“Il villaggio dei dannati”: il grande classico da riscoprire

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Il villaggio dei dannati

In occasione della recente serie Tv Il villaggio dei dannati, programmata su Sky, riscopriamo il bellissimo primo film tratto dal romanzo di John Wyndham pubblicato nel 1957, I figli dell’invasione. Pessimo titolo in italiano, quello originale era The Midwich Cuckoos, che dà già troppe indicazioni sulla storia e che verrà portato sullo schermo nel 1960 dal regista tedesco Wolf Rilla, praticamente famoso solo per questo piccolo capolavoro di fantascienza. Proprio come nella nuova serie Tv, il film vede la piccola cittadina di Midwick protagonista di fatti inspiegabili dopo che improvvisamente gli abitanti perdono contemporaneamente i sensi per molte ore.

Al loro risveglio tutto sembra normale, ma dopo pochi mesi si scopre che tutte le donne fertili sono in stato di gravidanza e i bambini, che nasceranno contemporaneamente, hanno tutte caratteristiche somatiche simili. Il professore Gordon Zellaby, interpretato da un perfetto George Sanders, già premio Oscar per il film Eva contro Eva (1950), è il padre di uno di questi bambini e sarà il primo a capire che sta per arrivare un enorme pericolo per l’umanità.

Il villaggio dei dannati

Il villaggio dei dannati fu uno dei grandi successi della MGM in quegli anni e prima della realizzazione ebbe già dei problemi quando la Catholic Legion of Decency cercò di stoppare la produzione a causa di una scena in cui una ragazza vergine rimane incinta e che, secondo loro, era un chiaro riferimento blasfemo alla Vergine Maria. Le riprese del film vennero così spostate nel Regno Unito per avere più libertà creativa e la regia di Rilla fece il resto.

I ritmi lenti, lo stile freddo e controllato e la costruzione della storia, che piano piano ci regala una serie di inquietanti sorprese senza mai creare momenti horror, ma una crescente tensione, rendono il film ancora assolutamente moderno e magnetico. Non ci sono spettacolari effetti speciali, tipici della fantascienza degli anni ‘50, ma con la semplice caratterizzazione fisica dei bambini, tutti con lo stesso colore di capelli, la camminata sincronizzata e gli occhi bianchi nei momenti in cui usano i loro poteri mentali, si crea un’atmosfera stupendamente sinistra. Inoltre, il confronto tra i bambini e il resto degli abitanti del paese, che temono e respingono il “diverso”, solleva tematiche sottili e interessanti.

Il villaggio dei dannati

La nuova serie ha chiaramente molti personaggi in più rispetto alla prima trasposizione cinematografica e la possibilità di addentrarsi in tematiche più attuali, portando tutto verso una visione più vicina al mondo femminile con una serie di personaggi molto azzeccati. Guardate tutte le sette puntate se volete, ma recuperate assolutamente Il villaggio dei dannati nella sua versione in bianco e nero del 1960 e rivedete anche la rivisitazione del 1995 di John Carpenter, che ci offre decisamente un’opera più horror e ci dà la possibilità di ritrovare una delle ultime interpretazioni di Christopher Reeve. Interessante anche una specie di sequel del 1963 dal titolo La stirpe dei dannati.

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Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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