Questa mattina, presso Palazzo Santa Lucia a Napoli, alla presenza di Gigi D’Alessio, dell’amministratore unico della Fondazione Campania dei Festival Alessandro Barbano, del sindaco della città Gaetano Manfredi, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e del vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai Claudio Fasulo si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Uno come te – 30 anni insieme, il concerto-evento che celebra i primi trent’anni di musica e di grandi successi del cantautore napoletano. L’evento andrà in scena il 17 giugno in diretta su Rai Uno e Radio 2.
D’Alessio ripercorrerà per l’occasione la sua carriera musicale e televisiva attraverso le sue canzoni. Ad accompagnarlo in questo viaggio ci saranno un’orchestra d’eccezione diretta dal Maestro Adriano Pennino e tantissimi ospiti straordinari: Amadeus, Alessandra Amoroso, Fiorello, Vanessa Incontrada, Achille Lauro, LDA, Fiorella Mannoia, Vincenzo Salemme, Eros Ramazzotti, Alessandro Siani, Mara Venier, Andrea Delogu, Stefano De Martino, Maurizio Casagrande, Clementino, Luchè, Massimo Alberti, Francesco Merola, Rosario Miraggio, Geolier, Lele Blade, MV Killa, Samurai Jay, Enzo Dong, Vale Lambo, Franco Ricciardi e Ivan Granatino.
Con il supporto di RAI per il Sociale, durante la diretta del concerto-evento sarà promossa la raccolta fondi straordinaria con il numero solidale 45592, lanciata dalla Fondazione Santobono-Pausilipon di Napoli, per accogliere e curare i bambini affetti da patologie gravi provenienti dall’Ucraina.
Nel luogo simbolo della sua città, scaldato dal grande abbraccio del pubblico, Gigi emozionerà e coinvolgerà i suoi fan alternando note e parole, raccontando le fasi della sua vita e carriera, dai suoi primi passi in musica alle cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, fino ad arrivare al successo ottenuto negli States e in Sudamerica, ricordando gli incontri più importanti e anche i momenti più “difficili”, professionali e non, della sua vita.
Dopo la data del 17 giugno, Gigi D’Alessio tornerà sul palco di Piazza del Plebiscito a Napoli il giorno seguente, sabato 18 giugno, per continuare a festeggiare con il pubblico che in questi anni lo ha sempre amato e supportato. Le immagini della serata del 18 giugno, come dichiarato dall’artista in conferenza stampa, verranno successivamente inserite in un docufilm.
I biglietti per il live del 18 giugno sono disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali. Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito www.friendsandpartners.it.
Uno come te – 30 anni insieme è prodotto da GGD, Friends & Partners e Arcobaleno Tre.
LE DICHIARAZIONI IN CONFERENZA STAMPA

Gaetano Manfredi: «Questo è un appuntamento molto importante per Napoli. Con Gigi abbiamo cominciato a ragionare su questo evento sei mesi fa: rappresenta per Napoli in primo luogo la riapertura di Piazza Plebiscito ai grandi eventi musicali — per me la musica, il teatro, l’arte, devono impadronirsi delle piazze e renderle vive —, e poi c’è la figura di Gigi. Questa è una cosa a cui tengo molto, perché Gigi rappresenta un figlio di Napoli, però un figlio che ha portato la sua arte e la sua musica in tutto il mondo. Dunque è un evento globale, che porta Napoli su uno scenario internazionale, con le sue immagini e le sue bellezze, confermando che questa è una vera Città della Musica, ricca di eccellenze culturali, organizzative e giornalistiche. È stata una organizzazione complicata, ma siamo certi che il risultato sarà straordinario».
Vincenzo De Luca: «Questa è la festa di Gigi D’Alessio. Trent’anni sono una vita, e nel mondo dello spettacolo significano che siamo di fronte a un artista di grandissimo valore. E che sia un meridionale ad aver retto questi trent’anni è una cosa che ci inorgoglisce tanto. Il fatto che in questi trent’anni questo giovane napoletano, che si è fatto da solo, abbia vissuto in maniera creativa, non solo di musica, testimonia un’altra sua caratteristica: una grande umanità, una grande carica di valori e di sentimenti.
