200 metri

In Cisgiordania il tragitto casa-lavoro è un percorso di guerra

0

200 metri
di Ameen Nayfeh
con Ali Suliman, Anna Unterberger, Motaz Malhees, Lana Zreik, Gassan Abbas

C’è un muro che separa palestinesi e israeliani in Cisgiordania. Mustafa non vuole fare il visto israeliano per vivere a casa sua, quindi la sua famiglia sta a 200 metri in linea d’aria ma fare il tragitto casa-lavoro ogni giorno è un calvario di chilometri di deviazioni, burocrazia e posti di blocco. Questa opera prima di Nayfeh oltre che una ovvia denuncia politica vuole essere anche un thriller: se hai un problema e tenti di entrare clandestinamente per aggirare le lungaggini burocratiche passi dall’avere i documenti fuori posto a uno stato di guerra con conseguenze pericolose. Per raggiungere in ospedale il figlio che ha avuto un incidente Mustafa si affida ai trasportatori clandestini, che attivano una rete a cui non è estranea anche corruzione e violenza e si deve affidare a bande locali controllate da fazioni politiche e militari. Un on-the-road in cui si deve confrontare con il bisogno, la stupidità, la prepotenza e l’ottusità ideologica di cui sono ben fornite tutte le parti in conflitto e quelle che ne traggono guadagni. Abbastanza ansiogeno.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome