Generazione Low Cost

Vita Low Cost di una hostess Low Cost

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  1. Generazione Low Cost
    di Julie Lecoustre
    e Emmanuel Marre
    con Adèle Exarchopoulos, Alexandre Perrier (II), Mara Taquin, Jonathon Sawdon

Vendere e vendersi. La Cassandre di Adèle Exarchopoulos è assistente di volo per una compagnia Low Cost. Vive in volo. Quando sbarca dorme e vaga a Lanzarote, nelle Canarie, è sempre attaccata al cellulare, socializza sui social e in sostanza appartiene ai non luoghi di Marc Augé: aerei, aeroporti, sale d’aspetto, ipermercati identici a qualsiasi latitudine. È quella che una volta si fantasticava essere la bella vita della hostess (libera, molti amori esotici, oggi qui, domani dall’altra parte del mondo ) però in un mondo in cui le linee aeree hanno smesso di dare champagne e fanno pagare anche le caramelle. La realtà è che la vita di Cassandre è fragile come un lavoro a chiamata, continuamente monitorata per la sua capacità di vendita di beni di consumo in volo, per la sua condotta con i passeggeri, per la velocità con cui pulisce tra i sedili, per come si presenta, per come si depila, per come invecchia (!), incalzata da un mercato del lavoro all’insegna delle mancanze di garanzia e pronto a eliminarla. Il suo sogno? Passare a un compagnia elitaria che prende solo le più resistenti all’usura delle altre compagnie ma le paga e le veste meglio. Taglio documentaristico, regia a quattro mani, un rumore di fondo di vuoto esistenziale. Sceneggiatura premiata con un Fassbinder Award a Mannheim. Il titolo italiano è sociologico. Quello originale Rien à foutre e quello internazione Zero Fucks Given  sono già un commento acido.

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