La prima volta di Marco Mengoni a San Siro. Racconto, scaletta e fotogallery

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Marco Mengoni in concerto allo Stadio San Siro di Milano - 19 giugno 2022 - © Foto: Riccardo Medana

Marco Mengoni è di nuovo sul palco. Dopo “Due anni, sei mesi e un giorno dall’ultima data”,  come lui stesso ci tiene a puntualizzare in apertura, il cantante di Ronciglione ritrova il live in uno stadio San Siro completamente sold out, dopo la data zero dello scorso 14 giugno a Codroipo (UD).

Prima del concerto, Mengoni ha incontrato i giornalisti per una breve chiacchierata sullo show e sulla sua preparazione. Insieme a lui ci sono i Black Skull Creative, celebre team creativo londinese che ha curato lo show design di artisti internazionali come Dua Lipa ed Elton John: “Si tratta della loro prima esperienza italiana. Non ci conoscevamo, ma fin dalle prime occasioni in cui ci siamo confrontati sono stato soddisfatto dell’energia che si è creata. Abbiamo lavorato per trasmettere loro le mie idee e il mio mondo musicale, in modo da creare una connessione con la messa in scena”. Una messa in scena che rende omaggio al soul, ai music club dalle atmosfere Black degli anni Settanta, calde e avvolgenti: “Cercavo una soluzione che generasse la maggior condivisione possibile con il pubblico, la vicinanza con le persone. E volevo valorizzare la mia band: sono musicisti pazzeschi, meritano che la gente li ascolti, soprattutto perché si tratta di un concerto molto suonato, con pochissimo spazio riservato alle sonorità digitali”.

L’influenza dei Settanta, ma non solo. Marco vuole raccontare anche le tematiche a lui care, come l’importanza della parola: “Negli ultimi due anni abbiamo perso l’abitudine di cercare le parole giuste per rivolgerci all’altro, tanto da avere paura dell’altro stesso. Io non sono uno che parla subito, preferisco ascoltare, osservare a lungo prima di farlo. Invece la tendenza di oggi, soprattutto sui social, è quella di sparare, di usare le parole come proiettili”.

Le dichiarazioni rilasciate prima del live trovano subito conferma con l’inizio dello show. Alle 21.10, Mengoni si presenta in giacca e pantaloni azzurri e, una volta raggiunto il palco circolare al centro del parterre, inizia a cantare Cambia un Uomo. La reazione dei 54mila presenti a San Siro è subito calorosa, con grandi cori che continuano anche con la successiva Esseri Umani. I giochi di luce avvolgono il palco, passano da un azzurro vivo al rosso che si estende anche a un grande cerchio collocato al centro della scena, sopra le teste dei musicisti. Fino ad arrivare ai fuochi lampeggianti che accompagnano l’esecuzione energica di Voglio. L’energia prosegue con: Muhammad Ali, riarrangiata quasi in stile disco music; la bellissima cover dei Talking Heads Psycho Killer; e l’arrangiamento rock di Credimi ancora, con una fortissima presenza delle chitarre elettriche. Con Mi fiderò San Siro si illumina a suon di torce di cellulari, portando gli spettatori fuori da questa prima parte di concerto e introducendoli alla successiva. 

Si tratta della sfida, raccontata poco prima, di trasformare lo show in un club anni Settanta. Introdotta da un video in cui Marco si cala nei panni di un doppio presentatore dell’epoca, questa tranche inizia con un medley di grandi hit di questo indimenticabile decennio – da Aretha Franklin e Etta James, a Patti Labelle – eseguite dalle straordinarie voci dei coristi. Sono loro che, con grande naturalezza, chiudono il medley per lasciare spazio al ritorno di Mengoni sul palco e all’esecuzione di Luce. Si tratta di una delle parti della scaletta più intense, con momenti di vocalità potenti ed emozionanti – Proteggiti da me eseguita quasi interamente al piano, la toccante esibizione di L’Essenziale, Non passerai. Si torna al ritmo con Onde, che chiude questo blocco parlandosi con il suo principio: sono infatti i coristi a dare l’ultima pennellata con l’esecuzione di Ain’t Nobody di Chaka Khan.

Dopo un breve monologo in cui la voce fuori campo di Mengoni affronta il tema della parola, si torna a cantare. Al termine di Hola il cantante laziale rimane solo, illuminato dall’occhio di bue, e si gode gli applausi di San Siro prima di essere sollevato verso l’alto dalla pedana circolare: è un altro momento di grandi ballad, come Ti ho voluto bene veramente e Come Neve. Ma il momento più emozionante è in conclusione di In un giorno qualunque, quando Marco si lascia andare alla commozione: “Voglio dirvi una cosa. Qualunque sia la vostra passione, io spero che possiate provare quello che provo io stasera”. E parte Guerriero.

L’ultimo blocco del concerto è di nuovo all’insegna del ritmo: San Siro balla sotto le note degli ultimi quattro pezzi, cominciando con Ma Stasera e chiudendo con Buona Vita. L’augurio è ovviamente reciproco, nella speranza che questo battesimo a San Siro di Marco Mengoni sia solo il primo appuntamento di una lunga serie.

La scaletta

Cambia un uomo
Esseri umani
No Stress
Voglio
Muhammad Ali
Psycho Killer
Credimi ancora
Mi fiderò
Solo due satelliti
Luce
Proteggiti da me
Parole in circolo
L’essenziale
Non passerai
Onde
Sai che
Hola
Ti ho voluto bene veramente
Duemila volte
Come neve / Venere e Marte
In un giorno qualunque
Guerriero
Ma stasera
Pronto a correre
Io ti aspetto
Buona vita

Le foto del concerto di Marco Mengoni allo Stadio San Siro di Milano, domenica 19 giugno 2022

Claudia Tinelli
Nata a Bari nel 1984, vivo a Milano dal 2006 e mi sento fortunata nell’affermare che amo la mia città adottiva tanto quanto la mia terra d’origine (l'unico vuoto incolmabile è il mare, ahimè!). Marketing/communication addicted, sono una media planner atipica che cerca perennemente di conciliare al meglio la sua anima creativa con quella analitica/numerica. In tutto ciò, la musica è la passione viscerale che ha sempre accompagnato la mia vita.

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