Cisco e Bandabardò: «”Non fa paura” chiude un cerchio ma è anche un nuovo inizio» (intervista)

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Cisco e Bandabardò
Foto: Gianluca Giannone

Non fa paura è il titolo del nuovo album di Bandabardò e Cisco, in uscita il 20 maggio. Il disco, prodotto da Cisco e Bandabardò per OTR Live e distribuito da BTF, contiene 10 tracce tra brani inediti, oltre che cover e rivisitazioni di brani storici della produzione musicale sia di Bandabardò che di Cisco.

Il progetto discografico, che porterà Bandabardò e Cisco a presentare i brani dal vivo con un tour estivo, nasce da una naturale e lontana esigenza di voler dare vita a una collaborazione tra una delle band più longeve del panorama musicale italiano, con oltre 1500 concerti e più di 25 anni di attività, e la storica voce dei Modena City Ramblers.

Il disco sarà presentato anche con due instore in programma il 20 maggio a Roma (La Feltrinelli, Via Appia Nuova 427, ore 18:00) e il 23 maggio a Firenze (La Feltrinelli, Piazza della Repubblica, ore 21:00).

Il Non fa paura tour, una serie di live in tutta Italia che vede per la prima volta insieme in un progetto dal vivo Bandabardò e Cisco, partirà il 28 maggio.

Questo il calendario del tour

28 maggio – Larino (CB), Piazza Duomo
1 giugno – Livorno, Straborgo
22 giugno – Bologna, BOtanique
7 luglio – Prato, Anfiteatro S. Lucia
9 luglio – Bergamo, NXT Station
12 luglio – Roma, Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma Summer Fest)
16 luglio – Mantova, Bike In
23 luglio – Veroli (FR), Tarantelliri
24 luglio – Manciano (GR), Manciano Street Festival
25 luglio – San Giovanni Valdarno (AR), Festival ORIENTOCCIDENTE | Piazza Masaccio
29 luglio – Treviso, Suoni di Marca
7 agosto – Francavilla al Mare (CH), Blubar Summer Festival
8 agosto – Castrignano de’ Greci (LE), Kascignana Music Fest
9 agosto – Carpino (FG), Festival Carpino in Folk
1 settembre – Sesto San Giovanni (MI), Carroponte
24 settembre – Perugia, Teatro Morlacchi (Anteprima MEI25)
29 settembre – Cagliari, Parco della Musica
30 settembre – Alghero (SS), Lo Quarter
1 ottobre – Riola Sardo (OR), Parco dei Suoni

Bandabardò sarà anche protagonista dell’Estate Fiorentina 2022 con Tre passi avanti, evento tributo che la città di Firenze dedica a Erriquez, l’indimenticabile voce della band, all’interno del cartellone della rassegna. Una grande festa all’insegna della musica, dell’amicizia e della condivisione che si svolgerà il 27 maggio presso l’Anfiteatro delle Cascine Ernesto de Pascale di Firenze.

Sul palco insieme a Bandabardò una serie di ospiti. Tra i colleghi e gli amici che in vario modo hanno incrociato negli anni passati le loro strade con la band fiorentina, alla serata evento parteciperanno: Cisco, Giobbe Covatta, Carmen Consoli, Ginevra Di Marco, Jacopo Fo, Folcast, Enzo Iacchetti, Max Gazzè, Gabriella Martinelli, Mirkoeilcane, Erica Mou, Negrita, Saverio Tommasi, Paola Turci e Piero Pelù.

L’evento, comunicato sui social, è già sold out e ha registrato il tutto esaurito a meno di 24 ore dalla messa in vendita dei biglietti.

L’intervista

Abbiamo raggiunto Cisco e Finaz per farci raccontare questa nuova avventura, partendo dall’analisi delle canzoni del nuovo album: ecco il riassunto della nostra chiacchierata.

Volevo partire da una delle cover, che non conoscevo e che mi ha colpito molto per il suo stile in bilico tra Gaber e Jannacci. Sto parlando di Una gita su Po.
Cisco: È una canzone che appartiene alla mia generazione, di quando ero ragazzino, è un brano scritto da Gerardo Carmine Gargiulo nell’81-82.
Avevo memoria di questa canzone, che è un po’ caduta nel dimenticatoio, poi l’anno scorso mentre guardavo una trasmissione in tv sento un frammento di questo brano e mi si accende una lampadina nel cervello, quindi sono andato a recuperarla e ho visto che in effetti nessuno l’aveva mai riproposta in questi quarant’anni, allora ho pensato che valesse la pena farne una versione nostra. Poi è successa questa collaborazione insieme alla Bandabardò e ho pensato che fosse perfetta, perchè è un brano che la Banda può suonare benissimo.
In più è un pezzo che sento molto mio, perchè essendo della bassa emiliana e vivendo vicino al Po, pensare a questo racconto fantomatico di gite sul Po organizzate da altri paesi per passar la domenica e dimenticarsi la fabbrica mi faceva molto ridere.