Ci tengo anche a ricordare che, nel corso dell’evento su Rai Uno, avremo anche cartoline promozionali del territorio che, data la ricaduta che avranno queste due serate, sono un’occasione molto rilevante: Procida, Paestum, Ravello e la Reggia di Caserta, luoghi simbolo della nostra regione. Saranno serate di allegria, di speranza, di sentimenti veri. Di umanità, tratto rappresentativo di Napoli e del Sud».
Claudio Fasulo: «Siamo veramente entusiasti di questa opportunità, emozionati all’idea di entrare in Piazza Plebiscito con Gigi. È lunga, grande e gloriosa la sua storia sulla rete ammiraglia, a partire dal 2000 con il primo Festival di Sanremo — Gigi ne ha fatti cinque —, poi è stato uno dei giudici e coach di “The Voice” e adesso arriviamo a questo grandissimo evento con un cast stellare. Gigi è modesto e generoso, dunque non lo dice, ma raramente abbiamo avuto risposta così rapida e disponibilità così assoluta da parte degli artisti come quella che abbiamo avuto quando è stato lui a chiamarli a performare in questa occasione. Gigi stabilisce rapporti davvero speciali con le persone con le quali interagisce, e i grandi nomi che interverranno lo dimostrano. Grazie Gigi, perché ci fai veramente bene al cuore.
C’è una cosa a cui tengo molto, e mi sbilancio: su Rai Digital e RaiPlay, e sui social della Rai, grazie alla generosità di Gigi D’Alessio mostreremo in diretta anche ciò che accadrà in piazza durante i break pubblicitari, i “fuori programma”, per raccontare una serata di spettacolo senza soluzione di continuità. Sarà la prima volta, quindi incrociamo le dita!».
Gigi D’Alessio: «L’alternativa sarebbe stata festeggiare questi trent’anni di carriera allo Stadio San Paolo, portare un po’ di soldi a casa e arrivederci. Ci sono tanti spettacoli importanti che si fanno da Roma a salire: io volevo fare qualcosa di importante per la mia città, perché queste sono le persone che mi hanno supportato e difeso “in tutte le salse” fin dall’inizio, quando i pregiudizi su di me erano tanti. Io però sono uno che non s’arrende, e questa festa significa che esisto e resisto da trent’anni.
Per organizzare questo evento mi sono mosso in prima persona, ho incontrato e ringraziato tutti, ho fatto tutto personalmente, quindi cantare sarà quasi come entrare in un centro massaggi: potrò finalmente rilassarmi. Spero di essere stato la “cavia” perché chi verrà dopo di me possa trovare una organizzazione più semplice e più smart, e perché anche il mondo della televisione investa di più sulla Campania, valorizzando tutte le bellezze di questa terra che non ha bisogno di scenografie.
Il primo amico che ho chiamato è stato Fiorello, al quale ho ricordato tutte le volte che sono stato ospite da lui, e mi ha detto subuto di sì, così come Ramazzotti, Mara Venier, Amadeus, la mia socia Vanessa Incontrada, Alessandro Siani… è bastata davvero una telefonata, a volte anche solo un sms. Ovviamente faremo degli omaggi ai grandi napoletani: a Mario Merola, col quale è iniziata la mia strada artistica, a Maradona, a Totò, a Lucio Dalla, che era un napoletano non nato a Napoli, a Pino Daniele… sarà una serata ricca di emozioni, ma soprattutto sarà una serata vera. Ringrazio tutti coloro che hanno comprato il biglietto: fare sold out in tre ore dopo trent’anni ha un grande significato.
