Secret Love

Dal romanzo di Graham Swift Un giorno di festa

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Secret Love
di Eva Husson
con Odessa Young, Josh O’Connor, Sope Dirisu, Olivia Colman, Colin Firth e Glenda Jackson

1924, campagna inglese, Jane Fairchild (Young), nome e cognome inventati in un orfanotrofio, è al servizio dei Niven e nel giorno libero concesso alla servitù per visitare la mamma, visto che non ha la mamma, va a far l’amore con Paul (O’Connor), il rampollo degli Sheringham, l’unico di tre fratelli risparmiato dalla mattanza della prima guerra mondiale: Paul sta per sposare controvoglia una fidanzata aristocratica. Paul dopo il sesso con Jane è in ritardo e gli succede qualcosa che cambia la vita di Jane. Jane gironzola nuda per la biblioteca degli Sheringham e in seguito diventerà scrittrice. Alla fine è famosissima e assediata dai giornalisti (particina per Glenda Jackson). Alla regista cosa interessa? Mostrare una relazione condannata a morte tra servi e padroni? Va bene. Entrare nel mood dell’Inghilterra in cui un’intera generazione è stata falciata? Anche. Proporre una versione più erotica di Downtown Abbey? Magari. Mostrare un esempio di rivelazione intellettuale? Certo. Scardinare- dopo la relazione interclassista- anche il tabù della relazione interrazziale (Jane si mette con un filosofo di colore)? Forse. Benché suoni un filo troppo politicamente alla moda: nel libro Mothering Day di Graham Swift (da noi Un giorno di festa) da cui il film è tratto, quel secondo amore dura poche righe. Recuperare in un cameo Glenda Jackson? Sicuro. Il tutto (ed è proprio tanto) in qualcosa però non gira a dovere. Forse perché (contrariamente al solito) metà della storia nel libro non c’è…

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