Come idea di racconto di fuga dalla fabbrica verso il giorno libero mi ha ricordato molto L’operaio della Fiat 1100 di Rino Gaetano.
Cisco: Bravissimo. Perchè Gargiulo prendeva spunto da Gaetano e da Bennato, che all’epoca erano dei riferimenti assoluti.
Poi lui ha smesso di fare musica, ha scritto per altri e ora è un avvocato di successo a Milano. Noi l’abbiamo contattato, gli abbiamo chiesto se potevamo fare una nuova versione di Una gita sul Po e lui era molto contento, quindi abbiamo deciso di inserirla nel disco perchè merita di essere rivalutata, riascoltata e conosciuta.

Mi hanno colpito anche le due canzoni a tema “sportivo”, ovvero Pioggia e Sole, dedicata alla passione per il calcio, e Gilles, per l’indimenticato Villeneuve.
Cisco: Pioggia e Sole racconta anche la storia del rapporto tra un figlio e un padre.
A volte siamo distanti dai nostri genitori come lo sono magari i miei figli da me, però c’è qualcosa che ci lega: in questo caso mi legava a mio padre la passione per il Bologna e il fatto che lui mi prendesse, mi mettesse una sciarpa attorno al collo e poi andassimo allo stadio insieme.
Per me era un momento di grande gioia e ancora oggi, quando penso a lui che non c’è più, è un ricordo bellissimo che ho, di come andando insieme allo stadio mi faceva scoprire questo bellissimo mondo del calcio.
Ovviamente io canto “era il Bologna”, ma ognuno potrebbe metterci la propria squadra, perchè è una storia di tutti, di amore per il pallone.
Finaz: non tutte, la Juve no. (ride, ndr).

Finaz: Per quello che riguarda Gilles, lui era un eroe. Si parla anche di eroi nel disco, però lui al di là della spettacolarità del suo modo di condurre la macchina, è quella figura che butta sempre il cuore oltre l’ostacolo. A lui non interessava arrivare piazzato, che fosse secondo o terzo, voleva solo vincere.
Ad un certo punto anche Jody Scheckter gli disse “tu se guidi così non vincerai mai un campionato”, e lui gli rispose “per me l’importante è fare quella cosa lì, dare il massimo ed essere tutt’uno con la macchina”.
Da un certo punto di vista è un po’ la metafora del nostro percorso: noi non abbiamo mai puntato al primo posto in classifica o ad essere passati dai grandi network radiofonici. È successo, ma non era voluto.
È anche un po’ la storia di questo disco, che è un figlio non cercato, ma che poi è arrivato, è bellissimo, lo amiamo alla follia e siamo stati contenti di averlo fatto.

Un altro brano importante è Sono un eroe, che con un velo di ironia punta il dito su un “eroismo da divano”.
Cisco: clamorosamente è stata una canzone anticipatoria, perchè è stata scritta prima che scoppiasse la guerra in Ucraina.
Ho voluto fare in qualche modo il paragone tra la mia generazione, che ha vissuto anche momenti difficili come quello della pandemia, che è stato certamente uno dei momenti più tragici della nostra vita, pensando però anche ai miei nonni, che avevano vissuto due guerre mondiali, la fame, la miseria, eppure hanno fatto chi 6, chi 9 figli, e li hanno anche tirati su.
Volevo fare questo parallelo sottolineando il fatto che noi ci siamo sentiti e ci hanno fatti sentire eroi perchè siamo semplicemente rimasti chiusi in casa in pantofole davanti alla tv a fare le nostre salsiccie alla griglia e ad aprire le birrette per evitare una tragedia più grande.
Pensando però a cosa hanno dovuto passare i nostri nonni mi è venuta fuori la vena polemica, perchè obiettivamente stare in casa a non far nulla è una cosa che possiamo fare senza enormi sforzi, quindi evidentemente abbiamo abusato di termini di cui forse non capiamo neanche il vero significato.

