La manifestazione è dedicata alla salvaguardia dell’ambiente
Entrambi provenienti dalle valli lombarde (Piavoli dalla provincia di Brescia, mentre Olmi da quella di Bergamo), l’opera dei due cineasti è sempre stata caratterizzata da una particolare attenzione alla natura e al rapporto dell’uomo con essa. Olmi nel suo primo lungometraggio Il tempo si è fermato (1958), mette a confronto le diverse mentalità di un giovane studente e di un anziano guardiano sulle pendici del monte Adamello, mentre in Il segreto del bosco vecchio (1983), dal romanzo di Dino Buzzati, ci racconta l’innocenza dei più piccoli nei confronti dell’ambiente, in contrasto con la visione più arrivista degli adulti. Ancora in I cento chiodi (2007), protagonista della storia è un professore che abbandona la vita di città per trasferirsi sulle tranquille rive del fiume Po. Con il documentario Terra Madre (2009), il regista bergamasco accompagna lo spettatore al Forum Mondiale Terra Madre, tenutosi a Torino nel 2006. Il poetico sguardo di Franco Piavoli, invece, racconta una quotidianità scandita non dal ticchettio degli orologi, ma dalla ciclicità delle stagioni. Il cortometraggio Domenica sera (1962) è una malinconica riflessione sulla fine di una giornata di festa in un villaggio, mentre nel suo primo lungometraggio, Il pianeta azzurro (1981), ribalta il rapporto tra uomo e natura, attraverso le immagini delle gelate invernali e del risveglio della primavera fino al calore dell’estate. In Voci nel tempo (1966) ci mostra il trascorrere della vita e in Al primo soffio di vento (2002) la monotona giornata di agosto nelle campagne lombarde. Ancora nel mediometraggio In festa (2016), Piavoli evidenzia la differenza tra Leopardi e Pascoli sul significato proprio di “festa”. Venerdì 22 aprile alle ore 17.30 vi sarà la presentazione del libro Il cielo, l’acqua, il gatto. Il cinema secondo natura di Franco Piavoli, alla presenza dell’autore Filippo Schillaci e del regista.






































