Edoardo Bennato live a Vicenza: non sono solo canzonette

0
Edoardo Bennato

Edoardo Bennato è un uomo e un artista libero che non si è mai venduto alle logiche del mercato, a questa o a quella fazione, come cantava in Venderò (“ogni cosa ha il suo prezzo / ma nessuno saprà / quanto costa la mia libertà”).
Ieri sera nella tappa vicentina del Peter Pan rock’n’roll tour ce lo ha confermato ancora una volta dal palco del Teatro Comunale, inserendo in scaletta brani che non venivano eseguiti da tempo, ma utili a commentare la situazione mondiale, soprattutto in riferimento alla guerra in Ucraina.

La struttura del concerto è la stessa degli ultimi tour, e vede una parte iniziale con Edoardo accompagnato dal Quartetto Flegreo (I° Violino: Simona Sorrentino, II° Violino: Anna Velichko, Viola: Luigi Tufano, Violoncello: Marco Pescosolido), un intermezzo dove sul palco c’è solo il cantautore di Bagnoli a ricordarci la sua abilità di “one man band” tra chitarra, armonica, kazoo e grancassa, per poi sfociare nel rock insieme alla Be Band, composta da Roberto Perrone alla batteria, Arduino Lopez al basso, Raffaele Lopez alle tastiere, Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato alle chitarre.

Se la struttura del concerto è quella degli ultimi live, la scaletta è profondamente modificata, rendendo il live di ieri sera un vero e proprio inno alla pace, contro tutte le guerre.
Moltissimi i riferimenti al conflitto, e nessuno viene risparmiato: dall’umanità in generale con A cosa serve la guerra (“a cosa serve la guerra / diciamoci la verità / serve soltanto a vincer la gara / dell’inutilità”), agli statunitensi con Stop America, scritta ai tempi del conflitto in Afghanistan, ma anche ai russi, sulle note di Tutto sbagliato baby.

E in mezzo ci siamo noi, in balìa di chi ci governa e delle loro decisioni. E allora Bravi ragazzi (“ed è stato proprio commovente / vedere tutti quei grandi sacrificare le proprie idee / in nome del bene della gente / Poi hanno dato severe istruzioni / di stare calmi e di stare buoni / Buoni, su, buoni ragazzi / ma non è il caso di agitarsi / Bravi, su, fate i bravi ragazzi / vedrete che poi sistemeremo tutto”) e Arrivano i buoni (“Arrivano i buoni ed hanno le idee chiare / ed hanno già fatto un elenco / di tutti i cattivi da eliminar / Ma chi l’avrebbe mai detto / che erano così tanti / i cattivi da eliminar / Così i buoni adesso hanno fatto una guerra / contro i cattivi, però hanno assicurato / che è l’ultima guerra che si farà”) sono il ponte perfetto che collega il potere tra pandemia e conflitto in atto.

Parla poco, Edoardo. Le sue canzoni, d’altronde, non hanno bisogno di spiegazioni. Le parole sono semplici, dirette, e arrivano dritte al punto.
In uno dei pochi momenti in cui si concede una breve pausa da un concerto dal ritmo serratissimo, invita il pubblico a coltivare i propri dubbi, come ha sempre fatto lui, che non hai mai avuto dubbi soltanto sul rock’n’roll, per poi eseguire inevitabilmente Abbi dubbi, canzone che dà il nome all’album del 1989.

C’è spazio anche per un paio di canzoni tratte dall’ultimo album, Non c’è: stiamo parlando di Italiani, con le immagini dei nostri connazionali che hanno fatto la storia della cultura di questo paese, da Jannacci a Dalla passando per Gaber, Sordi, Enzo Biagi e molti altri, con una chiusura dedicata a Gino Strada, tra gli applausi del pubblico.
L’altro brano recente è La realtà non può essere questa, scritta durante il lockdown insieme al fratello Eugenio, che punta il dito contro internet, realtà che ci permette di arrivare ovunque e di trovare qualsiasi cosa in un attimo, ma che in realtà ci rende anche più soli.

Tra le canzoni scelte apposta per l’occasione sulla scia della situazione geopolitica mondiale, non mancano comunque i grandi classici: L’isola che non c’è, La fata, Sono solo canzonette, Il gatto e la volpe, Le ragazze fanno grandi sogni, oltre a Mangiafuoco e Il rock di Capitan Uncino, dove la band al gran completo scatena la propria potenza rock’n’roll, “costringendo” il pubblico in sala ad alzarsi e ballare.

Il primo bis è il brano che abbiamo citato in apertura, ovvero Venderò, eseguita voce e chitarra dal solo Edordo: una dichiarazione di intenti a cui è riuscito a restare fedele, rimanendo coerente negli anni a quanto cantava nel lontano 1976, quando la canzone venne pubblicata ne La torre di Babele (album ripubblicato da poco in versione speciale).
Dopo Meno male che adesso non c’è Nerone e Un giorno credi, primo successo discografico datato 1973, la chiusura è affidata a Nisida, reggae rock che ironizza (ma non troppo) sull’isola del golfo di Napoli, che è “un’isola e nessuno lo sa”, dato che non può essere frequentata dalla popolazione nè utilizzata a scopi turistici perchè non accessibile al pubblico, in quanto ospita sia il carcere minorile di Napoli che il Comando Logistico della Marina Militare Italiana, che è andato a rimpiazzare il Comando Marittimo Alleato della NATO.

Due ore e mezza di grande musica e una trentina di brani “per farci soprattutto divertire”, come afferma Bennato al momento dei saluti, ma con un focus particolare sulla situazione mondiale che stiamo vivendo in questi mesi.
Per ricordarci, qualora ce ne fosse bisogno, che quelle che Edoardo Bennato ha scritto e cantato in quasi 50 anni di carriera… non sono solo canzonette!

I prossimi concerti del “Peter Pan rock’n’roll tour”

19 giugno – Plan de Corones (BZ), Kronplatz Music Summer
28 giugno – Milano, Teatro degli Arcimboldi
16 luglio – Villafranca (VR), Castello scaligero
23 luglio – Riola Sardo (OR), Parco dei suoni
3 agosto – Roseto degli Abruzzi (TE), Stadio comunale Fonte dell’Olmo
27 agosto – Biasca (Svizzera), Opena Air Spartyto

La scaletta del concerto

1. Dotti, medici e sapienti
2. In fila per tre
3. Fantasia
4. L’isola che non c’è
5. La fata
6. A cosa serve la guerra
7. Cantautore
8. Abbi dubbi
9. Sono solo canzonette
10. Il gatto e la volpe
11. Arrivano i buoni
12. La torre di Babele
13. Bravi ragazzi
14. Mangiafuoco
15. Stop America
16. Magari sì magari no
17. Lo zio fantastico
18. A Napoli 55 è ‘a musica
19. Italiani
20. Tutto sbagliato baby
21. Rinnegato
22. La realtà non può essere questa
23. Io vorrei che per te
24. Le ragazze fanno grandi sogni
25. Il rock di Capitan Uncino

26. Venderò
27. Meno male che adesso non c’è Nerone

28. Un giorno credi
29. Nisida

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome