Una giovane donna si sposta su una decapottabile rossa attraverso gli States per tornare alla casa della madre. Torna a casa dopo molti anni. È quasi sempre al cellulare. È sempre ripresa in maniera claustrofobica, riempie lo schermo, i particolari del suo corpo e del suo volto sono scandagliati, non c’è quasi azione intorno, spesso ci sono offerte di assistenza tra l’ironico e l’ammiccante per problemi della sua auto che possono essere benissimo profferte e provocazioni, da alcune sue telefonate emerge che lavora con il suo corpo, forse lo usa come massaggiatrice, forse lo prostituisce, e arrivata dalla madre malatissima, forse morente, è evidente che se ne era andata per il suo corpo, per dargli un genere, per trasformarlo. Pallaoro usa per dare corpo a Monica l’attrice trans Trace Lysette. A parte il valore politico dell’operazione, i tempi sono lenti
Venezia 79. Monica
Pallaoro racconta il lento ritorno a casa di una donna con un altro nome e un altro corpo





































