Premetto che sono un amante della privacy per cui in questo articolo non vedrete i messaggi tra Morgan e Max Casacci, pubblicati invece da un’altra testata musicale, oltretutto pubblicandone solo alcuni con tanto di screenshot ma omettendo i primi che sono di ben altra natura. Ammetto di averli letti ma qui riporterò solo il senso e non le parole per esteso. Ho un diverso concetto dell’informazione che esclude nel mio caso, il gossip e lo “sbatti il mostro sul web”.
Sta di fatto che Morgan è sempre il bersaglio preferito per ottenere le visualizzazioni e se lo si dipinge come il solito “guastafeste”, l’obbiettivo si raggiunge facilmente. È un caso di mobbing conclamato.
Cominciamo col dire che in questa querelle, Sanremo non c’entra nulla. È una invenzione pura che non parte certo da Morgan, ma veniamo ai fatti. Recentemente si è tenuto un concerto che ha visto sullo stesso palco i Bluvertigo e i Subsonica. Gran successo al punto che alla fine tra le due band si è creata una bella sintonia non solo artistica, che ha spinto Morgan a proporre una collaborazione tra loro, cosa che secondo Morgan ha trovato particolarmente favorevoli Samuel e Boosta. Per altro c’è un precedente importante dato che Morgan è l’autore di “Disco Labirinto” uno degli hit dei Subsonica documentato anche dalla trasmissione Sonic 2000 su MTV.

Quando Morgan si entusiasma per un progetto non perde tempo. Per cui, dopo qualche ora, scrive un messaggio a Max Casacci che nei Subsonica ha un importante ruolo decisionale. Il senso del messaggio di Morgan a Casacci è la proposta di una collaborazione, di un disco comune ma non solo, tanto per dare un seguito al bel clima che si è creato tra loro nel concerto. Max risponde ringraziandolo e non escludendo che in futuro la cosa si possa realizzare ma che al momento i Subsonica sono concentrati sulla produzione di un nuovo album. Magari per rispetto tra artisti e anche per semplice curiosità Casacci non avrebbe avuto difficoltà ad ascoltare idee e musiche di Morgan dato che è un autore prolifico, ma rimanda l’eventuale collaborazione a tempo da destinarsi.
Morgan risponde che non sta pensando a un fatto esclusivamente discografico ma soprattutto artistico, insomma un’occasione interessante e da non lasciare al caso o a tempi a venire, dato che il tempo inesorabilmente passa per tutti. Per trasparenza Morgan informa del contenuto della chat a Samuel e a Boosta giusto per metterli al corrente, dato che è di gruppi che si parla.
La cosa però non piace a Max che non gradisce messaggi a reti unificate e lo fa notare a Morgan. Quest’ultimo dice che invece è tutto corretto e trasparente e che non ci sono segreti da nascondere. La risposta è un laconico: Fine.
Da lì in poi accade di tutto. Un giornalista intervista Morgan e lui rispondendo alle domande senza mostrare alcuna polemica, afferma la verità, cioè che Casacci ha rifiutato la sua proposta di collaborazione. Apriti cielo! Scoppia una bagarre in cui Casacci scrive a Morgan tirando fuori Bugo a Sanremo e quant’altro con un tono tutt’altro che pacifico. La cosa viene pubblicata su una testata, in cui lo scrivente prende una posizione pro Casacci e contro Morgan, pubblicando sia il messaggio agguerrito di Casacci, sia un testo di Morgan di una canzone “immaginaria” a lui dedicata piuttosto pesante che contiene vari epiteti. Ma in tutto questo Sanremo non c’entra, anche perché non è un mistero che Morgan non ami la direzione artistica di Amadeus. Lo sanno anche i gatti ormai.

Tutto questo per dire che la collaborazione tra artisti in Italia è un fottutissimo ginepraio. Immaginiamoci poi se coinvolge personalità forti come Morgan e Max Casacci. Francamente dispiace, dato i bei precedenti intercorsi tra loro, perché l’idea di una collaborazione tra le due band italiane più significative e interessanti dagli anni novanta in poi, avrebbe avuto un riscontro positivo non solo dal punto di vista discografico, ma come idea in sé.
Questo spirito di collaborazione tra artisti diversi, avviene spessissimo all’estero, anzi è un fatto quasi naturale, basta pensare alle decine di impensabili duetti e collaborazioni come Tony Bennet e Lady Gaga, Lou Reed e Metallica, persino Eminem e Elton John (incredibile ma vero), Coldplay e Rihanna, per non citare forse la più nota: Queen e David Bowie sodalizio artistico che diede vita a Under Pressure, una delle canzoni più iconiche della storia del rock.
Peraltro queste collaborazioni non sono solo interessanti e preziose da un punto di vista artistico ma sono anche linfa per il business discografico perché da sempre i sodalizi piacciono e vendono, perché rappresentano il significato più puro della musica, vale a dire, suonare insieme! Non occorre un terremoto, un “cancella il debito”, una sciagura per fare musica insieme, basta provarci, se poi non si è convinti si lascia perdere il colpo ma almeno provarci è fondamentale, è un messaggio forte e inclusivo perché è di musica che si parla, non ti tifoserie calcistiche.
Peccato… lasciamo che l’ego seppellisca il proprio ego sperando che gli artisti possano continuare a lavorare felicemente tra loro, senza far finta di essere una multinazionale o un brand in competizione nel mercato globale. Ma di che stiamo parlando? Viviamo in Italia dopotutto.







































