Venezia 79. Pearl

Il prequel di X. A Sexy Horror Story

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Vi era piaciuto X. A Sexy Horror Story? ecco l’antefatto mezzo secolo prima, girato insieme, stesso regista Ti West, stessa attrice che faceva la novantenne vogliosa assassina, Mia Goth, anche sceneggiatrice. Siamo nell’America profonda stremata  dalla povertà, dopo la prima guerra mondiale e devastata dall’epidemia di Spagnola. La madre di Pearl è una tedesca religiosa e ossessiva, il padre di Pearl è rimasto paralizzato dal contagio, Pearl munge le mucche ma sogna di fare la ballerina per Hollywood, frequenta un proiezionista che ha già un piede nella futura industria del porno e in assenza del marito bacia lo spaventapasseri. Il marito (quello che abbiamo visto in X. A sexy Horror Story) non è ancora tornato delle trincee. Però Pearl ha qualcosa di osceno che gira in parallelo con l’ambizione sfrenata di emergere nello star system: ogni tanto uccide qualcosa o qualcuno per nutrire un alligatore. Quando l’ambizione, il desiderio sessuale e la paranoia si mescolano, nella maniera di una fiaba nera o di una’llucinazione, Pearl passa da ragazza di campagna a serial killer, ma non nei modi che lo spettatore abituale si può immaginare. Ti West toglie quando c’è da picchiare e picchia pesantemente quando non te l’aspetti, si prende misure anomale anche nel montaggio,  a volte tronca lunghe spiegazioni con una sola ironia, a volte allunga. Può anche risultare sgradevole, o troppo di culto, ma è un autore che battte strade tutte sue.

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