40 anni fa arrivava nelle sale “La cosa”, il cult maledetto di John Carpenter

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Ken Russell

Il titolo originale del romanzo è Who Goes There?, letteralmente Chi va là?, viene scritto da John W. Campbell e pubblicato nel 1938. La prima trasposizione cinematografica è diretta da Howard Hawks (Un dollaro d’onore, Il grande sonno), ma in seguito verrà accreditata a Cristian Nyby, montatore, operatore e grande amico di Hawks, diventando una delle controversie più famose della storia del cinema. Il titolo che viene scelto per il grande schermo è La cosa da un altro mondo, sarà un successo e diventerà un’opera capostipite delle Science Fiction anni ‘50.

In realtà oggi risulta una storia alquanto classica, con il solito mostro che arriva dallo spazio e un gruppo di uomini, molto uniti tra loro, che lo affrontano usando l’ingegno e la scienza dell’epoca. Era indubbiamente originale l’ambientazione in una base scientifica artica, con le mille problematiche del freddo e del ghiaccio, ma non bastava per affrontare un remake che alcuni produttori della Universal volevano già realizzare nel 1975.

La cosa

Bisognava invece affrontare le tematiche più complesse sulla paranoia e la mancanza di fiducia tra uomini presenti nel romanzo originale e dare un’ulteriore nuova impronta al cinema di fantascienza. Nel 1977, dopo l’incredibile successo di Non aprite quella porta, viene chiamato per una possibile regia Tobe Hooper, ma quella che mancava era una sceneggiatura decente, che proprio sembrava non venir fuori. Poi, nel 1978, sarà lo sceneggiatore Bill Lancaster (figlio di Burt Lancaster) a scrivere le prime idee buone per una fattibile realizzazione e sarà lo stesso John Carpenter, nel frattempo contattato dopo il successo di Halloween – La notte delle streghe, ad aiutarlo nella stesura definitiva.

Intanto gli anni passano ed escono nelle sale film con effetti speciali innovativi e di grande successo come Alien (1979), in un periodo in cui ancora alcuni film venivano realizzati con la tecnica obsoleta dello stop-motion, come ad esempio Il cavernicolo e Scontro di titani, entrambi nel 1981. La fantascienza e l’horror dovevano rinnovarsi e gli effetti speciali di trucco usati in Un lupo mannaro americano a Londra (1981) e L’ululato (1981) sembravano portare verso la giusta direzione.

Rob Bottin, che aveva appunto concepito parte degli effetti ne L’ululato e aveva già lavorato con Carpenter in Fog (1980), venne messo a capo del team per la creazione del “mostro”, che alla fine vedrà un coinvolgimento di 70 persone tra cui un altro grande nome del settore come Albert Whitlock, premio Oscar per gli effetti di Terremoto (1974) e Hindenburg (1975).

La cosa

La creatura e le scene più cruente vengono realizzate con tanto lattice e mezzi meccanici che portano Rob Bottin a lavorare per 18 ore al giorno e a un ricovero in ospedale per esaurimento nervoso. In più, durante le riprese degli esterni in Alaska, gli attori si ritrovano in situazioni assurde come quella di spingere tutti insieme il bus che li portava in albergo con temperature sotto lo zero e ad aspettare mezzi della troupe bloccati nel ghiaccio.

In tutto questo però c’era John Carpenter, capace di mettere insieme un cast perfetto. Kurt Russell viene scelto come protagonista dopo la rinuncia di Clint Eastwood e viene accompagnato da splendidi “caratteristi” del cinema come Keith David, Richard Masur e un grande Wilford Brimley nei panni del Dottor Blair, il primo dei 12 uomini bloccati nella base in Antartide, luogo originale presente nel libro, a capire che il mostro che viene trovato sepolto nel ghiaccio è un essere in grado di conquistare il mondo in pochissimo tempo e che deve essere assolutamente fermato.

La cosa

Il problema è che La Cosa non ha una vera forma, ma si trasforma fisicamente nelle persone con cui viene a contatto, assimilandoli perfettamente per diventarne una copia perfetta e mischiarsi insieme agli altri per arrivare prima o poi in un centro abitato. I protagonisti del film sono invece bloccati in una base scientifica in mezzo ai ghiacci e quando capiscono che ognuno di loro può essere La Cosa decidono di auto isolarsi e sconfiggere il mostro.

Carpenter crea un senso di paranoia in cui l’uomo non si fida più di nessuno e forse nemmeno di sé stesso, rendendo difficile agli spettatori la possibilità di capire chi ha davvero al suo interno l’alieno e chi invece è ancora umano. Una regia perfettamente calibrata alterna i momenti di tensione, i sospetti tra gli uomini e le drammatiche entrate in scena del mostro che si manifesta sempre in maniera plateale.

La paura di non sapere di chi fidarsi è diventato forse il male dei nostri tempi e Carpenter aveva anticipato i tempi, forse anche troppo. Il film viene distribuito nelle sale americane il 25 giugno del 1982 ed è un flop. L’ombra dell’alieno buono creato da Steven Spielberg con E.T. l’extra-terrestre, sempre nel 1982, e la voglia di positività in un periodo non facile nell’America di quel periodo, fanno sì che il pubblico non accolga favorevolmente un’opera estremamente claustrofobia e negativa, che viene bocciata anche dalla critica più importante come quella del New York Times.

La cosa

Carpenter invece lo riteneva già da subito il miglior film della sua carriera e per concentrarsi completamente nella regia aveva perfino rinunciato a realizzare la colonna sonora, cosa che ha fatto per quasi tutti i suoi lavori, per affidarla alle mani esperte di Ennio Morricone, che crea come sempre delle musiche perfette, ispirate a sua volta dalle sonorità elettroniche fatte dal regista per il suo film precedente, 1977: Fuga da New York (1981).

Qualche anno dopo, grazie al mercato dell’home video, tutto cambia e il film viene totalmente rivalutato da pubblico e critica diventando un indiscutibile cult movie e uno dei più grandi capolavori di sempre, non solo nel suo genere. La critica sociale e distruttiva che il regista mette in scena porta il film ad avere progetti per dei seguiti, poi mai realizzati, fumetti, libri riscritti basandosi sulla sceneggiatura e non sul romanzo originale, un’attrazione a tema negli Universal Studios in Florida, videogiochi e un prequel abbastanza buono nel 2011, ambientato tre giorni prima delle vicende viste nel film di Carpenter.

Discorso a parte per l’omaggio fatto da Quentin Tarantino con il suo western The Hateful Eight (2015), in cui ricalca la stessa ambientazione e diverse scene, come quella della corda che serve come aiuto durante una tempesta di neve, inserisce un brano musicale di Ennio Morricone presente nel film e ne utilizza altri che all’epoca vennero scartati dallo stesso Carpenter.

Nel 2020, infine, è stato annunciato un possibile reboot dalla BlumHouse Productions.

Il trailer:

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Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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