Men
di Alex Garland
con Jessie Buckley, Rory Kinnear, Paapa Essiedu, Gayle Rankin, Sarah Twomey
Il marito di Harper (Buckley) le vola davanti mentre lei guarda dalla finestra. Disgrazia o suicidio dopo la minaccia del divorzio? Lui, peraltro, era violento. Harper si rifugia per rilassarsi in una villotta dei tempi di Shakespeare e cominciano gli strani incontri. Un padrone di casa dai modi bizzarri, un vagabondo nudo che forse sta per diventare parte della vegetazione, un prete sospetto, un ragazzino folle, un poliziotto inquietante. Il tutto in uno spazio verde prossimo al senso panico, tra ferrovie abbandonate, tunnel, chiese con sculture pagane/celtiche da cattedrale. Il concetto è: Harper sta per impazzire di sensi di colpa per la morte del marito o ogni uomo (controllate le facce: è sempre Rory Kinnear) rappresenta tutti gli uomini? E gli uomini molesti, si riproducono senza l’ausilio delle donne? Alex Garland scrittore (The Beach), sceneggiatore (28 giorni) e regista (Ex Machina, Annientamento) sembra propendere letteralmente per questa ipotesi abbastanza imbarazzante, da sala parto allucinogena e splatter, al culmine di un film praticamente muto costellato di urla e suoni. Occhio alle gravidanze maschili…





