Voglio anche dire che stiamo dando lavoro a 3900 persone, aiutando anche le catene alberghiere e i ristoranti, e la soddisfazione più grande sarà anche poter fare qualcosa di concreto per il Santobono-Pausilipon. Ringrazio utto lo staff, quelli che lavorano dietro le quinte e dietro le grandi personalità e che ci mettono cuore e passione ogni giorno. Godiamoci queste due serate, e che siano veramente un’occasione di ripartenza per tutti.
Scenderò dal palco per entrare nel San Carlo e cantare “Non dirgli mai” con un’orchestra di 32 donne: la piazza canterà con me, dunque sarà un momento molto emozionante e particolare. Amadeus farà da presentatore quando mi “assenterò” per quei due minuti.
Tutti noi dovremmo avere una vita per fare le prove e capire dove si sbaglia. Ma siccome ne abbiamo una sola, credo che la vita sia bella così com’è, vada vissuta e si debba accettare tutto ciò che succede. La mia prima emozione è stata vedere i bagarini vendere i biglietti all’esterno del Teatro Arcobaleno di Secondigliano, con più di mille posti, dove ho fatto il mio primo concerto. Avevo un album di sole otto canzoni, ma la follia di azzardare un concerto ho voluto farlo lo stesso: in quel momento ho capito che stava succedendo qualcosa, e da allora non mi sono fermato più. Partire dai battesimi, dai matrimoni, dalle comunioni, dove canti senza trucchi e senza inganni, e arrivare al Radio City Music Hall di New York e poi a duettare con artisti grandissimi mi fa dire che ho avuto molto di più di quello che ho dato.
L’altro giorno sono stato al Conservatorio di Napoli, dove ho studiato: sono stato accolto con molto entusiasmo dai ragazzi, e ho ricordato loro che fare musica è una cosa, fare successo è un’altra. La cosa più importante è studiare tanto, costruirsi le basi per capire la musica cos’è davvero. Per questo ringrazio i miei genitori e i miei insegnanti, che mi hanno dato l’opportunità di studiare e che hanno creduto in me.
Mogol ha sempre detto che la cultura viene dal popolo, Eduardo ha portato sul palcoscenico ciò che si vedeva per strada… io dico che la musica è una, ed è femmina. Come una donna nuda che vesti di volta in volta con abiti diversi, ma resta sempre una donna. Fare un catalogo di generi musicali per me non ha senso, perché siamo tutti figli di Beethoven, di Chopin, di Mozart. Non penso alla mia carriera come a una rivincita della cultura popolare o dei “neomelodici”, considerati come una razza musicale a parte: siamo tutti cantanti napoletani, ognuno con il suo talento e il suo successo, che ama la musica, guadagna con la musica e con la musica dà lavoro. Quindi non è riscatto, ma orgoglio. Spero che questo muro che ho rotto possa servire a chi verrà dopo di me.
Una cosa importante: ho detto ai miei colleghi di cantare le loro canzoni più famose. E quando a un artista fai una proposta del genere, soprattutto quando ha un disco in uscita, non gli fa così piacere. Con me hanno accettato di cantare le loro hit, nessuno verrà a fare promozione, e questa, credetemi, è una rivoluzione nel mondo dello spettacolo. Quella sera sarà quindi un karaoke continuo, il vero protagonista sarà il pubblico.
Con Fiorello faremo un grande omaggio a Renato Carosone, Mara Venier ha visto nascere mio figlio Luca e farà una sorta di ping-pong di domande.
Qual è la canzone che ancora oggi mi emoziona più di tutte le altre? Le canzoni sono come i figli, soprattutto quando le scrivi, le componi e poi le canti pure. Posso dire “Non dirgli mai”, perché mi ha aperto le porte del mondo, ma in realtà l’elenco sarebbe lunghissimo. Ed è per questo che ho deciso di cantare anche durante la pubblicità: perché il concerto sarà sì per i telespettatori di Rai Uno, ma sarà soprattutto per chi ha comprato il biglietto».







































