Elio e le Storie Tese a Bergamo: un “concertozzo” da… brividi!

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Elio e le Storie Tese

Sono passati poco più di quattro anni da quel concerto d’addio di Barolo, ma finalmente gli Elio e le Storie Tese sono tornati di nuovo insieme sullo stesso palco, a Bergamo, per il “concertozzo” di fine sfiga voluto dal Trio Medusa e il cui ricavato verrà devoluto interamente a Cesvi per ricostruire degli asili a Bucha, in Ucraina.

Fine sfiga? Quasi per tutti

Festa di fine sfiga per tutti, o quasi. A sorpresa, infatti, il chitarrista Cesareo viene portato sul palco in sedia a rotelle, perchè proprio due giorni fa, mentre era in moto, è stato investito da un’auto che gli ha tagliato la strada, procurandogli una frattura al ginocchio.

Nonostante la difficoltà e il dolore Cesareo non ha voluto lasciare a piedi i suoi compagni di band, dando una prova di grande amore a loro e al pubblico, salendo sul palco anche contro il parere dei medici.
Per l’occasione, vista l’impossibilità ad azionare i pedali, è stata congegnata una soluzione semplice ma efficace: il Civas indossava un microfono ad archetto collegato direttamente col proprio backliner, che azionava a distanza effetti e volumi della chitarra.

Domani Cesareo andrà sotto i ferri per l’operazione chirurgica e, prima di iniziare a parlare del concerto, a lui vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione.

Il concerto

La formazione sul palco è quella degli ultimi anni, ovvero Christian Mayer alla batteria, Faso al basso, Cesareo alla chitarra, Jantoman e Vittorio Cosma alle tastiere, Paola Folli alla voce, oltre ovviamente ad Elio a voce, flauto, chitarra e canotta.
Non poteva mancare per l’occasione l’architetto Luca Mangoni che, come Elio tiene a specificare ogni volta, non fa parte di Elio e le Storie Tese ma è un artista a sé.

Il concerto è un vero e proprio greatest hits: si parte a tutto gas sulla moto di John Holmes, passando poi davanti al Cassonetto differenziato per il frutto del peccato (quantomai attuale al giorno d’oggi e che va di pari passo con la “dannata polemica sull’aborto” per citare un altro brano degli Elio e le Storie Tese con Tonino Cripezzi, scomparso pochi giorni fa).

L’intro del disco İtalyan, Rum Casusu Çıktı, che ha compiuto da poco trent’anni, ci fa capire che sta per arrivare Servi della gleba a ricordarci la nostra condizione di maschi attratti dal “triangolino che ci esalta”, ma che in realtà viviamo la nostra vita un “due di picche” alla volta.
Alla fine del brano, dopo la storica telefonata con la tipa, Faso annuncia al pubblico di voler cambiare soprannome per essere più inclusivo, e che da oggi in poi vuole essere chiamato Fasə, con lo schwa. Anzi, siccome va di moda mettere delle h nel nome (prima frecciatina di una lunga serie al rapper Rhove), vuole che da oggi lo si chiami Fhasə.
Il pubblico recepisce immediatamente e rispetta la volontà dell’artista, inneggiando al nuovo soprannome del bassista nella maniera corretta.

Ci spostiamo nel boschetto della fantasia per un brano che lascerà strascichi durante tutto il concerto: durante Il vitello dai piedi di balsa, infatti, la “pena aggiuntiva” che prevede l’ascolto forzato di un brano stavolta vede Mangoni e Vittorio Cosma cimentarsi in una versione di Brividi, il brano di Mahmood e Blanco che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo.
Da lì in poi è partito un “esperimento sociale” andato avanti per oltre due ore: ad un certo punto qualcuno della band cantava all’improvviso un frase del ritornello del brano, e arrivava puntualmente il coro di risposta di Mangoni, ovunque si trovasse nel backstage.
Probabilmente una cosa improvvisata sul momento, dato che ogni volta che arrivava quel “brividi” urlato dalla voce dell’architetto anche sul palco erano tutti piegati in due dalle risate.
Questo, unito ormai alla ben nota passione di Carmelo (alias Vittorio Cosma) per il cazzo, celebrata anche sulle note di I Love You Baby di Gloria Gaynor, sono stati tra i picchi più alti della serata.

Dopo T.V.U.M.D.B. e il ricordo di Feiez col suo magnifico assolo di sax, arriva Gargaroz, che precede il momento “disco” della serata, con annessa seconda frecciatina a Rhove. Elio infatti ammonisce il pubblico: «se non ballate interrompiamo il concerto e ce ne andiamo»: e allora tutti in piedi per El pube, Discomusic e Born to be Abramo.

