Ligabue: «Sono timido, ma non sul palco». A Campovolo ci saranno sorprese

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Ligabue
@Silvia Saponaro

Luciano Ligabue è stato ospite questa mattina a RTL 102.5 al programma W L’Italia e ha parlato del suo libro Una storia, del suo concerto a Campovolo, del suo singolo Non cambierei questa vita con nessun’altra e ha rivelato alcune curiosità. 

L’AUTOBIOGRAFIA “UNA STORIA”

Ieri è uscita l’autobiografia Una storia (Mondadori) “Se pensavate io fossi timido e riservato, questa volta ho vuotato il sacco. Mi ci sono un po’ ritrovato e mi sono fatto sovrastare da una serie di emozioni, perché è stato come srotolare il nastro facendolo ripartire un passo alla volta. Ho messo insieme tanti ricordi che contano. È un libro che parla molto della mia famiglia, sono stato fortunato perché ho avuto due genitori splendidi a cui ho dedicato il libro. Mi è piaciuto poter raccontare questa parte. In Per sempre c’è una parte legata alla mia modesta famiglia che è fantastica, credo di aver avuto davanti a me una coppia felice, capace di trasmettere valori. Mamma Rina è protagonista delle prime righe del mio libro”.

Parlando de La cura, Ligabue ha raccontato anche un aneddoto su un concerto di Franco Battiato. “Era l’estate del 1981, il tour de La voce del padrone’di Battiato. Lui sale sul palco e io cercavo di capire da cosa derivasse tutto questo aspetto erotico, fatto sta che ero con la mia ragazza ma di fianco avevo un paio di ragazze piuttosto avvenenti. A un certo punto queste ragazze esprimevano apprezzamenti anche molto spinti su di lui, allora ho pensato che avrei fatto il cantante”.

È stato più bello o più faticoso ricordare tutta la sua vita in un libro? “È stato più bello. Io nel tempo ho capito che non avere troppa vergogna né troppo pudore nel raccontare i propri dolori aiuta ad alleggerirli e permette a qualcun altro di sentirsi meno solo nel dolore. Ho deciso di farlo nelle canzoni e ho raccontato anche come ne sono uscito, ogni volta è importante ricordare che una fase dolorosa è pur sempre una fase”.

Ligabue nel libro parla anche di Lucio Dalla. “Il primo concerto che ho visto in vita mia è stato di Lucio Dalla, avevo dodici anni. Mi vergognavo a chiedere l’autografo. Lui era nell’ufficio di mio padre e ho pensato che fisicamente non rappresentasse l’idea di divo che si aveva mediamente. Fu gentilissimo, mi fece l’autografo e non appena salì sul palco diventò bellissimo, altissimo, gigantesco e magico. La cosa che mi colpì era che tutti erano calamitati verso di lui, nessuno guardava i musicisti. Anni dopo mi chiamò per farmi i complimenti per Certe Notti e mi disse che aveva ascoltato la canzone per radio e che avrei venduto settecentomila copie”.

Ligabue

Nel libro è raccontata la storia di Luciano prima e durante Ligabue. “È una sorta di storia che procede passo passo, questo non è un libro al passato. Racconto anche il momento della mia nascita, è tutto al presente come se si stesse sviluppando in tempo reale e farlo in quel modo mi ha permesso di essere presente al ricordo che via via si sviluppava. C’è anche una parte romanzata, ma la cosa più importante è stato tutto l’aspetto emotivo messo in gioco facendo questo”.

A CAMPOVOLO CI SARANNO DELLE SORPRESE

Il 4 giugno Ligabue farà il suo concerto a Campovolo. “Ho avuto tempo di lavorare sulla scaletta, spero che faccia contenta la maggior parte delle persone. Voglio che confidino su una cosa: ci saranno sorprese.

Il 2 giugno, sempre lì, accadrà qualcosa di speciale. “Abbiamo dovuto spostare le date che dovevamo fare in Europa perché sarebbero finite a cavallo del concerto, non volevamo che qualcuno prendesse il covid. Non possiamo più rimandare il concerto del 4 giugno. Faremo un’esibizione alla luce del giorno, sarà una cosa specifica per quelli che saranno lì. Anche per noi sarà un modo per riscaldarci”.

Cosa succederà a Campovolo? “Suoneremo all’RCF Arena. Non si pensa mai abbastanza che nei grandi eventi gli ultimi fan ce li hai a trecento metri e quindi ti vedono solo attraverso gli schermi. Quest’arena è stata costruita e ha una pendenza del 5 o dell’8 per mille, il che fa sì che chiunque potrà vedere bene. La forma è quella a conchiglia e anche l’impianto sarà tarato sulla base di questo tipo di pendenza. Sulla carta dovrebbe esserci la migliore visibilità e il miglior ascolto possibile. Poi i fatti dovranno corrispondere con questo”.

IL NUOVO SINGOLO

A mezzanotte è uscito il nuovo suo singolo. “La canzone è nata dopo aver scritto il libro. È una canzone piena di energia e dice una cosa molto forte. Questa riflessione di non voler cambiare la mia vita è venuta fuori dopo la pubblicazione del libro, che è pieno di gratitudine per le fortune che ho avuto e che ho. Questa canzone non potevo non farla a Campovolo, vorrei che la imparassero per cantarla insieme”.

