Domani e per sempre: il convincente esordio letterario di Ermal Meta

0
Renata Roattino @jhonninaphoto

C’è davvero tanto di Ermal Meta dentro Domani e per sempre (La nave di Teseo, 2022), nonostante lui stesso abbia più volte ribadito che quella di Kajan non è la sua storia. È per questo, ha spiegato, che non ha mai descritto fisicamente il protagonista: voleva evitare di dargli le sue fattezze. «Kajan è l’unico che non ho descritto, ma nemmeno nella mia testa il suo volto è chiaro. È davvero strano» ha raccontato Ermal in una delle tante presentazioni che lo hanno portato su e giù per l’Italia.

Una cosa che si dice spesso a chi prova a scrivere una storia è di raccontare di qualcosa che si conosce bene, ed Ermal lo ha fatto: ha raccontato, con dovizia di particolari, del passato del suo Paese d’origine. La storia si svolge alla fine della seconda guerra mondiale, tra Albania, Germania e Stati Uniti, in un racconto avvincente e coinvolgente che permette di vedere il mondo prima con gli occhi da bambino di Kajan, figlio di partigiani che lo tengono lontano dalla guerra, e poi via via più adulto, mentre affronta le numerose sfide che la vita gli pone davanti che sembrano davvero non finire mai. 

Ecco, sicuramente questo è un tratto che avvicina l’autore al protagonista: la perseveranza. Nonostante le difficoltà, il giovane Kajan non si arrende. Continua a insistere e a cercare un modo per essere felice: «Questo deve essere il nostro allenamento: mai un passo indietro. Non lasciate che qualcuno vi dica cosa potete e cosa non potete fare, in cosa valete e in cosa non valete. Tanto lo sapete solo voi» ha sottolineato Ermal.

C’è la musica, che quando si parla di Ermal Meta non può mai mancare, che accompagna tutta la vita del protagonista e, in un certo senso, è la chiave di volta in tanti momenti. Ci sono l’amore, declinato a vari livelli, e l’azione che detta un po’ il ritmo degli eventi. E poi c’è la Storia, quella con la S maiuscola, da cui si dovrebbe imparare, che si intreccia con quella dei personaggi. 

Domani e per sempre è stato definito in tanti modi – romanzo storico, romanzo di formazione – ma la parola che, secondo chi scrive, racconta meglio cosa sia questo ultimo lavoro è “fotografia”: Ermal è riuscito a immortalare un periodo storico in maniera nitida, al punto che, anche chi non è mai stato in Albania o a Berlino, riesce quasi a vedere i volti, i luoghi, le strade in cui la storia si svolge. I dettagli sono una delle cose che più riempiono le pagine di questo romanzo, cosa che non dovrebbe stupire, visto quanto abile Ermal sia a farlo anche con le sue canzoni, ma che invece lascia piacevolmente sorpresi man mano che si va avanti con il racconto.

Questo anche perché l’autore ha rivelato di aver passato molto tempo a studiare i dettagli di un periodo oscuro del proprio Paese d’origine, per restituirlo in maniera onesta e con dovizia di particolari, cercando di evitare ogni giudizio, anche riguardo i personaggi e le loro scelte. Sicuramente l’assenza di giudizi è un aspetto parecchio interessante di questo lavoro: Ermal racconta gli orrori del regime comunista senza esprimere giudizi e senza cercare giustificazioni a quello che accade, semplicemente descrivendolo. E questo permette a chi legge di conoscere una storia che purtroppo è ancora troppo ignorata da questa parte dell’Adriatico. Storie di uomini e donne che risultavano scomodi, solo perché pensanti. «Mia nonna dice sempre che se suo marito fosse stato stupido, sarebbe rimasto con lei» ha raccontato Ermal a proposito di questo tema.

Dal punto di vista strettamente letterario, l’opera prima del cantautore italo-albanese è un romanzo solido: non ci sono buchi di trama, sebbene la narrazione faccia avanti e indietro nel tempo rischiando di far perdere il filo, e grazie ai flashback si costruisce lentamente il mosaico che è la storia dei protagonisti che, insieme al giovane Kajan, sopravvivono a uno dei regimi più terribili che l’Occidente abbia conosciuto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un ruolo fondamentale, nella vita dei personaggi, lo gioca sicuramente il destino, anche questo un tema ricorrente se si pensa ad Ermal Meta: ogni scelta, ogni deviazione di ciascuno di loro, porta alla fine a qualcosa di inaspettato, ma proprio per questo estremamente emozionante. Forse è questa la parte più “fantasiosa” del romanzo, i cui intrecci sono talmente complicati da diventare quasi incredibili.

Se la mole di pagine (540) potrebbe scoraggiare, Domani e per sempre è una lettura estremamente scorrevole e piacevole, un romanzo accattivante e pieno di emozioni, consigliato sia per chi ha semplicemente voglia di leggere una storia, che per chi ha voglia di approfondire la Storia di un Paese tanto vicino, ma pressoché sconosciuto.

Questa storia, messa nero su bianco durante il dramma del lockdown e della pandemia, quando  le mani di Ermal «erano mute», sembra essere più attuale che mai in un momento storico come quello attuale, in cui una nuova guerra sta devastando il cuore dell’Europa e le cui conseguenze potrebbero essere ben più gravi di quelle che si immaginano.

La cosa che accomuna tutti quelli che hanno letto il libro è che una volta chiuso, è impossibile non sentire la mancanza di Kajan, è difficile non affezionarsi a quei personaggi e alle loro storie di vita complicata. E questo è il segno tangibile che l’autore ha fatto decisamente un buon lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome