Fabio Liberatori, musiche da Verdone… e da Stadio (intervista)

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Fabio Liberatori

Fabio Liberatori e Carlo Verdone, un connubio fortunato e di lunga data, iniziato con le musiche per il film Borotalco (nel 1982) e che ha prodotto ad oggi ben 14 colonne sonore – alcune delle quali vincitrici di Nastri d’Argento e David di Donatello – tanto che ora viene pubblicata per la prima volta (su vinile e compact disc, dalla Beat Records) la versione integrale della colonna sonora del film Acqua e Sapone (1983), altro cult-movie imperdibile per gli appassionati di Carlo Verdone e del Cinema italiano.

Vincitrici del Premio Colonna Sonora della critica cinematografica, le splendide musiche di Acqua e sapone, fino ad oggi solo parzialmente disponibili in una raccolta, sono finalmente pubblicate in un’edizione integralmente dedicata a questa colonna sonora dal forte carattere elettronico, un sound che Fabio Liberatori declina disinvolto in una carrellata di atmosfere cesellate sulla sceneggiatura. Una partitura che, da tempo, meritava un’edizione che le rendesse il giusto tributo, ora disponibile anche in una pubblicazione deluxe, con vinile colorato, bianco e rosa, spaccato in due, da 180 grammi che reca in copertina lo splendido disegno realizzato da Renato Casaro per il manifesto dell’epoca, con i volti dei due protagonisti, Carlo Verdone e Natasha Hovey.

Ma prima di arrivare alla collaborazione con Carlo Verdone, Fabio Liberatori è stato uno dei componenti della band di Lucio Dalla, con cui ha registrato Anidride Solforosa, Com’è profondo il mare e 1983, partecipando anche allo storico tour di Banana Republic, che vide Dalla e De Gregori insieme sullo stesso palco.
Proprio da quella esperienza nacquero gli Stadio, di cui Liberatori è uno dei membri fondatori, insieme a Gaetano Curreri, Giovanni Pezzoli, Marco Nanni e Ricky Portera.

Nella nostra intervista riavvolgiamo il nastro, ripartendo proprio da quegli inizi, per arrivare fino ai giorni nostri e all’ultima collaborazione con Verdone, quella per le musiche di Vita da Carlo, la fortunata serie di Amazon Prime.

L’intervista

Come per gli Stadio, anche il rapporto con Carlo Verdone nasce grazie a Lucio Dalla.
La nascita di tutto è dovuta proprio a Lucio: prima di chiamarci Stadio eravamo la sua band, poi un certo punto nel 1982 la sceneggiatura di Borotalco lo inseriva nei panni di deus ex machina del film e Carlo Verdone gli chiese di curare le musiche del film. Da lì Dalla mi disse “tu sei l’unico del gruppo che ha studiato ed è diplomato al conservatorio, quindi secondo me puoi fare un lavoro più completo”.
Lui in quel periodo era pieno di impegni, dato che si trovava proprio all’inizio di un momento sfolgorante della sua carriera, quindi mi incaricò di scrivere la colonna sonora di Borotalco. Da lì è iniziato tutto: io ho utilizzato molti brani di Dalla, ma ho scritto anche diversi pezzi originali apposta per il film.
Verdone fu entusiasta del mio lavoro e mi disse “adesso che ti ho conosciuto non ti mollo più”. Io ovviamente non credetti a questa promessa, pensando fossero parole di comodo, però poi l’anno dopo mi richiamò per Acqua e sapone, e lì ho capito che invece era tutto vero e che potevo fare una colonna sonora da solo, ovviamente con le canzoni degli Stadio, ma aggiungendo musica originale scritta da me.

Il fatto che alcune canzoni degli Stadio venissero usate in film che poi hanno avuto un enorme successo ha aiutato molto la vostra carriera, che allora era agli inizi.
In realtà fu Lucio stesso a volerci proporre come gruppo e ci fece avere il primo contratto con l’allora RCA, e così abbiamo fatto i primi dischi.
Però Acqua e sapone e C’è sicuramente ci hanno dato una spinta notevole e una visibilità più grande di quella che il gruppo da solo poteva avere con i concerti che facevamo.
Dopo aver accompagnato Dalla e De Gregori nel tour di Banana Republic eravamo all’inizio della nostra carriera come band, quindi è chiaro che un film di successo ti aiuta sempre.

