“Ferrara La Città del Cinema”: l’arte cinematografica può nascere anche in provincia

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Stefano Muroni

Si può studiare e poi realizzare cinema in provincia? Il progetto “Ferrara La Città del Cinema” è la testimonianza che si può. In pochi anni, nella città degli Estensi, è nata un’esperienza che rapidamente è cresciuta e che ancora non vuole fermarsi. L’ideatore è Stefano Muroni, attore di 33 anni che non ha avuto paura di lanciarsi in prima persona in un’avventura inedita, che ha riscosso un immediato successo. Lo abbiamo intervistato.

Stefano Muroni

Che cos’è “Ferrara La Città del Cinema”?
Sono tante cose. La prima è l’idea di creare una città ideale, ma concreta, del cinema, dove nello stesso territorio un adolescente che voglia entrare nel mondo del cinema, dell’arte e della creatività non si senta abbandonato a sé stesso. Questo giovane a Ferrara si può preformare internazionalmente, formare professionalmente e muovere i primi passi nel mondo del lavoro. “Ferrara La Città del Cinema” è una vera filiera creativa, un ecosistema artistico costituito da scuole per adolescenti, campus internazionale di teatro, scuole nazionali del cinema e società di produzione.

Andiamo per gradi. Qual è il primo passo?
Un adolescente a Ferrara può frequentare il Centro preformazione attoriale, che è la prima scuola in Italia di teatro, cinema e tv pensata per i più giovani. È una scuola che dura tre anni, con lezioni due giorni alla settimana, e la possibilità di borse di studio. Si può inoltre vivere un’esperienza internazionale pur rimanendo in Italia, nella provincia di Ferrara, a Villa Mensa, riconosciuta anche dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Ogni anno cento ragazzi, dai cinque continenti, si ritrovano nella prima settimana di agosto per studiare commedia dell’arte e comicità contemporanea.

Tenda Summer School Junior

Il passo successivo?
Quando uno finisce il liceo, dopo aver frequentato il Centro preformazione attoriale e il Tenda Summer School, non è obbligato ad andare a Roma o Los Angeles. A Ferrara, infatti, c’è la Scuola d’arte cinematografica “Florestano Vancini”, una delle tre scuole in Italia strutturata sul modello delle grandi scuole di cinema d’Europa. Le altre due sono a Roma. Dura tre anni e prevede lezioni tutti i giorni. È una scuola di altissima qualità, che ti rende un professionista.

Resta da dire della società di produzione…
Si chiama Controluce Produzione e negli ultimi anni ha prodotto film che sono passati in prima serata su Sky e sulla Rai. Ad ottobre gireremo il nostro terzo film, finanziato dal ministero. Molti dei ragazzi che usciranno a breve dal terzo anno della “Vancini” esordiranno nel nostro film.

Possiamo parlare di un miracolo di provincia?
Sì, prima a Ferrara non c’era niente in questo campo. Io sono ferrarese e sono dovuto andare a Roma per studiare al Centro sperimentale di cinematografia: su 1200 candidati ne prendevano 8. Finito il Centro sperimentale, nessuno mi ha cercato. Per esperienza personale, quindi, sapevo che in Italia non esisteva una filiera creativa. Uscendo dalle più prestigiose scuole di cinema italiane non c’era un contatto diretto col mondo del lavoro. Io ho dovuto sbattere la testa contro tante porte chiuse, prima di iniziare a scrivere, produrre ed interpretare i miei film. Così ho sognato questa città, Ferrara da sempre è una città del cinema. È la città di Antonioni, Rambaldi, Vancini, Giorgio Bassani e Folco Quilici. Ferrara ha un grande passato cinematografico, qui è nato il neorealismo con Ossessione di Visconti, Paisà di Rossellini in parte è girato nel delta del Po e nel ferrarese hanno lavorato Mario Soldati, Pupi Avati, Olmi e tanti altri. Negli ultimi 20/30 anni però non si è fatto più cinema dalle nostre parti. Tutte queste riflessioni sono poi convogliate nel progetto di “Ferrara La Città del Cinema”.