L’ultima canzone è quella che dà il titolo a tutto l’album, ed ha un titolo emblematico, ovvero Non fa paura. Che cos’è che non fa paura per voi?
Finaz: in realtà la vita è meravigliosa, il mondo è bello, ma ci sono anche cose che non lo sono, quindi spesso e volentieri alcune cose ci possono atterrire, e ultimamente ce ne sono diverse: prima la pandemia, ora la guerra. Sono cose che ciclicamente sono sempre successe nella storia, però la vita va avanti e combatte qualunque cosa.
Non fa paura è quindi un inno a scuotersi, a non essere l’eroe in ciabatte che si limita a soddisfare il proprio dovere civico mettendo un like, è una riflessione sulla vita tout-court.
Secondo me Cisco in questo testo è riuscito a sintetizzare quella che è la spinta evolutiva dell’uomo: se l’essere umano si fosse cullato delle sue paure ci saremmo bloccati, mentre invece bisogna andare avanti, pur sempre senza esagerare. Ricollegandomi a Gilles, non si tratta di un elogio dell’incoscienza, ma dell’elogio ad un certo tipo di atteggiamento di fronte alle sfide personali.
Noi della Banda, oltre alla pandemia, oltre alla guerra, abbiamo vissuto la perdita di Erriquez, e questa cosa ha completamente distrutto e dilaniato quello che era il nostro mondo da trent’anni: è stato come perdere uno di famiglia, un fratello.
Ovviamente ci ha creato un po’ di terrore, di timore, avevamo quasi voglia di smettere, ma alla fine grazie alla collaborazione con Cisco abbiamo trovato la formula giusta ed è uscito questo disco, che ha al suo interno un po’ di amarcord, ma getta uno sguardo anche sul mondo di oggi.
In realtà non volevamo nemmeno mettere un titolo al disco, volevamo chiamarlo solo Bandabardò e Cisco. Poi i nostri collaboratori ci hanno fatto riflettere sul fatto che Non fa paura chiude un po’ il cerchio, sia del disco che del periodo che stiamo vivendo, e anche delle nostre vicende personali.
Qualcosa ci deve far paura perchè ci deve fare riflettere, ma la paura non ci può bloccare.
Ad esempio ieri ero a vedere il concerto per il quarantennale dei Litfiba, e per la prima volta dalla fine della pandemia mi sono trovato non sopra il palco ma sotto, spalla a spalla con altre persone, e mi ha fatto un po’ strano, perchè lì per lì quando vedi qualcuno starnutire o tossire un po’ di paura ti viene: quelli che una volta erano gesti normali, come scambiarsi una birra o una canna con una persona che non hai mai visto in vita tua, sono diventati gesti da evitare, quasi fossero cose da pazzi.

L’ultima domanda prende spunto proprio dai Litfiba: qualche settimana fa ero al concerto di apertura di questo Ultimo girone di Piero e Ghigo, e Piero dal palco ha dedicato Il volo a Ringo De Palma, Candelo Cabezas e proprio Erriquez. Inoltre il 27 maggio a Firenze ci sarà Tre passi avanti, un evento per ricordarlo.
Finaz:
Questa cosa gli fa molto onore. Piero è un amico da sempre, ma soprattutto era da sempre amico di Enrico: si conoscevano da quando avevano dieci anni e andavano al mare insieme. Forse è la persona che l’ha conosciuto più di tutti a livello di arco temporale, poi è chiaro che negli ultimi trent’anni come Bandabardò avevamo vissuto fianco a fianco.
Inoltre lui è stato uno dei pochi, oltre il circolo della Banda, a sapere della malattia di Enrico. Lui gliel’ha detto proprio perchè avevano un rapporto molto stretto, ma ha mantenuto il riserbo fino all’ultimo perchè Enrico non voleva che la sua malattia venisse spettacolarizzata, ma voleva viverla con i suoi congiunti e con gli amici più stretti, cercando di lottare fino all’ultimo come ha fatto.

Proprio per questo Piero è stata una delle prime persone, oltre a Cisco, che abbiamo invitato alla grande festa, perchè è giusto che sia chiamata festa, per ricordare Erriquez. Lui non voleva essere ricordato con piagnistei, fiori o cose tristi, ma con una grande festa in suo onore.
Uno dei suoi racconti preferiti, di cui mi ha sempre parlato da quando l’ho conosciuto, è il primo delle Due storie del porto di Bahia di Jorge Amado, dove c’è il funerale di questo acquaiolo e il suo cadavere viene portato per tutta Salvador De Bahia come se fosse una festa. Questo secondo me deve essere il modo di ricordare una persona che ha vissuto nella gioia e che quindi deve essere ricordata con gioia.
Chiaramente il 27 ci sarà commozione, ci saranno momenti in cui il nostro cuore sarà dilaniato, strappato. Ci saranno risa, pianti e tutto quello che fa parte della vita.
La cosa bella è che tanti artisti, tanti colleghi hanno voluto festeggiarlo con noi, e tutti verranno spontaneamente con una gran voglia di testimoniare la loro stima e la loro amicizia nei confronti della Banda, ma soprattutto del nostro amato Enrico.

Questa la tracklist di Non fa paura

1. Come accendini accesi
2. In Patagonia
3. Gilles
4. Un maglione di lana irlandese
5. Una gita sul Po
6. Onda granda
7. Pioggia e Sole
8. Sono un eroe
9. Manifesto
10. Non fa paura

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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