Venezia 79. Athena

Com’è coreografica la rivolta della banlieue. Però più che una tragedia è un melò

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Nella banlieue di Athena secondo un video postato nei social la polizia avrebbe  ucciso un ragazzino arabo, il minore di quattro fratelli. Il fratello rivoluzionario guida la rivolta armata contro la polizia, trasforma in quartiere in una fortezza e minaccia di uccidere un poliziotto prigioniero se non gli consegnano gli assassini; il fratello spacciatore guida la fuga dei suoi scagnozzi con armi e cocaina; il fratello poliziotto si infiltra nella fortezza per convincere i fratelli e i rivoltosi amici di gioventù a evitare il peggio. Le grandi manovre militari, i combattimenti, gli scoppi, gli appostamenti e l’uso di armi proprie e improprie è coreografato alla grande, e a volte sembra proprio un balletto dove è previsto che tutti, nessuno escluso, mettano i piedi nei posti giusti in bella vista gridando come guerrieri danzatori. Tutto molto teatrale. Per quanto riguarda la storia mira alla tragedia greca ma arriva al massimo al consueto melodramma delle periferie dove è scritto negli occhi di ciascuno il destino finale. Il tutto tessuto di telefonate della mamma a cui nessuno risponde. Dirige con fragore e molta musica Romain Gavras

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