Porco Rosso

È tornato a volare nel suo trentesimo anniversario

0

Porco rosso
di Hayao  Miyazaki

 

Riproposto nel 30 anniversario

Uno dei capolavori  del maestro giapponese dello studio Ghibli (Principessa Mononoke, La città incantata, Il castello errante di Howl, Ponyo) tratto da un manga dello stesso Miyazaki. Marco Pagot (il cognome è già un omaggio tra disegnatori e animatori) è un asso degli idrovolanti uscito dalla Grande Guerra con una maledizione: da umano si è trasformato in maiale e nel dopoguerra dal suo rifugio in Dalmazia combatte contro i pirati dell’aria che affollano un Mediterraneo sognato con occhio giapponese, pilotando un Savoia S.21 dipinto di rosso, da cui il soprannome Porco rosso. C’è l’avventura, l’amore, atmosfere da reducismo e sbando, romanticismo, fascismo, amori impossibili e disfide aeree con una serie di dichiarazioni d’amore alla tecnologia del tempo disseminate in una storia che concede un surreale vantaggio alla fantasia (le donne italiane del tempo costruiscono idrocaccia meglio degli ingegneri…). Per capire quanti riferimenti tecnici e storici sono disseminati in questa favola d’amore e di guerra (Ferrari, Alfa Romeo, Francesco Baracca) ricorrete alla Pagina di Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Porco_Rosso). Battuta chiave per telefono della signora innamorata di Marco e stanca del suo spirito combattivo: “Prima o poi finirai come un maiale arrosto”. Risposta: “Un maiale che non vola è solo un maiale”. Nei quotidiani italiani disegnati dallo studio Ghibli l’eroe è sempre definito (in italiano) “porcellino”. Occhio alla scritta in un’officina milanese “Non si fo credito”. Sono pazzi questi giapponesi

 

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome