte e archi parla del fatto che non si finisce mai di conoscersi: ogni volta che la meta sembra vicina il “bersaglio” si sposta sempre in un continuo rincorrersi, fino all’accettazione di questa condizione di provvisorietà.

Nell’album non mancano alcune collaborazioni di rilievo: quella con Fabio Ilacqua, co-autore di successi come Amen e Occidentali’s Karma, è un ritorno che mette la sua firma alla title track dell’album nonché ultimo singolo estratto, Volevamo solo essere felici; del tutto inedito, invece, il sodalizio con Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, con il quale Gabbani ha composto il testo dell’energica e contagiosa Peace & Love: «Non c’è niente di studiato in queste collaborazioni, vengono decise in modo molto naturale e spontaneo. Con Fabio ci siamo incontrati nuovamente dopo un po’, e ho sentito subito che il brano era allineato con la mia necessità creativa di quel momento. Per quanto riguarda Riccardo, siamo molto simili nel voler proporre alcune figure che sono un po’ provocatorie, ma anche malinconico-emozionali».

Oltre ai concerti (rimandati ad ottobre) nei palazzetti di Milano e Roma, c’è un tour estivo in arrivo, che verrà annunciato a breve: «Non vedo l’ora di suonare dal vivo le canzoni dell’album, hanno tutte una bella dimensione live».

Francesco dedica infine un ricordo emozionato alla città di Kiev, che lo aveva ospitato in occasione dell’Eurovision Song Contest 2017 – «Mi aveva molto colpito, ho pensato che ci sarei tornato volentieri. Da pacifista convinto, reputo ovviamente assurdo quello che sta succedendo, mi fa veramente male – e chiude con un provvisorio bilancio del percorso finora intrapreso – Sono soddisfatto perché ho fatto quello che volevo fare, senza rimorsi né rimpianti. Ho anche imparato a non percepirmi più attraverso il giudizio (soprattutto negativo) degli altri, come invece ero solito fare quando, con “Amen”, ho iniziato ad avere le prime risposte da parte del pubblico. Oggi sono molto più sereno e penso maggiormente a godere di quello che faccio».

 La tracklist dell’album di Francesco Gabbani in uscita il 22 aprile:
  1. Tossico indipendente
  2. La mira
  3. Volevamo solo essere felici
  4. Peace And Love
  5. L’amor leggero
  6. Spazio tempo
  7. La rete
  8. Puntino intergalattico
  9. Sangue darwiniano
  10. Sorpresa improvvisa

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