Cosa si insegna alla Scuola d’arte cinematografica?
Recitazione, regia, sceneggiatura, montaggio e post-produzione. Stiamo lavorando per proporre l’anno prossimo anche direzione della fotografia e animazione, l’idea è quella di arrivare pian piano a tutti i mestieri del cinema. Crediamo ancora che il cinema possa essere “arte cinematografica”, come ci è stato insegnato dai grandi padri fondatori del cinema italiano, da Pasolini a De Sica. La scuola esiste da tre anni, siamo aperti da poco, ma non partiamo da zero. Abbiamo docenti che hanno vinto David di Donatello, Nastro d’Argento e che per anni hanno insegnato al Centro sperimentale di cinematografia. Abbiamo messo assieme i contatti, le idee e le professionalità e poi è nata la scuola. Nel settore credo che sia quella che cresce di più in Italia. Ad oggi abbiamo 150 allievi e c’è una selezione: mediamente ne prendiamo uno su tre, abbiamo il triplo delle richieste rispetto ai posti disponibili. Gli studenti arrivano da tutta Italia.

Scuola Florestano Vancini

Perché avete intitolato la scuola a Vancini?
L’idea era quella di fare memoria di un grande cineasta ferrarese, famoso in Italia e in Europa, ma un po’ dimenticato negli ultimi anni. In Florestano Vancini c’era quell’arte cinematografica che a noi interessa ed insegniamo. Nei primi anni di carriera ha realizzato i suoi documentari con pochi mezzi ed erano i documentari più belli del Novecento. Questa è la forma artigianale del cinema, che vogliamo trasmettere ai nostri allievi. Inoltre, Vancini ha dimostrato che pur rimanendo sul proprio territorio si può arrivare a vincere a Venezia. Con La lunga notte del ’43, nel 1960, ha vinto il Premio opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia. Questa è stata la sua lezione: se hai qualcosa da raccontare puoi rimanere sul tuo territorio, raccontarlo e produrre arte cinematografica. Lo stesso hanno fatto Olmi e Bertolucci in altre zone d’Italia.

Anche lei testimonia che è possibile fare cinema nella propria città…
Sì, il mio primo film era dedicato al terremoto dell’Emilia Romagna ed è passato su Sky in prima serata. Il secondo era su Don Giovanni Minzoni, parroco ucciso dai fascisti nel 1923 in provincia di Ferrara, ed è stato trasmesso dalla Rai in prima serata. Raccontiamo storie del territorio che interessano a tutti, questa è la filosofia della scuola.

Stefano Muroni

Cosa c’è nel futuro della scuola?
Come dicevo prima stiamo lavorando per aprire l’anno prossimo il triennio direzione della fotografia e animazione. Vorremmo piano piano, ampliando anche la sede, immettere tutti i mestieri del cinema. Entro l’anno, inoltre, saremo la prima scuola di cinema in Italia a lanciare un videocorso. Sarà di trenta lezioni, ciascuna della durata di mezz’ora, e sarà dedicato al tema della creazione di un cortometraggio. Nessuna scuola ha mai lanciato un videocorso. Lo fa la Holden, ma sulla scrittura creativa.

A breve, invece, cosa bolle in pentola?
I ragazzi del terzo anno si diplomeranno e stanno finendo di realizzare il loro cortometraggio di diploma. La scuola investe su questo, ognuno ha un piccolo budget, e i cortometraggi saranno poi distribuiti dalla distribuzione festivaliera Premiere Film. Inoltre ci stiamo preparando per ottobre, quando gireremo il nostro terzo film, insieme anche ad alcuni allievi della “Florestano Vancini”. Il film è stato finanziato dal ministero e dall’Emilia Romagna Film Commission. I ragazzi si diplomano a giugno e ad ottobre saranno sul set, a pochi chilometri dalla scuola.

Arte cinematografica vuol dire anche economia?
Ad oggi lavorano con noi 35/40 persone, fra docenti, direttori artistici, collaboratori assistenti ed esperti di comunicazione e marketing. Due allieve che si diplomano a giugno inizieranno subito a lavorare con noi nel team produzione della filiera. Tutto questo è legato all’arte, ma crea anche un indotto economico ed occupazione. Il futuro dell’Italia deve essere questo: investire sulle industrie creative credo che sia l’ultima speranza per alcuni territori.

Per maggiori informazioni potete consultare i siti di Ferrara La Città del Cinema e della Scuola d’arte cinematografica “Florestano Vancini”.

Symeoni Festival
Quest’anno a Ferrara è stato organizzato anche il Symeoni Festival, dedicato a Sandro Simeoni

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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