Roberto Vecchioni live al Vittoriale: una notte di Bellezza

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Roberto Vecchioni
Foto di Renata Roattino

Roberto Vecchioni ieri sera è salito sul palco del magnifico Anfiteatro del Vittoriale per quello che, parafrasando il titolo, ovvero L’infinito tour, ormai è un tour davvero infinito, visto che l’ultimo album di inediti del cantautore milanese è stato pubblicato nel 2018 ed il tour va avanti quindi da quattro anni, fermato solo dal lockdown.

Raccontare un concerto di Vecchioni è compito davvero arduo: non sono solo canzoni, è un’immersione di due ore e mezza nella cultura sterminata di un uomo che ha insegnato per 40 anni latino e greco ai ragazzi del liceo, e che vuole continuare a insegnarci la Bellezza (con la B maiuscola) e l’amore per la vita, tra monologhi, canzoni e aneddoti.

Sul palco insieme al cantautore milanese ci sono Roberto Gualdi alla batteria, Antonio Petruzzelli al basso, Max Elli a tastiere, pianoforte e chitarre, e l’inseparabile Massimo Germini alla chitarra acustica.

Il concerto

Dopo l’inizio, ormai consueto, con Una notte, un viaggiatore, arriva a sorpresa Samarcanda, che di solito è uno dei bis finali. Il motivo è presto spiegato: in prima fila ci sono due delle nipotine di Vecchioni: «Mi dicono sempre “nonno, la canzone che ci piace la fai sempre alla fine che noi già dormiamo”, così stasera gliela faccio subito e la dedico solo a loro».
A fine brano, però, ricorda alle due bambine e al resto del pubblico che oggi non scriverebbe più una canzone del genere, perchè «Non è vero che siamo in balia del destino, siamo noi a decidere della nostra vita. Anche se qualcosa ci attende nell’oscurità, noi continueremo a sfuggirle».
A maggior riprova di questo arriva Ti insegnerò a volare (Alex), canzone dedicata ad Alex Zanardi, in cui la voglia dell’uomo di sconfiggere il destino nonostante le dure prove che la vita gli mette davanti è ancora più lampante (“E se non potrò correre / e nemmeno camminare / imparerò a volare”).

Una grossa parte della serata è dedicata alle canzoni tratte dall’ultimo album di inediti, L’infinito, mentre tra racconti di vita, citazioni dei grandi poeti del passato, dall’antica grecia fino ai giorni nostri, qualche aneddoto anche su D’Annunzio («Il vate veniva sempre qui, la mattina, a veder sorgere il sole – lui diceva “a vedermi sorgere” – e sapeva che, da questa angolazione, non l’avrebbe mai visto tramontare») e perfino una barzelletta, due ore e mezza scorrono senza accorgersene.

Il panorama del Vittoriale, con una luna che dà il cambio all’ultima luce della sera, il lago e le montagne sullo sfondo, è una scenografia naturale talmente azzeccata che non c’è bisogno di ulteriori sovrastrutture, come ammette lo stesso Vecchioni, che spiega come in origine fossero previste proiezioni sui due maxischermi posti al lato del palco.
Il cantautore, nonostante gli 80 anni portati benissimo («Io non me li sento, anzi quando passo davanti allo specchio mi dico “sei proprio figo”») si muove agilmente per il palco e dimostra un’eccezionale capacità di interpretare il presente, come quando dà voce alla combattente curda Ayşe Deniz Karacagil nella struggente lettera in forma di canzone Cappuccio rosso.

Alterna con grazia i momenti in cui si commuove cantando i grandi della poesia, dell’arte e della letteratura e altri in cui ricorda i momenti della vita in cui «ho fatto delle gran puttanate, che tra le cose che so fare sono quelle che mi riescono meglio».
Come quando, nel 1992, partecipò al Festivalbar con la canzone Voglio una donna, considerata dai critici «Una canzone contro le donne, mentre invece è una canzone per le donne: fate caso soprattutto all’ultima strofa, poi se qualcuno non vuole ascoltarla può coprirsi le orecchie…».

Il concerto si conclude con tre bis, dei quali uno è un Vai, ragazzo, brano che racchiude alla perfezione la sua essenza di umanista e di artista capace di unire le generazioni e di parlare ai ragazzi, ieri come oggi (tra il pubblico, infatti, ci sono molti giovanissimi).
Mentre ci si alza per applaudirlo, sulle note del reprise di Samarcanda, viene da pensare alla fortuna che hanno avuto gli allievi di questo ex professore, che invita i giovani a chiudere gli occhi e a immaginare antichi mondi scomparsi, forse per sempre, ma che vivono ancora dentro la memoria di questo aedo moderno.

Le prossime date del tour di Roberto Vecchioni

15 luglio – Capurso (BA), Sagrato della Reale Basilica
16 luglio – Novara, Ex Caserma Passalacqua
21 luglio – Civitanova Marche (MC), Piazza XX settembre
23 luglio – Ascea (SA), Parco Archeologico di Velia
28 luglio – Sestri Levante (GE), Spiaggia dei Balin
31 luglio – Canazei (TN), Campo sportivo
7 agosto – San Lorenzo Bellizzi (CS), Piazza
9 agosto – Zafferana Etnea (CT), Anfiteatro Comunale
10 agosto – Enna, Castello di Lombardia
18 agosto – Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli
20 agosto – Montelapiano (CH), Piazza
26 agosto – Santa Marinella (RM), Castello di Santa Severa

I biglietti sono disponibili su Ticketone.

Questi i prossimi appuntamenti con Tener-a-mente

14 luglio – Michael Kiwanuka
15 luglio – Paolo Nutini
16 luglio – Diana Krall
17 luglio – Manuel Agnelli
18 luglio – Jeff Beck plus Johnny Depp
19 luglio – Beth Hart
21 luglio – Fantastic Negrito
23 luglio – Calibro 35 plays Morricone
25 luglio – H.E.R.

Il cartellone completo di Tener-a-mente lo trovate qui.

Ecco la scaletta del concerto

1. Una notte, un viaggiatore
2. Samarcanda
3. Ti insegnerò a volare (Alex)
4. Ogni canzone d’amore
5. Com’è lunga la notte
6. La mia ragazza
7. Vincent
8. L’infinito
9. Cappuccio rosso
10. La bellezza
11. Milady
12. Mi manchi
13. Le mie ragazze
14. Voglio una donna
15. Vorrei
16. Le rose blu
17. Sogna ragazzo sogna
18. Chiamami ancora amore

19. Vai, ragazzo
20. Luci a San Siro
21. Samarcanda

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