L’intervallo: Cesvi e PizzAut

Esattamente a metà concerto il Trio Medusa torna sul palco per ringraziare gli Elii e ricordare che il ricavato del concerto e del merchandising andrà interamente a favore di Cesvi, ma il momento probabilmente più intenso in assoluto è quando Elio fa salire sul palco Nico Acampora.
Nico è l’ideatore e il gestore di PizzAut, pizzeria di Cassina de’ Pecchi, vicino Milano, dove lavorano una decina di ragazzi affetti da autismo e che con ottimi risultati da anni li aiuta nel processo di inclusione nella società. Nico ha vinto la sua scommessa anche contro il parere degli psicoterapeuti che gli sconsigliavano di aprire un’attività del genere, ma da allora lui e i suoi ragazzi hanno sfornato oltre 200.000 pizze.
Con Nico sul palco ci sono due dei ragazzi che lavorano con lui e che si esibiscono rispettivamente al violino e alla batteria, oltre a Dante, figlio di Elio e aiutante di Nico, che grida agli 8.000 di Bergamo «sono autistico e sono fiero di esserlo, vi chiedo di rispettarci».

Riparte il concerto

Si riprende con la musica, e continua la carrellata di successi: si parte con Essere donna oggi, poi a sorpresa arriva la prima chicca della serata, ovvero Lo stato A, lo stato B, seguita da due canzoni che, come dice Elio, «abbiamo presentato ad un concorso musicale qualche anno fa», ovvero La terra dei cachi e La canzone mononota, suonate al Festival di Sanremo rispettivamente nel 1996 e nel 2013.
La Fiera di Bergamo si trasforma d’incanto nel Parco Capello per Uomini col borsello, per poi mutare ancora e diventare Parco Sempione, brano che prelude all’arrivo dell’eroe protettore dei giovani, ovvero Supergiovane, che sgomma a destra e sinistra per il palco e porta via la band, lasciando il pubblico ad urlare “forza, Panino!” per far tornare il complessino sulla scena.

La sorpresa di Rocco Tanica

È il momento dei bis e, dopo un’epica versione di Ùnanimi cantata con le calze in testa come agli esordi, da dietro le tastiere spunta un tastierista misterioso che si rivela essere Rocco Tanica, arrivato a Bergamo per puro caso, come afferma dal palco: «avevo una serata qui vicino, ma non c’era nessuno ad ascoltarmi. Allora ho chiesto al gestore “ma è per il concerto di Max Pezzali a San Siro?”, e lui mi ha detto “sì, però ci sono anche gli Elio e le Storie Tese a Bergamo”. Quindi siccome lì non c’era nessuno, ho deciso di fare un salto a salutare i miei amici ed eccomi qua».

Con Rocco arriva immancabilmente un brano storico come Cara ti amo, la fantastica e toccante Il circo discutibile, Luigi il pugilista, che finalmente inizia ad avere una presenza costante in scaletta (c’era anche nel tour d’addio) e Shpalman.

Ovviamente il concerto non può finire finchè non viene finalmente cantata Tapparella, seguita a grande richiesta da una breve versione di Alfieri, purtroppo solo strumentale.
Il concerto si chiude così, a un passo dalla storia: negli ultimi 20 anni abbondanti Alfieri è stata eseguita solo in due tour, quello del 2005 e quello del 2010. Sentirla ieri sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un concerto magnifico.

Il futuro? San Siro 2023

Irrompe nuovamente il Trio Medusa per i saluti finali gridando al gruppo «le vostre dimissioni sono respinte!», e annunciando scherzosamente al pubblico che il prossimo obiettivo è un concerto a San Siro il prossimo anno.

Ma, boutade del momento a parte, perchè no?
Negli ultimi anni hanno suonato in quello stadio artisti (o presunti tali) che si sono trovati a dover regalare biglietti per non fare figuracce e trovarsi con uno stadio semivuoto, quindi perchè non concedere, dopo oltre 40 anni di onorata carriera, una passerella d’onore ad uno dei migliori gruppi di sempre della musica italiana?
Gli 8.000 biglietti per il concertozzo polverizzati in sole 48 ore stanno a significare che potrebbe non essere così difficile per gli Elio e le Storie Tese riuscire a portare a San Siro 40-45.000 spettatori. E allora perchè non provarci?
Trio Medusa, convinceteli voi!

La scaletta del concerto

1. John Holmes (una vita per il cinema)
2. Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
3. Servi della gleba
4. Il vitello dai piedi di balsa
5. Il vitello dai piedi di balsa reprise
6. T.V.U.M.D.B.
7. Gargaroz
8. El pube
9. Discomusic
10. Born to be Abramo
11. Essere donna oggi
12. Lo stato A, lo stato B
13. La terra dei cachi
14. La canzone mononota
15. Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)
16. Parco Sempione
17. Supergiovane

18. Ùnanimi
19. Cara ti amo (risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)
20. Il circo discutibile
21. Luigi il pugilista
22. Shpalman

23. Tapparella
24. Alfieri (strumentale)

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