
Quelle notizie che non vuoi ricevere. Al telefono Bruno Trombetti, già grafico al servizio di Gianni Sassi, alla domanda se avesse sentito Fabio Emilio Simion mi risponde che è mancato giusto ieri. Così, a margine di una chiacchierata attorno a un libro che si va costruendo attorno alla figura di Gianni Sassi e la Cramps. Certo, c’erano le avvisaglie, ma saperlo così sconcerta. Ne ha dato notizia Fabrizio Garghetti, amico di Simion, anche lui fotografo vicino a Gianni Sassi, ormai l’unico depositario di molte memorie attorno a una stagione fondamentale per l’arte in generale.
Fabio Emilio Simion è stato il fotografo prediletto di Gianni Sassi. Sue tante copertine di dischi da Finardi a quelle ancor più pionieristiche dei Capsicum Red e Osage Tribe, quando ancora Sassi non aveva fondato la Cramps e lavorava come art director per la scuderia Bla Bla di Pino Massara. Conoscere Fabio è stato un grande onore per uno che andava cercando notizie e immagini attorno a un periodo straordinario, quello degli Anni Settanta su cui ho sempre fatto convergere le mie passioni. Andare a trovarlo nel su studio e vedere l’immenso patrimonio fotografico che aveva realizzato, la gran parte insieme a quel genio di Gianni Sassi al quale verrà titolata una via a Milano nella prossima primavera. Almeno queste le premesse/promesse. Fabio è stato un grande creativo e conosceva bene Roberto Masotti, altro fotografo che se n’è andato quest’anno. Si stimavano. Fabio era apparentemente rude, diretto e dal forte carattere e con Gianni Sassi raccontava che spesso volavo scintille. Eppure i due hanno creato insieme capolavori destinati a rimanere a lungo nelle arti grafiche del Novecento, da esempio anche per generazioni future. Per il mio libro «Cose dell’altro suono» uscito nel 2020 aveva messo a disposizione gratuitamente alcuni scatti inediti inseriti nei capitoli dedicati a Franco Battiato (sua è la copertina di «Fetus», sua è la fotografia che darà origine a «Pollution»), a Demetrio Stratos e John Cage sul treno da Bologna a Firenze in una delle tante invenzioni sonore del compositore americano di cui era amico. Si andava a trovarlo e in qualche occasione l’ho fatto ritrovare con i suoi vecchi compagni di battaglie per e con Gianni Sassi. Una volta con Bruno Trombetti appunto e un’altra con Germano Casone, altro fotografo e funzionario per Al.Sa. e Task, società fondate da Gianni Sassi.
Mancherà la possibilità di passare del tempo con uno che ha attraversato da protagonista un periodo fantastico per la musica contemporanea e pop. Fabio verrà salutato con un rito laico a Milano e a Fiera di Primiero, tra amici e parenti, dove era nato il 25 luglio 1940.






































