Akira Kurosawa, l’ultimo samurai

Dal 17 maggio al 5 giugno 2022 alla Cineteca Milano Arlecchino l’omaggio a uno degli imperatori del cinema che ripercorre la sua carriera attraverso i suoi capolavori

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Akira Kurosawa

15 film del grande regista che ha saputo fondere tradizione e modernità

Il 6 settembre 1988 nella sua casa di Tokio muore a 88 anni Akira Kurosawa, uno dei grandi maestri del cinema contemporaneo, detto l’Imperatore. La sua scomparsa fa il giro del mondo e la commozione è unanime. Nato il nato il 23 marzo 1910, ottavo e ultimo figlio di un militare di carriera, Akira, dopo aver studiato pittura, entra alla fine degli anni Trenta nel mondo del cinema, ma trova grandi difficoltà a lavorare a causa del forte clima nazionalistico che impedisce la creatività di tanti artisti (le sue sceneggiature sono sistematicamente bocciate dalla censura). Del ’43 riesce a girare il suo primo film Sugata Sanshiro e del ’45 è Sulla coda della tigre. Il Giappone, uscito devastato dalla guerra, sta subendo in quegli anni un processo di occidentalizzazione forzata dei costumi e una democratizzazione della vita civile, insieme all’ inarrestabile esplodere del boom economico. Il regista, forte del suo talento, ha un obiettivo preciso, quello di compiere una profonda riflessione sulla condizione umana dell’intero Novecento. Dopo Non rimpiango la mia giovinezza, 1946, L’angelo ubriaco, 1948 e Cane randagio (il 22 maggio ore 21), 1949, nel ’50 con Rashomon (il 18 maggio ore 21 e il 2 giugno ore 14.30), inquietante saggio sulla verità e sulla menzogna (Leone d’oro a Venezia e l’Oscar quale miglior film straniero), raggiunge la popolarità internazionale. Il suo cinema risente della formazione artistica incentrata sullo studio dei grandi classici della letteratura e della pittura, sia giapponesi che occidentali, da Shakespeare a Van Gogh fino ai russi Tolstoi, Dostoevski, Gorki. Dopo Vivere del 1952 (il 3 giugno ore 18), arriva un altro capolavoro, I sette samurai, 1954 (il 20 maggio ore 15), seguito da Il trono di sangue (il 25 maggio ore 15), Bassifondi, 1957 e nel ’58 La fortezza nascosta (il 24 maggio ore1 8). Quando l’industria cinematografica giapponese attraversa un forte periodo di crisi finanziaria, anche il grande regista fatica a realizzare i suoi film. Fortunatamente nel ’75, grazie all’aiuto della Mosfil’m di Mosca, può portare a termine l’emozionante western girato in Siberia, Dersu Uzala (il 12 maggio ore 15).  Negli anni Ottanta Kurosawa può ritornare a pieno titolo sul set firmando due capolavori, Kagemusha (il 4 giugno ore 15), 1980 e Ran (il 17 maggio ore 15 e il 27 maggio ore 21), 1985, due atti di accusa contro la follia della guerra. Akira Kurosawa, l’ultimo samurai, nel 1982 alla Mostra di Venezia riceverà il Leone d’oro alla carriera, mentre nel 1990 sarà Hollywood a premiarlo con l’Oscar alla carriera. Nella rassegna a lui dedicata sono presenti anche La sfida del samurai, 1961 (il 29 maggio ore 21 e il 2 giugno ore 19), Dodes’ka-den, 1970 (il 1 giugno ore 21) e Sogni, 1952 (il 3 giugno ore 15).

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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