È partito il Vasco live 2022: tanto Kom… poco Blasco

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vasco trento

Con la doppietta di Trento (il primo live per i 12.000 iscritti al fan club e il secondo per 120.000 spettatori paganti) sì è aperto il tour di Vasco Rossi.

Un tour già completamente sold, con 660.000 biglietti venduti: oltre ai 120.000 di ieri sera si aggiungeranno gli oltre 80mila presenti a Milano, oltre 88mila per Imola e oltre 140mila per le due date di Roma.

Il palco è mastodontico: lungo 90 metri, con 1.500 unità illuminanti e 750.000 watt di potenza sonora distribuiti su un impianto che conta tra l’altro su 20 torri delay per irradiare in modo omogeneo il suono in tutta l’area dell’evento.

Molto particolari e suggestivi gli schermi curvi che abbracciano la parte centrale del palco, ma in generale l’impatto visivo che si ha è davvero notevole, con gli effetti video sfruttati in maniera magistrale per permettere la migliore delle esperienze possibili anche a chi si trova molto lontano.

Sopra il palco troviamo alcune novità: confermata in blocco la band del tour 2019, con Matt Laug alla batteria, Andrea Torresani al basso (il Gallo, Claudio Golinelli, è la “guest star” dei bis), Frank Nemola a tastiere, programmazioni e cori, Alberto Rocchetti a tastiere, pianoforte e cori, Beatrice Antolini a percussioni, pianoforte e cori, Vince Pàstano e Stef Burns alle chitarre. La new entry di questo tour è costituita dalla sezione fiati, formata da Andrea Ferrario al sax, Tiziano Bianchi alla tromba e Roberto Solimando al trombone.

Ma veniamo al concerto vero e proprio: una trentina di brani per quasi due ore e quaranta di spettacolo, in cui a farla da padrone, ovviamente, sono le canzoni pubblicate durante questi ultimi anni e mai suonate dal vivo. Su tutte quelle dell’ultimo album di inediti, Siamo qui, oltre a Se ti potessi dire, singolo pubblicato nell’inverno del 2019, quando la pandemia non era ancora scoppiata.

Vasco ha voglia di cantare i nuovi brani al pubblico, e lo ripete più volte, così come fremeva di riabbracciare il suo popolo, che ha pazientemente atteso prima per un paio d’anni con i biglietti del concerto nel cassetto, poi per ore sotto il sole della Trentino Music Arena che arrivassero le 21.30 e scattasse il via dello show, lievemente posticipato per permettere a tutti di entrare nell’area concerto in tempo per l’inizio del live.

Tanto Kom, si diceva nel titolo: oltre ai brani del nuovo album (ben 6 in scaletta), vengono riproposte alcune canzoni del recente passato, come L’uomo più semplice ed Eh… già (“ormai io sono vaccinato… con la terza dose!” ironizza Vasco), oltre a Se ti potessi dire (“erano due anni, anzi tre che volevo cantare questa canzone dal vivo… Finalmente!!”) mentre il salto negli anni ’80 è affidato prima ad Amore… aiuto, brano dell’82 contenuto in Vado al massimo e mai eseguito dal vivo in 40 anni, e poi a ….Muoviti!, stravolta in un arrangiamento tendente al funky che però lascia un po’ perplessi: gli echi dello schiaffo in faccia dato delle chitarre di Braido e Devoti in apertura di Fronte del palco suonano ancora troppo forti per poter digerire questa nuova versione.

Tra i grandi classici immancabili (Un senso, Siamo soli, Gli spari sopra, C’è chi dice no, Rewind, Sally, Siamo solo noi) trova spazio un’altra manciata di “ripescaggi” dal passato: Ti taglio la gola, che già era presente nell’ultimo tour, quello del 2019, Sballi ravvicinati del terzo tipo, che rientra in scaletta dopo Modena park e, per la prima volta dopo 20 anni in versione integrale e nel suo arrangiamento originale, Toffee, probabilmente la vera grande chicca di questo live insieme ad Amore…aiuto. Mancava da vent’anni dal vivo anche Ti prendo e ti porto via, eseguita l’ultima volta sul palco a San Siro ’03.

Decisamente curiosa la versione che viene proposta di Delusa: Vasco intona la prima strofa e il ritornello, per poi andare dritti al finale. Dopo qualche secondo di pausa la storia si ripete con la seconda strofa, e di nuovo ritornello e chiusura. Sarebbe davvero curioso sapere il motivo di questa scelta, quantomeno bizzarra e inaspettata.

La chiusura del concerto è quella di sempre: Vita spericolata e Canzone voce e piano, Vasco che manda il solito saluto a tutti quelli che non ci sono più ma che sono sempre con noi (e il pensiero vola ovviamente a Massimo Riva), e l’immancabile gran finale con Albachiara, accompagnata da una festa di fuochi d’artificio.

Vasco è Vasco, e ovviamente non si può mettere in discussione chi ha polverizzato la bellezza di 660.000 biglietti per un tour composto da una manciata di date, e lo spettacolo offerto è davvero grandioso.

Diciamo però che nonostante si sapesse che a causa dell’uscita del disco nuovo una grossa fetta di scaletta sarebbe stata monopolizzata da quei brani, qualche fan tra quelli più storici ha storto la bocca nel ritrovarsi ad ascoltare tra i cosiddetti “ripescaggi” canzoni che non sono certo capolavori, come L’uomo più semplice o Eh…già, quando il “tuffo negli anni ’80” poteva essere certamente più corposo, per accontentare anche chi è più legato al Blasco piuttosto che al Kom.

La scaletta del concerto

1. XI comandamento
2. L’uomo più semplice
3. Ti prendo e ti porto via
4. Se ti potessi dire
5. Senza parole
6. Amore… aiuto
7. ….Muoviti!
8. La pioggia alla domenica
9. Un senso
10. L’amore l’amore
11. Interludio live 2022
12. Tu ce l’hai con me
13. C’è chi dice no
14. Gli spari sopra
15. ….Stupendo
16. Siamo soli
17. Una canzone d’amore buttata via
18. Ti taglio la gola
19. Rewind
20. Delusa
21. Eh… già
22. Siamo qui

23. Sballi ravvicinati del terzo tipo
24. Toffee
25. Sally
26. Siamo solo noi
27. Vita spericolata
28. Canzone
29. Albachiara

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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