NUOVE DATE ALL’ARENA DI VERONA

Oltre a Campovolo, Ligabue ha annunciato anche altre date, tra cui quelle all’Arena di Verona il 27/29/30 settembre. Ma c’è una notizia importante: “Sono state aggiunte altre due date, il primo e il 3 ottobre all’Arena di Verona. Cinque serate totali”.

Dopo tre anni di stop Luciano Ligabue prova un’emozione diversa a salire sul palco? “Immagino che sarà un’emozione particolarmente forte. Sono contento di tornare all’Arena di Verona, ci torno dopo parecchi anni, è un posto magico in cui fare i concerti. Credo di meritare quell’emozione e credo che se la meritino quelli che hanno avuto la pazienza di aspettare fino ad adesso”.

LIGABUE E LA RADIO

Nel suo percorso professionale c’è stata anche la formazione in radio. E di radio lui se ne intende, anche perché Radiofreccia è la radio con l’anima rock alla quale ha prestato il nome. “Stanno usando bene il nome ‘Radiofreccia’. Avevo sedici anni quando ho cominciato ad approcciarmi alla radio ed era quasi il periodo in cui nascevano le radio libere nel ’75. Nel ’76 un mio amico aveva messo una radio tenuta insieme con lo scotch, e ho capito che in qualche modo potevo dire qualcosa di me raccontando della musica”.

SOGNI DI ROCK’N’ROLL

Durante la diretta di RTL 102,5 sono andati in onda alcuni dei grandi successi di Ligabue tra cui “Sogni di R & R”. “Questa canzone è uscita 32 anni fa, l’ho fatta ascoltare a Pierangelo Bertoli. Lo avevamo conosciuto in una maniera occasionale, quasi ovvia e sorprendente. Mi vergognavo di far ascoltare le mie canzoni, avevo questo amico che tutt’ora è il mio amico manager che invece fortunatamente aveva la faccia tosta che serviva a tutti e due. Un giorno chiamò Bertoli e gli disse che aveva un amico che scriveva belle canzoni e lui chiese cosa facessimo quella sera. Da lì è partita un’amicizia che all’inizio aveva preso una piega un po’ strana: avevo fatto dei provini che facevano abbastanza schifo, nel senso che suonavo tutto io ma non mi rendevo conto che gli arrangiamenti non andavano. Quando lui ascoltò Sogni di R & R nella versione del provino estrasse la cassetta e la lanciò via. Però gliela feci sentire voce e chitarra, alla fine decise di cantarla in un suo album. Questa è la canzone da cui sono nate tutte le altre mie che si sono sentite. È una canzone che canterò a Campovolo”.

Che effetto fa a Ligabue rivedere il videoclip di “Urlando contro il cielo” e il suo pubblico? “Il senso di tutto ciò che faccio è andare sul palco. Se te lo tolgono per quasi tre anni vuol dire che è un esercizio di pazienza molto importante e poi ho capito che ho bisogno di sfogare questa mia necessità. Spero anche di non esagerare a Campovolo, nel senso che temo che quella sera non riuscirò a controllarmi, vediamo come andrà a finire”.

Come nasce la definizione “Una vita da mediano”? “Nasce in un periodo brutto in cui avevo pensato di ritirarmi. Non ero pronto per un certo tipo di effetto collaterale, non riuscivo a palleggiare certi aspetti della popolarità. Il modo per uscire da quel periodo è stato scrivere ‘Miss Mondo’, un album in cui raccontavo della crisi che stavo vivendo. Una vita da mediano era il senso di colpa che stavo vivendo con il successo, dicevo agli altri di perdonarmi per i miei traguardi, ma volevo sapessero che mi stavo facendo il mazzo”.

“Niente Paura”, un altro suo brano iconico. “È uno slogan che va ricordato, sappiamo benissimo che la paura è un sentimento che non puoi cancellare con un pulsante. In qualche modo, però, bisogna affidarsi alla vita”.

IL GIORNO IN CUI LA MIA VOCE SI È SPENTA

Durante il tour di “Made in Italy” la voce di Ligabue si è spenta. “Un’esperienza tostissima, una lunga storia. Avevo beccato una brutta influenza e avevo da fare cinquantadue concerti, dopo i primi quindici non ce la facevo, avevo sempre la voce al 70% quando ero fortunato. La sera del mio compleanno faccio un concerto, il giorno dopo mi sono svegliato afono e la voce non tornava. Son salito sul palco quella sera e dopo il terzo brano non ce la facevo, la peggior performance della mia vita. Chiesi scusa, dal palco non sono sceso, ho fatto il concerto come potevo. Il giorno dopo il fisiatra mi disse che dovevo fermare il tour e che avrei dovuto farmi operare”.

Nel 2013 Luciano Ligabue ha tagliato i capelli, un gesto che i suoi fan ricordano bene. “Ricordo la faccia di mia moglie: ho deciso di farlo io andando da una parrucchiera complice che non se la sentiva all’inizio. Entro in casa e mia moglie non mi ha riconosciuto, mia figlia entusiasta, mia moglie ha cominciato a perdonarmelo pian piano”.

Perché i nomi dei figli di Ligabue iniziano tutti per L? “Mio padre sosteneva che portasse bene. Lui decise di chiamarmi Luciano e mi chiese di fare la stessa cosa con i miei figli”.
Anche il numero 7 ha un’importanza particolare nella vita di Ligabue. “Un paio di numerologhe mi hanno detto che il sette era ricorrente in tutto nella mia vita. Il sette era presente nel mio nome, nella mia data di nascita, in tutto insomma”.

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