Il maestro giardiniere Joel Edgerton, colui che coordina i vari addetti al giardino, sa di fisica, chimica, botanica, sa perché Linneo usò il latino per la nomenclatura, sa disporre i fiori in maniera romantica e lo fa per una ricchissima Sigourney Weaver che gli affida la parente acquisita di sangue misto Quintessa Swindell perché l’addestri e ne faccia una giardiniera. Ogni tanto lo convoca per dargli ordini e per averne piacere sessuale. Ma chi è davvero il maestro giardiniere che quando si spoglia mostra tatuaggi terrificanti con crani e svastiche? E cosa faceva prima di finire in un programma di protezione dell’FBI? E soprattutto, riuscirà ad arginare il disastro che la giovane apprendista giardiniera sta per portare nella sua vita? Dopo First Reformed (il prete), The Card Counter (il soldato) ecco che con Master Gardener Paul Schrader completa una trilogia dei rimorsi, uomini con una corazza monacale all’esterno e una vita precedente nascosta e sempre all’erta che potrebbe riaffacciarsi. Uno dei più giovani anziani registi in azione. E quest’anno Leone d’oro alla Carriera
Venezia 79. Master Gardener
L’uomo che può dire con i fiori che ha passato l’inferno. Un altro rimorso da Paul Schrader





































