Nina Zilli presenta il suo romanzo “L’ultimo di sette” al Festival della Parola di Chiavari 

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Nina Zilli

Venerdì 3 giugno alle ore 19 Nina Zilli presenta il suo primo romanzo L’ultimo di sette al Festival della Parola di Chiavari.  Per l’occasione, ha realizzato un breve video in cui disquisisce attorno al concetto di “ostinazione”, parola-chiave del Festival di quest’anno.

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Nina Zilli è continuamente alla ricerca di novità. Dopo dieci anni abbondanti di successi (la sua prima hit, 50mila, risale al 2009), potrebbe rifugiarsi nella sua comfort zone e continuare a fare le cose che ha dimostrato di saper fare bene: cantare, scrivere canzoni, presentare programmi televisivi. Ma Nina è uno spirito inquieto e vuole percorrere strade nuove. Così, durante il lockdown, si è cimentata con la scrittura. Non quella breve fatta di poche strofe che è il testo di una canzone, ma quella ad ampio respiro rappresentata dalle circa 250 pagine di un romanzo. Romanzo di formazione, si dice in questi casi. Però molto ben costruito e basato su una tecnica di scrittura niente affatto banale.

L’ultimo di sette (252 pag., 17 €, Rizzoli) è impostato come un collage. Si raccontano le storie di molte persone, e di volta in volta quello messo in primo piano diventa il protagonista. In realtà i personaggi principali sono due: Anna, una gallerista molto quotata, perennemente in giro per il mondo per un vernissage o per vendere un’opera. E Raffaello, un trombettista jazz davvero talentuoso «dall’aria sexy e stropicciata». S’incontrano durante un’asta di beneficienza e vivono una notte appassionata. Ma una soltanto. Lei da dodici anni è fidanzata con Marco, la loro storia va avanti senza entusiasmo, però nessuno dei due ha il coraggio di troncarla. Raffaello è troppo preso dalla sua musica per riuscire a guardare oltre. In un gioco d’incastri molto efficace, capace di tenere costantemente desta l’attenzione del lettore, entrano ed escono dalla storia altri personaggi: Rita (che ha un segreto inconfessabile), Alberto (che sta riscoprendo l’amore grazie a Luca), lo stesso Marco (consapevole di perdere Anna ogni giorno che passa, eppure incapace di reagire), Sandra (una soprano che non vuole sentir parlare di avere un altro figlio) e sua madre Rita.

La storia dura una settimana e il romanzo è suddiviso in sette capitoli (ecco il perché del titolo). I riferimenti musicali vengono fuori in continuazione. Nina Simone, per dire, è citata già a pagina 21, e con una certa frequenza fanno capolino grandi interpreti come Dinah Washington, Ella Fitzgerard, Billie Holiday, Etta James, Sarah Vaughan (citata con nomignolo di Sassy), oltre a Chet Baker, Miles Davis, Bob Marley, Peter Tosh, Jim Morrison, Faith No More, Lucio Dalla e parecchi altri. Numerose pure le citazioni di romanzi e film, dall’Insostenibile leggerezza dell’essere a James Bond e Pulp Fiction.

Spesso la scrittura di Nina è ironica, e non risparmia frecciatine a nessuno: «L’arte è una cosa da egoisti, nessuno credo la faccia veramente per gli altri e anche se gli artisti così esistono, si chiamano in un altro modo», dice a un certo punto Anna.

Mentre parlando di Bat Botox (una milionaria che ha partecipato all’asta di beneficienza), afferma: «ha fatto talmente tanti interventi che non riesco a immaginare il punto di partenza della sua faccia, non si leggono neanche più i confini tra fronte e mascella, ha il filtro Barbara D’Urso incorporato, non capisco nemmeno le sue emozioni».

Insomma, mentre la storia si sviluppa, Nina ama immergersi nei personaggi che tratteggia, definendone con una certa efficacia i contorni fisici e caratteriali. A volte prende di mira certi stereotipi proposti dalla tv; più spesso “gioca in casa” e, anche se ogni volta che parla del suo romanzo ci tiene a sottolineare che non è autobiografico, in realtà qui e là s’intersecano cenni autobiografici. Magari non soltanto dell’autrice, ma di persone che le sono vicine, amici, fidanzati, genitori.

Ovviamente è vietatissimo spoilerare il finale perché, pur non essendo un noir, un po’ ne ha la struttura, e il lettore è portato a domandarsi cosa succederà nelle pagine successive. Un risultato, questo, che nelle maggior parte dei casi si acquisisce dopo anni “di mestiere”. A Nina Zilli è venuto naturale fin dal primo colpo. Pure questa una coincidenza, come le tante che si susseguono mentre il romanzo sviluppa la sua trama?   

NIna Zilli

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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