Poi succede che nel momento di maggior successo degli Stadio, dopo la pubblicazione de La faccia delle donne e dell’EP Chiedi chi erano i Beatles, tu decidi di uscire dal gruppo.
Esatto, prima io e poi poco dopo anche Ricky Portera.
Questo è dovuto da una serie di motivi: prima di tutto la mia collaborazione con Verdone era diventata fissa e mi sentivo molto a mio agio nel ruolo di scrittura di colonne sonore, inoltre dietro scelte di questo tipo ci sono anche delle decisioni di vita.
Per fortuna sono rimasto sempre in buonissimi rapporti con tutti quanti, e negli anni successivi è capitato sia di suonare le tastiere in alcuni dischi degli Stadio che di tornare insieme sul palco, in occasione di concerti e reunion.
Il nostro è un rapporto che non è mai finito e che dura tutt’oggi: sono amicizie, affetti e colleghi che è impossibile mettere da parte, perchè la mia vita musicale è nata con queste persone. Inoltre tra noi non ci sono mai stati dissapori, quindi siamo riusciti a mantenere l’amicizia per decenni.

Hai partecipato ai concerti speciali per i 30 anni degli Stadio, e proprio quest’anno ricorrono i 40 anni di carriera della band. Ci sono celebrazioni in programma, magari dal vivo?
Questa è stata una cosa che con Curreri abbiamo dibattuto per anni, facendo anche diverse riunioni sull’argomento.
Dal mio punto di vista sarebbe stata un’idea molto bella una reunion della band coi membri storici per fare qualcosa insieme, poi però è arrivato il Covid e inoltre Gaetano non si è sentito bene, come tutti sappiamo, quindi tutti i progetti al momento sono rimandati e in stand-by.
Io spero si possa fare qualcosa, ma ovviamente la cosa più importante è che Gaetano stia bene e che torni a poter cantare come sa fare lui.

Tornando alle tue musiche per i film: finalmente, dopo quasi 40 anni, è stata pubblicata la colonna sonora di Acqua e sapone.
È stata una vera e propria challenge, come dicono gli americani, perchè in tutto questo il problema sono gli editori, che detengono la proprietà dei diritti: per le musiche ci fu un passaggio da Cecchi Gori ad altri, inoltre c’era di mezzo tutta la catena di edizioni dei brani degli Stadio, perchè ovviamente sia Acqua e sapone che C’è dovevano far parte del disco, e anche lì ci fu un passaggio dalla RCA alla BMG e poi ancora alla Universal negli anni successivi.
Devo dire che è stato bravissimo Daniele De Gemini della Beat Records, benemerita etichetta che si occupa di colonne sonore, perchè si è fatto carico di un viaggio legale tra diritti e richieste durato quasi due anni, ma che alla fine ha portato i suoi frutti, riuscendo ad ottenere a casa tutte le autorizzazioni necessarie per arrivare finalmente alla pubblicazione della colonna sonora integrale di Acqua e sapone.
In più, so che sta facendo lo stesso per altre mie colonne sonore, quindi non vedo l’ora.

Quindi in futuro potremo aspettarci la pubblicazione delle altre colonne sonore che hai scritto per i film di Carlo Verdone.
Lo spero, perchè quelle edite sono state tolte dal mercato: sono state pubblicate quelle di Gallo cedrone, Posti in piedi in Paradiso e poche altre.

Proprio dopo Posti in piedi in Paradiso c’è stata per la prima volta una sorta di “pausa” nella collaborazione tra te e Verdone, dopo che avevi firmato praticamente tutte le colonne sonore dei suoi film.
Questa è stata una decisione dei nuovi produttori di Carlo.

Fortunatamente, però, il vostro connubio è potuto ripartire grazie alla serie Vita da Carlo, grande successo di Amazon Prime.
Sai come sono andate le cose? Te lo dico proprio sinceramente: dopo tanti anni durante i quali ci siamo comunque sentiti e nei quali Carlo avrebbe anche voluto la mia partecipazione ad alcuni dei suoi lavori, gli ho mandato, senza nessuna idea di quello che poi sarebbe successo, un brano che avevo scritto.
Lui l’ha fatto sentire agli sceneggiatori e al secondo regista della serie, Arnaldo Catinari, e tutti sono letteralmente impazziti. A questo punto sono andati dagli editori, il brano è piaciuto anche a loro e da lì in poi è nato tutto: il pezzo in questione è diventato infatti il brano di base della sigla di Vita da Carlo.
Partendo da quel brano mi è stata poi affidata tutta la colonna sonora della serie, che ha comportato tre-quattro mesi di lavoro sette giorni su sette, anche nei fine settimana, poichè i tempi di lavorazione delle dieci puntate erano strettissimi.
Devo dire che alla fine è stato forse il mio lavoro più bello e la mia colonna sonora più ricca, con oltre cento temi musicali.

Si parla anche di una seconda stagione di Vita da Carlo, quindi potremo avere modo di continuare ad ascoltare le tue musiche.
Ancora non sono stato contattato, ma mai dire mai, potrebbe anche darsi che arrivi la chiamata.

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